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Ondate di calore in Francia: quasi 5.400 morti l'anno e forti disuguaglianze

ARCHIVIO - Passanti passeggiano in place du Trocadéro, vicino alla Tour Eiffel, durante un'ondata di caldo, il 2 luglio 2025, a Parigi.
ARCHIVIO - Passanti passeggiano in place du Trocadéro, vicino alla Torre Eiffel, durante un'ondata di caldo, il 2 luglio 2025, a Parigi. Diritti d'autore  Christophe Ena/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Christophe Ena/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Due studi rilanciati da France Info mettono in guardia sugli effetti sanitari delle ondate di calore in Francia. Segnalano un aumento dei rischi per la salute, soprattutto nelle abitazioni poco adatte e nei quartieri più svantaggiati.

Mentre lEuropa si prepara ad affrontare un’ondata di caldo record per un mese di giugno, con temperature che in alcune regioni potrebbero avvicinarsi ai 40 °C, due studi rilanciati da France Info mettono in luce le conseguenze sanitarie delle ondate di calore in Francia.

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Secondo uno studio di Oxfam sull’impatto del cambiamento climatico sulla salute, il caldo sarebbe responsabile di circa 5.400 decessi all’anno nel Paese. L’ONG parla di una vera e propria «emergenza sanitaria», ancora troppo poco presa in considerazione dai poteri pubblici.

Oxfam ricorda che gli effetti del caldo vanno ben oltre i soli casi di disidratazione tra le persone anziane. L’organizzazione sottolinea che il rischio di morte per infarto aumenterebbe del 7% durante le ondate di calore, con una mortalità doppia tra le donne nei giorni più torridi. Quando questi episodi durano più di una settimana, il rischio di insufficienza renale acuta crescerebbe del 70%.

Quartieri svantaggiati particolarmente esposti

Oxfam mette inoltre in evidenza che il riscaldamento climatico accentua le disuguaglianze. I territori più svantaggiati sarebbero colpiti in misura maggiore, con un eccesso di mortalità stimato al 31% rispetto alle aree più benestanti nell’estate 2025. Al contrario, gli abitanti del 20% dei quartieri urbani più ricchi sarebbero fino a dieci volte meno esposti ai rischi legati alle alte temperature.

La Fondation pour le Logement condivide questa analisi nel suo studio sulla precarietà energetica estiva. Rivelando che circa due terzi (66%) dei francesi dichiarano di avere difficoltà a sopportare il caldo nella propria abitazione e che il 40% degli alloggi non è «pienamente dotato di tapparelle, eppure indispensabili per evitare il surriscaldamento», il rapporto sottolinea inoltre che i quartieri popolari sono i più colpiti.

In questi quartieri gli abitanti sommano spesso diversi fattori di vulnerabilità. Sono esposti a un tessuto urbano molto denso, con «materiali che amplificano il caldo» e «una carenza di spazi verdi».

Inoltre vivono spesso in vere e proprie «case-forno», hanno in media «uno stato di salute peggiore» e possono svolgere «lavori più esposti al caldo».

I poteri pubblici chiamati a proteggere meglio la popolazione

Di fronte a queste constatazioni, le due organizzazioni chiedono ai poteri pubblici di accelerare la riqualificazione energetica degli alloggi.

La Fondation pour le Logement chiede l’iscrizione all’ordine del giorno parlamentare della proposta di legge «Zéro logement bouilloire» ("Zero alloggi-forno"), sostenuta da oltre 150 deputati, e propone di lanciare entro il 2040 un piano nazionale per dotare le abitazioni di tapparelle e ventilatori.

L’organizzazione chiede anche di rafforzare il Fondo verde dedicato all’adattamento climatico degli spazi pubblici e la creazione di dispositivi «grand chaud» (piani per il grande caldo), sul modello dei piani invernali, per proteggere meglio le persone più vulnerabili, in particolare le persone senza dimora.

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