Stop alla benzina per i civili, blackout a rotazione e stagione turistica annullata: cosa sta accadendo in Crimea, annessa dalla Russia, mentre Kiev cerca di isolare la penisola dal controllo di Mosca?
Le autorità russe insediate nella Crimea occupata hanno introdotto una serie di misure straordinarie dopo l’intensificarsi degli attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche e logistiche della penisola.
Stop ai centri estivi per bambini, vendita di carburante limitata ai soli funzionari dell’amministrazione di occupazione, blackout programmati e cancellazione di tutti gli eventi pubblici: segnali evidenti della crescente pressione esercitata da Kiev sulla regione annessa da Mosca nel 2014.
La sospensione dei centri estivi entrerà in vigore da lunedì fino al 1º settembre e riguarderà “la prenotazione dei posti, l’ammissione e l’alloggio di bambini e gruppi di bambini nei centri di vacanza e cura”, secondo quanto comunicato dalle autorità filo-russe.
“Nelle circostanze attuali, queste misure sono necessarie per garantire la sicurezza pubblica”, hanno dichiarato i funzionari nominati da Mosca.
Nel frattempo, in diverse aree della Crimea occupata sono stati introdotti piani di consumo elettrico a rotazione a causa di problemi di approvvigionamento energetico. Le interruzioni hanno colpito in particolare i distretti nord-occidentali, centrali e della costa meridionale della penisola, dove si registrano danni alle infrastrutture della rete elettrica.
Le autorità di occupazione hanno inoltre annunciato severe restrizioni alla vendita di carburante: il rifornimento sarà consentito esclusivamente ai rappresentanti dell’amministrazione locale. Alcune zone resteranno anche prive di illuminazione stradale, mentre tutti gli eventi pubblici sono stati annullati.
Secondo Robert Brovdi, comandante delle Forze ucraine dei sistemi senza pilota noto con il nominativo “Madyar”, gli attacchi lanciati nella notte tra sabato e domenica hanno preso di mira terminal petroliferi, compressori di gas e sistemi radar presenti nella penisola occupata.
Kiev intensifica gli attacchi contro le infrastrutture russe in Crimea
L’Institute for the Study of War (ISW), think tank statunitense che monitora il conflitto, ha confermato che l’Ucraina sta portando avanti una campagna sistematica per ostacolare la logistica russa e interrompere il trasporto di carburante verso la Crimea attraverso lo stretto di Kerch.
Secondo fonti militari ucraine, il 21 giugno le forze di Kiev hanno colpito il porto di Kavkaz, nella regione russa di Krasnodar, incendiando serbatoi e depositi di carburante utilizzati per rifornire la Crimea occupata e il sud dell’Ucraina controllato da Mosca.
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che gli obiettivi degli attacchi includevano un deposito petrolifero in Crimea e un impianto di trasporto di petrolio nel sud della Russia. Il leader ucraino ha definito queste operazioni parte della strategia di “sanzioni a lungo raggio” contro Mosca.
La 414ª Brigata autonoma di sistemi aerei d’attacco senza pilota “Magyar’s Birds”, unità d’élite delle forze armate ucraine, ha descritto la Crimea come “una valigia senza manico” per il Cremlino, sostenendo che Mosca continuerà comunque ad aggrapparsi alla penisola “fino alla fine”.
La strategia ucraina: isolare la Crimea dalla Russia
La Crimea occupa una posizione strategica nel Mar Nero ed è collegata sia alla Russia sia ai territori occupati nel sud dell’Ucraina attraverso corridoi terrestri e infrastrutture chiave.
A nord, la penisola è connessa alle aree occupate della regione di Kherson tramite l’istmo di Perekop, attraversato da strade e linee ferroviarie utilizzate dalla Russia per trasferire truppe, munizioni e carburante.
Kiev sta colpendo sistematicamente queste vie di comunicazione nel tentativo di interrompere i flussi logistici verso la penisola.
Parallelamente, le forze ucraine prendono di mira anche le infrastrutture situate oltre il ponte di Kerch, il collegamento costruito dalla Russia tra il territorio russo e la Crimea annessa.
Il ponte era già stato gravemente danneggiato nell’ottobre 2022 da un camion bomba che causò la morte di cinque persone e la distruzione di due sezioni del viadotto. Nuovi attacchi sono stati registrati anche nel 2023 e nel 2025.
L’annessione della Crimea nel 2014 segnò l’inizio dell’aggressione russa contro l’Ucraina. Da allora Kiev ha più volte ribadito che la guerra non potrà considerarsi conclusa finché la penisola non tornerà sotto sovranità ucraina.
Per Mosca, invece, la Crimea rappresenta il simbolo più importante della propria espansione militare e il territorio che il Cremlino sarebbe disposto a difendere fino all’ultimo.