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UE verso la separazione dei percorsi di adesione di Moldova e Ucraina: cosa cambia per i negoziati

Vertice Ue-Moldova a Bruxelles.
Vertice UE-Moldova a Bruxelles. Diritti d'autore  European Union, 2026.
Diritti d'autore European Union, 2026.
Di Jorge Liboreiro
Pubblicato il
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Fin dall’inizio le candidature all’adesione di Moldova e Ucraina sono state di fatto abbinate. Ora, dopo l’apertura del primo capitolo negoziale, i due Paesi potrebbero prendere strade diverse

L’Unione europea sta preparando il terreno per una possibile separazione dei percorsi di adesione di Moldova e Ucraina, due Paesi che fin dall’inizio della guerra russa contro Kiev sono stati trattati come candidati “gemelli” nel processo di allargamento.

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La questione è tornata al centro del dibattito dopo il superamento del veto ungherese durato due anni e l’avvio del primo cluster negoziale, il capitolo “Fondamentali”, che riguarda Stato di diritto, diritti umani e lotta alla corruzione. Finora i due Paesi erano stati formalmente e politicamente accoppiati, anche per evitare segnali di disparità in un contesto geopolitico sensibile.

Durante un incontro UE-Moldova a Bruxelles, i vertici dell’Unione europea hanno però lasciato intendere che una separazione dei percorsi potrebbe diventare inevitabile con l’avanzare dei negoziati tecnici.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che, una volta aperto il primo cluster, ogni Paese procede secondo i propri meriti e riforme: “Ogni candidato è responsabile di sé stesso”. Ha però precisato che il riferimento era specifico alla Moldova, evidenziando il progresso più rapido di Chișinău.

Anche il presidente del Consiglio europeo António Costa ha elogiato i progressi del governo moldavo, parlando di riforme approvate “molto rapidamente” e della possibilità di aprire in tempi brevi i restanti cluster negoziali. Costa ha definito l’allargamento “il più importante investimento geopolitico” dell’Unione.

Il processo di adesione prevede 33 capitoli suddivisi in sei cluster tematici. Moldova e Ucraina sono considerate pronte, almeno tecnicamente, per avanzare su tutti i cluster, ma finora è stato aperto solo il primo.

Vertice UE-Moldova a Bruxelles.
Vertice UE-Moldova a Bruxelles. European Union, 2026.

Il tema della separazione, tuttavia, resta delicato. Da un lato, diversi funzionari europei ritengono che mantenere i due Paesi legati rischi di creare una falsa equivalenza tra una nazione in guerra e una in pace. Dall’altro, esiste il timore politico che una “scissione” possa indebolire il sostegno pubblico all’adesione dell’Ucraina o essere interpretata come un segnale negativo.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito l’importanza strategica del percorso europeo per Kiev, definendolo una futura garanzia di sicurezza e chiedendo di procedere rapidamente con l’apertura di tutti i cluster.

Anche la presidente moldava Maia Sandu ha chiesto di accelerare il processo, sostenendo che i cluster rimanenti dovrebbero essere aperti “immediatamente e senza ritardi”.

A Bruxelles cresce quindi la convinzione che la separazione dei percorsi non sia più una questione di principio, ma solo di tempo e modalità. Tuttavia, l’equilibrio politico resta fragile: l’UE vuole evitare che un Paese avanzi mentre l’altro rallenta per ragioni esclusivamente politiche, soprattutto perché un singolo veto può ancora bloccare l’intero processo di allargamento.

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