Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Giudice federale blocca il piano di Trump: no al database per verificare la cittadinanza

Seggi elettorali allestiti in un seggio all'interno della chiesa metodista di St. Luke, martedì 16 giugno 2026, a Oklahoma City
Le cabine elettorali sono allestite nel seggio all'interno della chiesa metodista di St. Luke, martedì 16 giugno 2026, a Oklahoma City Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Malek Fouda
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Un tribunale federale statunitense ha stabilito che l’iniziativa promossa da Trump rischia di privare elettori legittimi del diritto di voto e di violare la privacy dei cittadini americani

La giudice del tribunale distrettuale federale Sparkle L. Sooknanan ha dato ragione ai gruppi di attivisti per i diritti civili dei migranti. Secondo loro, i recenti aggiornamenti del programma, chiamato Systematic Alien Verification for Entitlements (SAVE), raccoglievano dati personali sensibili degli americani in modo tale da portare alla cancellazione indebita di elettori dalle liste.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

"In definitiva, il governo federale ha consapevolmente calpestato il diritto alla privacy dei cittadini statunitensi, in un modo che mette a rischio il sacro diritto di voto", ha scritto Sooknanan in un'ordinanza che illustra la decisione. "Questo tribunale non può restare a guardare".

Ha ricordato che il Congresso ha espressamente vietato al governo di centralizzare le informazioni anagrafiche dei cittadini americani e che le agenzie federali che hanno creato il programma SAVE "sapevano che la banca dati viola queste tutele previste dalla legge".

La decisione rappresenta una pesante battuta d'arresto giuridica per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nei suoi sforzi di usare le agenzie federali per promuovere una stretta a livello nazionale contro la presenza illegale di non cittadini nelle liste elettorali statali.

Il sistema SAVE modificato, che i critici definivano un illecito database federale centralizzato di informazioni sugli elettori, era uno dei pilastri del secondo ordine esecutivo sulle elezioni firmato dal presidente repubblicano all'inizio di quest'anno. La sentenza ne mette ora in dubbio il futuro.

"È sorprendente quanto duramente la sinistra si batta per impedirci di risolvere problemi di cui insiste a negare l'esistenza", ha scritto sui social James Percival, consulente legale generale del Dipartimento per la Sicurezza interna (DHS), commentando la decisione.

Il DHS ha indicato il suo post come propria reazione alla sentenza. Il Dipartimento di Giustizia, in una dichiarazione inviata via email, ha affermato che "continuerà a difendere con determinazione l'agenda del presidente Trump in materia di controllo dell'immigrazione e l'uso, da parte del DHS, del sistema SAVE per verificare la cittadinanza".

L'ordine esecutivo che punta a creare un elenco elettorale nazionale è uno dei numerosi passi compiuti da Trump durante il suo secondo mandato per provare a cambiare il modo in cui vengono organizzate le elezioni.

Ha inoltre cercato di obbligare gli elettori a presentare una prova documentale di cittadinanza per potersi iscrivere alle liste, di escludere dal conteggio le schede inviate per posta arrivate dopo il giorno del voto e di vietare al servizio postale di spedire schede agli elettori che non figurano in un elenco approvato.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla dallo Studio Ovale della Casa Bianca durante la firma di un ordine esecutivo sul calcolo quantistico, lunedì 22 giugno 2026, a Washington
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla dallo Studio Ovale della Casa Bianca durante la firma di un ordine esecutivo sul calcolo quantistico, lunedì 22 giugno 2026, a Washington Jacquelyn Martin/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.

La maggior parte di queste misure è stata bloccata da diversi tribunali, anche perché la Costituzione attribuisce agli Stati e al Congresso il potere di fissare le regole elettorali, ma non riconosce alcuna competenza in materia al presidente.

In ogni caso, il voto dei non cittadini è già illegale ed è punito come un potenziale reato grave che può portare all'espulsione. È inoltre un fenomeno raro, che riguarda solo una percentuale minima delle persone iscritte alle liste elettorali statali.

Il programma SAVE è stato creato in base a una legge sull'immigrazione che impone al DHS di aiutare le agenzie federali, statali e locali a impedire che i benefici pubblici vadano a non cittadini.

Da aprile 2025 poco più di una mezza dozzina di Stati lo hanno già utilizzato per controllare le proprie liste elettorali, dopo che l'amministrazione Trump ne ha ampliato in modo significativo le capacità di ricerca. Da allora, almeno 67 milioni di iscrizioni sono state passate al setaccio attraverso il programma.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Da Bolsonaro e Bukele a Fujimori e De la Espriella: Trump e l'ascesa della destra in America Latina

Cina-Usa, crescono le tensioni commerciali: Pechino annuncia sanzioni contro dieci aziende Usa

Trump torna ad attaccare Meloni: "Sua popolarità è scarsa, cerca consensi", la premier contrattacca