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Nuovi attacchi israeliani contro il Libano, Teheran chiude lo Stretto di Hormuz

Soccorritori cercano vittime sotto le macerie degli edifici distrutti da un attacco israeliano nel villaggio di Qannarit, nel sud del Libano (20 giugno 2026)
Soccorritori cercano vittime sotto le macerie degli edifici distrutti da un attacco israeliano nel villaggio di Qannarit, nel sud del Libano (20 giugno 2026) Diritti d'autore  (AP Photo/Mohammed Zaatari)
Diritti d'autore (AP Photo/Mohammed Zaatari)
Di Nathan Rennolds & Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi nel sud del Libano sabato e domenica. Teheran ha criticato le operazioni israeliane e ha chiuso di nuovo la strategica via d'acqua. Sono attacchi che rischiano di minare i negoziati tra Iran e Usa in Svizzera ma Israele tiene la linea dura

Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano, secondo il ministero della Sanità di Beirut citato da media locali.

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L'agenzia nazionale di stampa Nna riporta che cinque persone, tra cui un bambino, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor e altre due nella zona di Tiro.

I raid, che Israele giustifica al pari dell'occupazione del sud del Libano come necessari per disinnescare gli attacchi di Hezbollah, sono il fulcro degli attriti tra Iran e Stati Uniti in queste ore.

I vertici militari iraniani hanno annunciato di avere nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz sabato, "alla luce della flagrante mala fede e della violazione degli impegni da parte dell’America per il mancato rispetto della prima clausola dell’accordo di fine guerra, e in risposta alla violazione incessante e continuativa del cessate il fuoco da parte del regime sionista nel sud del Libano", ha riferito dall’agenzia di stampa statale Fars.

Lo Stretto di Hormuz è uno dei più importanti punti di transito al mondo per gas e petrolio. La sua riapertura era un elemento chiave del memorandum d’intesa recentemente firmato tra Washington e Teheran, che punta a porre fine alla guerra.

La nuova chiusura arriva dopo che, sabato mattina, Israele ha lanciato una serie di nuovi attacchi nel sud del Libano, all’indomani dell’annuncio di un cessate il fuoco tra Israele e il gruppo armato filo-iraniano Hezbollah, diffuso venerdì.

Almeno 16 persone sono state uccise e 12 sono rimaste ferite nei raid sull’area di Nabatieh, ha riferito l’agenzia di protezione civile del Libano.

Le Forze di difesa israeliane hanno affermato che gli attacchi sono stati una risposta al fatto che le loro truppe erano finite sotto il fuoco di oltre 50 lanci di Hezbollah nel sud del Libano durante la notte.

"Tra gli obiettivi colpiti vi erano postazioni di lancio di razzi, depositi di armi e centri di comando", hanno dichiarato a proposito dei raid in Libano.

Vance: nessuna prova che Iran blocchi Hormuz

Sul blocco di Hormuz è intervenuto il vice presidente degli Stati Uniti, prima di partire per la Svizzera per i colloqui con gli inviati del regime di Teheran. Secondo JD Vance, gli Stati Uniti non vedono alcuna prova del fatto che l'Iran continui a bloccare il traffico navale.

"Non stiamo vedendo alcuna prova che gli iraniani stiano ancora chiudendo lo Stretto di Hormuz. Ci vorrà comunque del tempo per rimuovere le mine", ha detto Vance durante un intervento a Fox News. Il vicepresidente ha aggiunto poi che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran reggerà. "Sono molto fiducioso che possiamo mantenere il cessate-il-fuoco", ha detto.

Da Israele invece arrivano conferme sulla linea dura in Libano. Bezalel Smotrich, leader della componente ultranazionalista del governo Netanyahu, ha dichiarato che l**'esercito israeliano rimarrà nella "zona di sicurezza" all'interno del Libano** per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita degli Stati Uniti.

"Sono le nostre linee rosse", ha aggiunto il ministro israeliano alle Finanze che riguardo alla domanda sulla continuazione della presenza militare in Libano in un'intervista al quotidiano Makor Rishon ha risposto: "Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio".

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