Un F-2000 italiano è stato colpito durante un attacco contro la base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita. Il ministro della Difesa Crosetto ha assicurato che nessun militare è stato coinvolto. Nelle ultime settimane i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran hanno intensificato gli attacchi contro il Paese
Un Eurofighter Typhoon italiano è stato colpito durante un attacco nella notte tra giovedì e venerdì nella base aerea di Ta'if, in Arabia Saudita, situata a circa 70 chilometri a est della città santa di La Mecca. La notizia è stata diffusa dal ministro della difesa italiano Guido Crosetto.
"Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve", ha scritto il ministro spiegando poi che non vi sono militari italiani coinvolti.
Nell'attacco, spiega ancora Crosetto, è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all'interno della base e in un’area decentrata. Non sono stati registrati altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano. L'aereo, prodotto grazie alla collaborazione industriale di Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, è il velivolo da combattimento multiruolo più avanzato al mondo.
Il ministro ha chiesto una nuova valutazione sull'evoluzione del quadro regionale e ha confermato che erano già state messe in atto da tempo le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare.
Aumentano gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita
La tensione è alta in Arabia Saudita dopo che i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran hanno intensificato gli attacchi aerei contro il Paese. Mercoledì hanno rivendicato l'abbattimento di un jet saudita utilizzando munizioni prodotte dalla loro milizia.
Il gruppo ha preso il controllo di tutta la costa yemenita sul Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb, snodo marittimo diventato vitale per le esportazioni di greggio saudite dopo il blocco dello stretto di Hormuz.
Giovedì, il ministro della Difesa Crosetto ha annunciato che Roma si muoverà da sola nella difesa delle navi italiane che attraverseranno lo stretto controllato dai ribelli, senza attendere l'intervento della missione europea Aspides, nonostante gli Houthi abbiano sostenuto che non vi sia alcuna minaccia alla navigazione, fatta eccezione per le imbarcazioni saudite.
Contingente italiano coinvolto negli attacchi in Medio Oriente
Dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, mezzi e personale militare italiano presenti nelle basi in Medio Oriente sono stati coinvolti in diversi attacchi. Lo scorso 15 marzo un drone MQ-9A è stato colpito nella base di Ali al Salem, dove sono presenti oltre 300 militari italiani, ma nessun connazionale è rimasto ferito.
Pochi giorni prima, nella notte tra l’11 e il 12 marzo, un attacco aveva preso di mira la base militare di Erbil, in Iraq, costringendo i soldati a trovare riparo nei bunker. Il contingente italiano è presente dal 2014 nell'ambito della missione “Prima Parthica”, finalizzata ad addestrare le forze curde dei Peshmerga su richiesta del governo iracheno e a contrastare l’Isis. Un drone aveva colpito il sito noto come Camp Singara, causando un incendio. Anche in questa occasione i 141 soldati italiani presenti nella base sono rimasti incolumi.
Critiche dall'opposizione dopo l'attacco in Arabia Saudita
Dopo la notizia dell'attacco alla base saudita, sono arrivate critiche dall'opposizione. "Da luglio chiedevamo al Governo un'informativa urgente sui rischi per i nostri quattrocento militari dell'Aeronautica schierati nella base saudita King Fahd di Taif, senza nessun coinvolgimento del Parlamento", hanno scritto in una nota i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa di Senato e Camera, Bruno Marton e Arnaldo Lomuti.
"Nei giorni scorsi avevano denunciato apertamente il rischio di imminenti rappresaglie Houthi contro quella base da cui partono i raid sauditi sullo Yemen. Un'eventualità preannunciata dagli stessi vertici militari Houthi. Il governo è rimasto silente e inerte. Ora venga immediatamente in Parlamento a riferire e ci dica che provvedimenti intende prendere prima che, oltre a perdere aerei da oltre cento milioni l'uno, si perdano anche delle vite umane", hanno poi aggiunto.