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Delegazione negoziatrice iraniana parte per la Svizzera

Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano
Abbas Araghchi, ministro degli Esteri dell'Iran Diritti d'autore  IRNA NEWS AGENCY
Diritti d'autore IRNA NEWS AGENCY
Di Omid Lahabi
Pubblicato il
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Una delegazione iraniana è partita sabato per la Svizzera per discutere con gli Stati Uniti l’attuazione di un’intesa di de-escalation. Nel Paese si troverebbero già i negoziatori USA

I media iraniani riferiscono che una delegazione è partita sabato per la Svizzera per discutere con gli Stati Uniti l’attuazione di un’intesa di de-escalation e porre fine alla guerra in Medio Oriente.

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Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, è a capo della delegazione. Tra i membri figurano anche Abbas Araghchi, ministro degli Esteri, Ali Bagheri Kani, vice per gli affari internazionali della Segreteria del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, e Abdolnaser Hemmati, governatore della Banca centrale.

L’agenzia di stampa ufficiale Irna, dando notizia del viaggio della delegazione, ha riportato le dichiarazioni del portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghai, secondo cui la delegazione chiederà "l**’attuazione e il seguito degli impegni della controparte**" nell’ambito di questo accordo.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato: "Ogni intesa, ogni accordo si misura nel momento in cui deve essere attuato. Alla luce dell’esperienza che abbiamo fatto con le inadempienze della controparte, è ovvio che al momento dell’attuazione dovremo avanzare richieste molto ferme e serie".

"La controparte deve adottare al più presto le misure necessarie; in caso contrario, l’intero memorandum d’intesa si troverà in difficoltà", ha aggiunto.

In precedenza l’Iran aveva insistito perché l’accordo firmato con gli Stati Uniti includesse anche la cessazione dei combattimenti in Libano.

Nonostante ciò, sabato l’esercito israeliano e le forze di Hezbollah in Libano si sono scontrati di nuovo. In seguito a questi attacchi israeliani, l’Iran ha annunciato di aver nuovamente vietato il transito attraverso lo stretto di Hormuz.

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