Lo stesso politico greco di Nuova Democrazia ha chiesto la revoca dell'immunità parlamentare per collaborare pienamente con le autorità belghe. Le accuse sono legate ai favori procurati a Bruxelles a Qatar e Marocco tramite l'ong guidata dal deputato italiano Antonio Panzeri
Il Parlamento greco ha deciso giovedì di revocare l'immunità parlamentare dell'ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos, aprendo la strada alla prosecuzione delle azioni delle autorità belghe nell'ambito dell'inchiesta sul caso noto come Qatargate.
A favore della revoca dell'immunità hanno votato 264 dei 266 deputati presenti, mentre due si sono astenuti. La commissione deontologica del Parlamento aveva in precedenza raccomandato all'unanimità la revoca.
La procedura è stata avviata dopo l'emissione, a giugno, di un mandato d'arresto europeo da parte di un giudice istruttore belga.
Dimitris Avramopoulos, 73 anni, deputato del partito di governo Nuova Democrazia, è stato commissario europeo per la Migrazione dal 2014 al 2019 e in passato sindaco di Atene.
Avramopoulos ha negato categoricamente qualsiasi atto illecito e chiesto egli stesso la revoca dell'immunità, dichiarando al Parlamento di voler collaborare pienamente con le autorità competenti.
"Non ho mai partecipato, né direttamente né indirettamente, ad alcuna attività illegale e non ho mai agito a beneficio di interessi illegali di alcuno Stato o di terzi", ha affermato l'ex commissario UE.
Il rapporto con la ONG Fight Impunity
L'inchiesta delle autorità belghe riguarda, tra l'altro, il rapporto di Avramopoulos con l'organizzazione non governativa Fight Impunity, fondata dall'ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri, una delle figure centrali del caso.
Il politico greco ha fatto parte del consiglio onorario dell'organizzazione nel periodo 2020-2021, dopo la fine del suo mandato alla Commissione europea, ma ha sostenuto che la sua collaborazione con Fight Impunity è stata del tutto legale e che i compensi ricevuti sono stati dichiarati alle autorità fiscali.
"La mia partecipazione all'organizzazione Fight Impunity è stata assolutamente legale, verificata, approvata, dichiarata e tassata", aveva affermato quando, a giugno, era diventato noto il mandato di arresto belga.
Le accuse in Belgio sono di partecipazione a un'organizzazione criminale, corruzione pubblica e riciclaggio di proventi illeciti, secondo un documento delle autorità greche citato da agenzie di stampa internazionali.
Le indagini delle autorità belghe sul Qatargate
L'inchiesta è iniziata nel dicembre 2022, quando le autorità belghe hanno effettuato una serie di perquisizioni e arresti in relazione a denunce secondo cui governi stranieri avrebbero tentato di influenzare decisioni del Parlamento europeo attraverso denaro e regali.
Nell'ambito del caso, le autorità belghe hanno sequestrato circa 1,5 milioni di euro in contanti. Tra gli arrestati figuravano l'ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri e l'allora vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili.
Qatar e Marocco sono stati accusati di avere cercato di influenzare decisioni europee e di migliorare la propria immagine pubblica. Entrambi i Paesi hanno respinto le accuse.
L'inchiesta belga ha subito notevoli ritardi a causa di ricorsi legali sulla legittimità di alcune procedure.