Secondo gli Emirati Arabi Uniti, i droni che la scorsa settimana hanno colpito la centrale nucleare di Barakah sono stati lanciati dall'Iraq, segno che le milizie filo-Teheran continuano a prendere di mira, per conto dell'Iran, le infrastrutture energetiche del Golfo
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che i droni utilizzati nell’attacco della scorsa settimana nei pressi della centrale nucleare di Barakah provenivano dal territorio iracheno Iraq, segnando una possibile escalation nelle tensioni regionali legate ai gruppi armati sostenuti dall’Iran Iran.
Secondo il ministero della Difesa emiratino, le indagini tecniche avrebbero confermato che tre droni lanciati nell’area del 17 maggio 2026 sarebbero partiti dall’Iraq. L’attacco ha colpito un generatore elettrico vicino alla centrale di Barakah, nell’emirato di Abu Dhabi Abu Dhabi, provocando un incendio ma senza causare feriti né fughe radioattive. Due ulteriori droni sarebbero stati intercettati prima di raggiungere il bersaglio.
La centrale di Barakah Centrale nucleare di Barakah, unica del Golfo, rappresenta una componente strategica fondamentale del sistema energetico emiratino, fornendo circa un quarto dell’elettricità nazionale. La sua vicinanza ad aree sensibili del Golfo ha amplificato le preoccupazioni per possibili conseguenze regionali.
Le autorità di Baghdad hanno condannato l’attacco con i droni, pur senza entrare nel merito delle accuse specifiche. Il governo iracheno ha ribadito la necessità di cooperazione internazionale per evitare un’ulteriore escalation e proteggere la stabilità della regione.
Nel frattempo, diversi gruppi armati attivi in Iraq e ritenuti vicini a Teheran sono stati indicati da fonti statunitensi come responsabili di numerosi attacchi contro obiettivi militari e infrastrutture nella regione del Golfo. Tra questi, Kata’ib Hezbollah è spesso citato tra le milizie più attive.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente instabilità regionale, aggravato dagli attacchi incrociati tra attori statali e non statali e dal ruolo sempre più complesso delle alleanze in Medio Oriente.