Il primo viaggio all’estero del premier ungherese Peter Magyar è iniziato a Cracovia con una delegazione del governo. La scelta della Polonia è vista come segnale per rilanciare le relazioni nell’Europa centro-orientale
La visita del primo ministro ungherese a Cracovia è iniziata poco dopo le 14. È arrivato da Vienna con un volo di linea operato da una compagnia aerea austriaca. Ha pubblicato sui propri profili social una foto del viaggio.
Alla visita in Polonia del primo ministro Peter Magyar partecipa un'ampia delegazione governativa. Come ha scritto nel suo post, oltre al capo del governo lo accompagnano, tra gli altri, la ministra degli Esteri Anita Orbán, il ministro dell'Economia e dell'Energia István Kapitány, il ministro dei Trasporti e degli Investimenti Dávid Vitézy, il ministro della Difesa nazionale Romulusz Ruszin-Szendi, il ministro per le relazioni sociali e la cultura Zoltán Tarr e il ministro dell'Agricoltura e dell'Alimentazione Szabolcs Bóna.
Cracovia: il Wawel e l'incontro con il cardinale Grzegorz Ryś
Uno dei momenti chiave della visita è stata la visita al Wawel, un luogo di particolare importanza per la storia della Polonia e per i rapporti tra polacchi e ungheresi. La delegazione ha visitato la cattedrale del Wawel e alcuni luoghi della memoria, dove sono state deposte corone ed è stato reso omaggio a figure importanti per il patrimonio comune dei due popoli. L'intera tappa aveva un chiaro valore simbolico e metteva in risalto i secolari legami culturali e politici tra Polonia e Ungheria.
A Cracovia il primo ministro ungherese ha incontrato anche il metropolita di Cracovia, il cardinale Grzegorz Ryś. Il colloquio ha riguardato, tra l'altro, il ruolo della Chiesa nell'Europa centrale, la situazione delle comunità religiose e l'importanza del dialogo sociale in un contesto di crescenti tensioni politiche e internazionali.
Magyar su Ziobro e Romanowski: «Lo abbiamo saputo dalla stampa»
Durante un briefing con la stampa a Cracovia, il primo ministro ungherese ha fatto riferimento al caso degli ex esponenti di Diritto e Giustizia, Zbigniew Ziobro e Marcin Romanowski. Come ha spiegato, le informazioni sulla loro permanenza all'estero il suo governo le ha ottenute dai media e non attraverso i canali ufficiali.
Secondo precedenti indiscrezioni, i due avrebbero ottenuto asilo politico in Ungheria in relazione alle inchieste in corso in Polonia e alle accuse formulate dalla procura. In passato le autorità ungheresi avrebbero esaminato le loro richieste di protezione internazionale, fatto che aveva provocato tensioni nei rapporti tra Polonia e Ungheria.
"Per quanto riguarda il luogo in cui si trovano l'ex ministro Ziobro e il signor Romanowski, anche noi abbiamo saputo dalla stampa che si trovano negli Stati Uniti" ha dichiarato Magyar. Ha aggiunto di aver chiesto tutte le informazioni disponibili sul caso e che, secondo i primi accertamenti, i due politici non avrebbero lasciato direttamente dall'Ungheria l'area Schengen, ma sarebbero con ogni probabilità partiti per gli Stati Uniti dal territorio di un altro Stato membro dell'Unione europea.
Il capo del governo ungherese ha sottolineato inoltre che la partenza sarebbe avvenuta prima del suo giuramento come primo ministro. Ha ribadito al tempo stesso che il suo esecutivo intende rafforzare le relazioni polacco-ungheresi e la cooperazione all'interno del Gruppo di Visegrád.
Incontri politici e proseguimento della visita in Polonia
Al termine della tappa di Cracovia, Peter Magyar si trasferisce a Varsavia, dove sono previsti colloqui con i massimi rappresentanti delle autorità polacche. Gli incontri con il primo ministro e il presidente verteranno soprattutto sulle relazioni bilaterali, sulla cooperazione economica e sulle questioni legate alla sicurezza nella regione.
Il portavoce del governo Adam Szłapka ha reso noto, durante una conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio dei ministri di martedì, che ai colloqui con la delegazione ungherese dovrebbero partecipare il ministro delle Finanze Andrzej Domański, il titolare degli Interni Marcin Kierwiński, il coordinatore dei servizi speciali Tomasz Siemoniak, la ministra della Cultura Marta Cienkowska e il ministro delle Infrastrutture Dariusz Klimczak.
La tappa successiva del viaggio del capo del governo ungherese sarà Danzica, dove non mancheranno momenti a forte valore storico e simbolico legati, tra l'altro, all'eredità di Solidarność e a un incontro con Lech Wałęsa. La città ha sempre rappresentato un importante punto di riferimento nelle discussioni sulle trasformazioni democratiche in Europa centrale e sulle esperienze storiche condivise da Polonia e Ungheria.
Secondo i media, a Danzica è previsto anche un momento meno formale della visita. Il primo ministro Donald Tusk ha invitato pubblicamente Peter Magyar a una passeggiata per la città, annunciando in un post sulla piattaforma X il luogo e l'ora dell'evento, oltre alla possibilità per i cittadini di unirsi alla passeggiata insieme ai capi di governo di Polonia e Ungheria.
Una visita sullo sfondo di cambiamenti diplomatici
La visita di Peter Magyar in Polonia è il suo primo viaggio all'estero da primo ministro ungherese, il che le conferisce un evidente peso politico.
In parallelo sono emerse notizie di cambiamenti nella diplomazia ungherese. Secondo i media, il ministero degli Esteri ungherese ha deciso di richiamare l'attuale ambasciatore in Polonia. La decisione è arrivata proprio durante la visita del primo ministro ed è stata interpretata come parte di una più ampia riorganizzazione del personale e di un adeguamento della politica estera alla nuova linea del governo a Budapest.
L'intero viaggio, che comprende Cracovia, Varsavia e Danzica, è stato quindi percepito non solo come una visita diplomatica di routine, ma anche come un chiaro segnale politico di un possibile nuovo inizio nelle relazioni tra Polonia e Ungheria e di un cambio di tono nella politica estera ungherese.
Dopo la vittoria alle elezioni parlamentari, Magyar ha annunciato che la sua prossima destinazione sarà Bruxelles.