I rapporti tra i due leader sono ottimi, ma è sugli accordi firmati che si misurano i risultati di quest'incontro. Europa e India non vogliono rimanere schiacciati dalla "dinamica tossica" tra Cina e Stati Uniti. Attesa per il Partenariato strategico speciale e l'anno della cultura Italia-India 2027
Narendra Modi è a Roma, ultima tappa di un viaggio che lo ha portato a visitare gli Emirati Arabi Uniti, l’Olanda, la Svezia e la Norvegia. Il primo ministro dell'India è stato accolto dal ministro degli Esteri Tajani all'aeroporto. Si tratta della prima visita bilaterale in Italia, la terza in totale, dopo quelle del 2021 per il G20 e del 2024 per il G7.
Con la sua omologa Giorgia Meloni, Modi si confronterà soprattutto sui progressi del Piano strategico di azione congiunto 2025-2029, che prevede una stretta cooperazione in vari settori.
L'incontro, il settimo in tre anni, fa seguito alle recenti missioni istituzionali a Nuova Delhi del Ministro della Difesa, Guido Crosetto nell’aprile scorso, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso nel febbraio 2025 e del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani nel dicembre 2024 e nell’aprile 2025.
Fonti italiane riferiscono che i due capi di Governo sono sul punto di adottare una dichiarazione congiunta che eleverà le relazioni tra Italia e India al rango di Partenariato Strategico Speciale. È atteso anche il lancio del 2027 come anno della Cultura e del Turismo Italia-India nonché il rafforzamento dell’iniziativa INNOVIT India, finalizzata a promuovere il dialogo tra i rispettivi ecosistemi dell’innovazione.
I rapporti commerciali tra Italia e India
Il commercio tra India e Italia è in crescita, con un commercio bilaterale che ha raggiunto 14,5 miliardi di dollari nel 2023-24, rendendo l’Italia il quarto partner dell’UE per l’India. Le principali esportazioni dall’India includono abbigliamento, pelle e componenti auto, mentre l’Italia esporta in India macchinari, prodotti chimici ed energia.
Entrambi i Paesi mirano a una cooperazione tecnologica e industriale più profonda, con l’obiettivo di raggiungere 20 miliardi di dollari di scambi entro il 2029 anche attraverso la valorizzazione del potenziale dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India.
I rapporti tra i due leader sono ottimi e ottime sono anche le relazioni tra i due paesi, che sono entrate da tempo in una fase assai favorevole, sia dal punto di vista politico che commerciale ed economico.
Non è un caso che il ministero degli Esteri indiano, nel presentare i colloqui in Italia, dove Modi vedrà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, abbia sottolineato che il premier indiano arriverà"su invito" della presidente del consiglio.
Gianmarco Ottaviano, professore ordinario di Studi Europei all'Università Bocconi, spiega a Euronews : "L'India non vuole rimanere schiacciata dal gigante cinese e l'Europa cerca di trovare un'alternativa al gigante americano.
Questi rapporti bilaterali possono essere interpretati all'interno di questa strategia: il mondo non vuole rimanere dentro la dinamica - a volte tossica - del rapporto bipolare tra Stati Uniti e Cina.
Quindi, riassumendo, ci si aspetta un forte segnale geopolitico di interesse dell'India in Europa attraverso, magari, appunto, intermediazione dell'Italia".
I risultati attesi dal bilaterale Modi-Meloni
"Uno degli obiettivi", riassume il professore della Bocconi a Euronews, "è quello di aumentare l'interazione commerciale: la parte del settore della difesa è importante, ma non è la più importante.
Un secondo obiettivo quello di cooperazione nel settore dei semiconduttori e tech e lo sviluppo di una partnership legata alla intelligenza artificiale che coinvolgere l'India, l'Italia e il Kenya.
Un terzo aspetto importante è quello del corridoio India-Medio-Oriente-Europa, il cosiddetto Imec, e questo è un progetto infrastrutturale che forse è la cosa più importante in assoluto. L'Italia si candida come approdo marittimo con i suoi porti".
Diego Maiorano, professore associato di Storia dell’India contemporanea all’Università di Napoli L’Orientale, intervistato da Euronews ci tiene a ricordare che in India: "La maggior parte della popolazione è troppo povera per comprarsi prodotti made in Italy di qualsiasi tipo. Quindi parliamo di armamenti, macchinari agricoli e probabilmente auto o comunque settore automotive".
Non allineamento, sicurezza marittima e IMEC
"L'autonomia strategica, che sarebbe la versione post guerra fredda del non allineamento, rimane il pilastro fondamentale della politica estera indiana. Ma ci sono anche un'altra serie di di piani in cui Italia e India vogliono e possono e forse devono cooperare", continua Maiorano.
"A cominciare dallasicurezza marittima, per esempio, entrambi i paesi sono importatori di energia e sono degli esportatori, quindi hanno come faro della propria politica estera quella di garantire la sicurezza delle vie marittime che naturalmente sono state interrotte da i conflitti in corso in Medio Oriente".
Nell'analisi del professore di Storia dell'India contemporanea, in pochi anni il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha demolito due decenni di politica estero-americana nei confronti dell'India e questo ha avuto come effetto il rafforzamento del rapporto con l'Unione Europea, in particolare e con alcuni partner chiave come l'Italia.
"L'India ha bisogno dell'Unione Europea, ha bisogno di capitale, ha bisogno di tecnologia e ha bisogno di partner commerciali. E allo stesso modo l'Unione Europea e i paesi esportatori, come possono essere l'Italia o la Germania, hanno bisogno del suo enorme mercato interno e della grande opportunità che l'India rappresenta per espandersi commercialmente e geopoliticamente in quella parte di mondo".
In questo senso sarà interessante capire se e come verrà menzionato il Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), il progetto nato in opposizione a quello della Via della seta marittima cinese con l'ambizione di collegare e rendere sempre più interdipendenti dal punto di vista economico queste aree geografiche.
L'Italia, a cui era destinato un ruolo di importante snodo del Mediterraneo individuato nella città di Trieste, ha già nominato un inviato speciale: l'ambasciatore Francesco Maria Talò. Ma secondo Maiorano "era un progetto molto difficile già in partenza, essendo quella un'area che è instabile da da decenni ed è in questo momento, a mio modo di vedere, è del tutto impossibile prevederne la continuazione".
#Melodi, il romance tra i due leader
È comunque da sottolineare che la primo ministro Giorgia Meloni guarda da sempre con grande interesse all’India: risalgono al 2022-2023, le prime visite della premier a Modi, e gli incontri in occasione dei G20 di Bali e New Dheli, della Cop del dicembre del 2023, e del G20 di Johannesburgh non hanno fatto che cementarne il rapporto.
Ancora Maiorano: "Giorgia Meloni è sorprendentemente nota in India e non ricordo un altro primo ministro italiano altrettanto noto nel Paese e questo è dovuto principalmente all'ottimo rapporto che lega Giorgia Meloni e Narendra Modi.
Condividono una serie di cose. Oltre all'appartenenza politica nella parte più a destra dello spettro politico, c'è evidentemente anche un'affinità e una volontà di stringere di più i rapporti tra questi due Paesi.
Ma quello che probabilmente ha fatto conoscere la Meloni al grande pubblico è l'uso dei social media da parte del primo ministro indiano e che hanno anche utilizzato l'hashtag Melody per per ribadire questo abbraccio virtuale, ma anche fisico che ha contraddistinto i due leader".