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Famiglie Ue: oltre 2.200 € di risparmio l'anno con pompe di calore e auto elettriche

Primo piano di una donna che ricarica il suo veicolo elettrico (EV).
Primo piano di una donna mentre ricarica la sua auto elettrica (EV). Diritti d'autore  Zaptech via Unsplash.
Diritti d'autore Zaptech via Unsplash.
Di Liam Gilliver
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L’elettrificazione è il «più potente strumento» per proteggere gli europei dagli shock energetici legati ai combustibili fossili, secondo una nuova analisi.

Passare a sistemi di riscaldamento e trasporti green può ridurre le bollette energetiche delle famiglie dell’UE di migliaia di euro l’anno, anche senza considerare gli shock sui combustibili fossili, secondo un nuovo rapporto.

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L’analisi del think tank ambientalista danese CONCITO mostra che il solo investimento in pompe di calore e veicoli elettrici (EV) può garantire risparmi pari a quasi due anni di riscaldamento gratuito per una famiglia media dell’UE. Secondo gli esperti, questi risparmi potrebbero essere ancora maggiori se i governi nazionali adeguassero la tassazione sull’energia e se l’elettricità fosse utilizzata soprattutto nelle ore non di punta.

I ricercatori hanno analizzato cinque Paesi dell’UE e hanno scoperto che il risparmio in bolletta varia in modo significativo in base ai prezzi locali dell’energia e ai consumi domestici. Ovunque, però, il risparmio è risultato «considerevole», con una media UE di 2.200 euro l’anno.

Quanto puoi risparmiare con una pompa di calore e un’auto elettrica?

Il rapporto (fonte in inglese) rileva che le famiglie tedesche potrebbero risparmiare almeno 1.950 euro all’anno passando a una pompa di calore e a un EV. È più o meno l’equivalente di un anno di riscaldamento domestico gratuito.

In Spagna, il risparmio annuo salirebbe a 2.000 euro, pari a 22 mesi di elettricità gratuita.

Tra i cinque Paesi considerati, la Francia è quella che ne beneficia di più: le famiglie potrebbero risparmiare fino a 3.070 euro all’anno effettuando il passaggio.

In Polonia e in Italia il risparmio annuo sarebbe rispettivamente di 1.870 e 1.780 euro.

CONCITO precisa che queste stime si basano su dati Eurostat antecedenti alla guerra contro l’Iran, che ha fatto schizzare alle stelle i prezzi di petrolio e gas.

«Di conseguenza, le stime possono essere considerate relativamente prudenti», si legge nel rapporto. «I recenti rincari dei combustibili fossili rafforzano soltanto la convenienza economica dell’elettrificazione e l’imperativo politico di proteggere i consumatori dagli shock sui prezzi.»

La guerra in Iran alimenta il boom delle rinnovabili

Il conflitto tra Stati Uniti e Israele in Medio Oriente ha acceso un boom delle energie rinnovabili in tutta Europa, rafforzando la produzione interna di energia pulita.

Nel Regno Unito, le vendite di pompe di calore sono aumentate di oltre il 50 per cento nelle prime tre settimane di marzo rispetto allo stesso periodo del mese precedente, secondo la società energetica Octopus Energy. Il balzo coincide con la chiusura di fatto dello stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più importanti al mondo per i combustibili fossili, che di solito convoglia circa un quinto delle forniture globali di petrolio.

Le vendite di pompe di calore residenziali sono balzate in media del 25 per cento nel primo trimestre del 2026 in Francia, Germania e Polonia, rispetto allo stesso periodo del 2025. In Germania le pompe di calore hanno superato le tradizionali caldaie a gas, nonostante il Paese abbia di recente fatto marcia indietro sulla sua legge sul riscaldamento verde.

Numerosi rivenditori di auto, compresi i mercati dell’usato, hanno registrato negli ultimi mesi un forte aumento dell’interesse per i veicoli elettrici. Tra questi c’è Olx, con sede ad Amsterdam, che riferisce un boom di richieste dei clienti per EV sulle sue piattaforme in Francia, Romania, Portogallo e Polonia, con una crescita «in costante accelerazione settimana dopo settimana in tutti i mercati».

«Gli attuali picchi dei prezzi dei combustibili fossili non sono un incidente: sono la conseguenza prevedibile della persistente dipendenza dell’Europa da petrolio e gas, di cui circa il 90 per cento è importato», afferma Jens Mattias Clausen di CONCITO.

«Questa analisi dimostra che gli strumenti per proteggere le famiglie europee esistono già. Ora serve la volontà politica per rimuovere gli ostacoli che ancora si frappongono.»

Quali sono gli ostacoli all’elettrificazione?

Per molte famiglie che vogliono elettrificare il riscaldamento e i trasporti, i costi iniziali restano uno dei principali ostacoli.

Il rapporto indica che sussidi mirati per 4.500 euro ridurrebbero a cinque anni il periodo di rientro dell’investimento in una pompa di calore per una famiglia media dell’UE. Molti Paesi, come il Regno Unito, offrono inoltre contributi aggiuntivi alle famiglie a basso reddito per coprire i costi di installazione.

Il prezzo dei veicoli elettrici è anche in calo e in molti Paesi si sta avvicinando alla parità con i veicoli a benzina. Il mese scorso Autotrader, il maggiore marketplace automobilistico del Regno Unito, ha segnalato che i nuovi EV sono ora, in media, più economici da acquistare rispetto ai modelli a benzina per la prima volta.

Secondo Octopus Electric Vehicles, oggi molti veicoli elettrici costano quanto, se non meno, del loro equivalente a benzina in termini di canone di leasing.

Molti Paesi dell’UE offrono inoltre incentivi per l’acquisto di auto elettriche e per l’installazione delle infrastrutture di ricarica.

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