Sono otto i feriti di cui quattro in condizioni gravi dopo che un uomo sabato ha travolto con la sua auto i passanti in centro a Modena. Tra loro una turista tedesca e una cittadina polacca. L'aggressore è stato arrestato con l'accusa di strage. Mattarella e Meloni incontrano domenica le vittime
Un drammatico pomeriggio ha sconvolto il centro di Modena. Sabato, poco prima delle 17, un'auto si è lanciata a 100 chilometri orari contro i pedoni, provocando numerosi feriti, alcuni dei quali in modo gravissimo. Le autorità indagano sulla dinamica e sulle motivazioni del conducente, un uomo con precedenti problemi di salute mentale. Sono in corso anche accertamenti per escludere o meno eventuali istigazioni alla strage, secondo quanto riporta RaiNews24.
L'assalto è avvenuto in via Emilia Centro, all'altezza dell'incrocio con viale Martiri della Libertà. Salim El Koudri, un uomo di 31 anni alla guida della sua Citroen C3, ha percorso la via a tavoletta, per poi indirizzare deliberatamente la vettura verso i pedoni. La folle corsa si è conclusa quando il mezzo si è schiantato violentemente contro la vetrina di un negozio di abbigliamento.
Il conducente, cittadino italiano di origine marocchina nato a Bergamo e residente a Ravarino (Modena), è risultato negativo ai test per alcol e sostanze stupefacenti. Laureato in Economia ma disoccupato e incensurato, era già noto ai servizi sanitari.
"È stato in cura nei nostri centri di salute mentale nel 2022 perché aveva problemi di malattia schizoide, dopodiché è sparito dai radar e purtroppo si è ripresentato in queste forme oggi in modo drammatico e sciagurato", ha detto detto il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti commentando l'aggressione.
Otto feriti: quattro sono gravi, tre dimessi
Il bilancio dell'impatto è di otto feriti, di cui quattro si trovano in gravi condizioni. Tra le persone colpite si registrano anche due cittadine straniere: una turista tedesca in vacanza in Italia e una donna polacca. I pazienti sono stati trasportati in diversi ospedali dell'Emilia Romagna.
All'Ospedale Maggiore di Bologna è ricoverata una donna di 55 anni, rimasta schiacciata contro la vetrina del negozio, la paziente ha subito l'amputazione delle gambe. L'Aou di Modena fa sapere che le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche e resta il pericolo di vita. Secondo quanto riferito da fonti dell'Esercito, un ufficiale appena accortosi che la donna si trovava a terra con le gambe amputate è intervenuto per prestare soccorso applicando un laccio emostatico che aveva con sé e riuscendo a contenere l'emorragia fino all'arrivo dei soccorsi. Nella stessa struttura è ricoverato in rianimazione il marito della donna, di 52 anni, è stabile, non più in immediato pericolo di vita.
Una donna di 53 anni e una di 69 anni sono state invece ricoverate all'Ospedale di Baggiovara di Modena. La donna di 69 anni, secondo fonti, resta grave ma stabile e sarebbe cosciente. La 53enne ha subito diverse operazioni ed è ancora in gravi condizioni. Per entrambe la prognosi resta riservata. Nella stessa struttura è presente un uomo di 59 anni, le cui condizioni sono giudicate meno gravi, per lui la prognosi è di 30 giorni
Sono stati invece tutti dimessi dal Pronto Soccorso del Policlinico di Modena una donna di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), un uomo di 30 anni con attacco di panico (2 giorni di prognosi) e un uomo di 47 anni con ferita da taglio (7 giorni di prognosi).
L'arresto dell'uomo alla guida dell'auto
Subito dopo lo schianto contro la vetrina del negozio, Salim El Koudri ha abbandonato l'abitacolo della Citroen C3 tentando la fuga a piedi. La sua latitanza è durata pochissimo grazie al coraggio e alla prontezza di quattro cittadini**, tra cui due di nazionalità egiziana**, che si sono lanciati al suo inseguimento.
Nonostante il trentunenne fosse armato di un coltello con una lama di 20 centimetri, il gruppo è riuscito a immobilizzarlo e a contenerlo fino all'arrivo delle forze dell'ordine, a cui è stato poi consegnato.
La Procura di Modena ha formalizzato il fermo dell'aggressore con le pesanti accuse di strage e lesioni aggravate dall'uso di arma. Data la gravità e le modalità dell'azione, il caso è seguito con massima attenzione anche dall'antiterrorismo della Dda di Bologna, sebbene il movente ufficiale del gesto non sia ancora stato chiarito.
Dopo una riunione in prefettura a Modena, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha escluso che si sia trattato di un attentato terroristico. "Al momento, ma chiaramente gli inquirenti faranno ulteriori accertamenti**, il fatto sembra collocabile soprattutto con una situazione di disagio psichiatrico** che, tuttavia, non cambia la tragicita' degli effetti", ha detto il ministro. "Non c'è' nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo. Lo voglio dire perché da questo punto di vista la citta deve stare tranquilla", ha aggiunto.
El Koudri "ha manifestato rancore e insoddisfazione per la propria condizione lavorativa e sociale. In una email indirizzata alla sua università ha proferito frasi contro i 'bastardi cristiani' e altre espressioni blasfeme, per poi chiedere scusa. Potrebbe essere stato animato da un odio connesso al risentimento per aver ritenuto di aver subito discriminazioni", ha proseguito il ministro dell'Interno.
Tuttavia**, l'uomo "non ha dato segnali di radicalizzazione islamista strutturata, non risultando appartenente a reti di propaganda fondamentalista.** Dalle perquisizioni e dalle analisi dei telefoni, al momento, non emergerebbero elementi riconducibili al profilo classico del terrorista che pianifica azioni violente", ha aggiunto Piantedosi. In ogni caso, secondo il ministro questo non può portare a liquidare l'attacco "come il gesto di un folle isolato", ma una tragedia che "pone interrogativi profondi sul disagio sociale, sull'integrazione e sui percorsi identitari di alcune seconde generazioni. Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante".
Mattarella e Meloni incontrano i feriti
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto visita domenica con la premier Giorgia Meloni ai feriti ricoverati a Bologna e Modena, poi ha incontrato i cittadini e i soccorritori intervenuti subito dopo la tentata strage. Sabato il Capo dello Stato ha immediatamente chiamato il sindaco Mezzetti per avere notizie dei feriti, esprimere vicinanza alla città e chiedere di trasmettere i ringraziamenti a quei cittadini "che con coraggio hanno bloccato il colpevole".
"Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno. Siete seguiti in questo caso particolarmente con attenzione e riconoscenza da tutti i nostri concittadini", ha detto Mattarella parlando con i medici che hanno preso in cura le vittime. "Questa vicenda ha creato emozione in tutto il nostro Paese", ha detto ancora Mattarella.
Anche Luca Signorelli, l'uomo che per primo ha bloccato Salim El Koudri, rimanendo ferito nella colluttazione, ha incontrato Mattarella e Meloni. "Mattarella mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che ho fatto un gesto eroico", ha detto Signorelli parlando con la stampa.
La premier Giorgia Meloni sabato ha prontamente condannato l'aggressione e, dopo aver telefonato al primo cittadino, con un posto sui social ha ringraziato i cittadini che sono intervenuti per fermare il responsabile e le Forze dell’ordine per il loro intervento. "Confido che il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni", ha aggiunto Meloni.
Le reazioni all'aggressione
Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha voluto sottolineare la nazionalità di origine dell'aggressore, definendo il 31enne "un criminale di seconda generazione". Ai suoi commenti è arrivata poco dopo la risposta del sindaco Mezzetti che hai media italiani ha ricordato che tra le persone intervenute per fermare l'aggressore c'erano due egiziani. "In questo momento vedo tanto sciacallaggio sui social e non solo e voglio invitare ancora una vola a riflettere sul fatto che gli stranieri non sono tutti assimilabili a chi ha compiuto questo atto, ce ne sono tanti onesti che servono alla nostra comunità", ha aggiunto.
L'imam di Ravarino, Abdelmajid Abouelala, parlando con la Gazzetta di Modena ha detto di non aver mai conosciuto El Koudri. "Conosco bene, invece, il padre. Di lui posso solo dire che è una persona per bene, così come il resto della famiglia. Un gran lavoratore, di quelli che fanno casa, lavoro, casa. Una persona istruita e di cui non ho mai sentito parlare male". "Siamo davvero sconvolti da quello che è successo, la nostra è una piccola comunità, ci conosciamo tutti. Ho chiesto anche ad amici e volontari: nessuno conosce Salim", ha poi detto il referente della comunità islamica locale.