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Germania, boom di pompe di calore mentre calano le caldaie a gas: il confronto con l'Europa

Un sistema di pompa di calore aria-acqua è installato in un nuovo complesso residenziale alla periferia di Marl, in Germania, martedì 4 aprile 2023.
Un sistema di pompa di calore aria-acqua è installato in un nuovo complesso residenziale di periferia a Marl, in Germania, martedì 4 aprile 2023. Diritti d'autore  Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved.
Di Liam Gilliver
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In tutta Europa sono state installate oltre 28 milioni di pompe di calore, che in molti Paesi superano nelle vendite le caldaie a gas tradizionali.

Gli europei stanno abbandonando le tradizionali caldaie a gas a favore delle pompe di calore, riducendo così la loro dipendenza dai prezzi altalenanti di petrolio e gas.

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L’adozione delle pompe di calore, che trasferiscono il calore dall’aria esterna, dal suolo o dall’acqua all’interno delle abitazioni invece di generarlo, stava rallentando negli ultimi anni. Nel 2022 nell’UE sono stati installati 2,8 milioni di unità, scesi a 2,7 milioni nel 2023 e a 2,11 milioni nel 2024. Tuttavia, grazie al calo dei costi di installazione e ai diversi regimi di sussidi, questa tecnologia verde è tornata al centro dell’attenzione.

Secondo i dati preliminari della European Heat Pump Association (EHPA (fonte in inglese)), nel 2025 le vendite di pompe di calore sono aumentate in media del 10,3 per cento in 16 Paesi europei. In questo periodo sono state vendute 2,62 milioni di unità residenziali, portando il totale a 28 milioni in tutto il continente.

Pompe di calore in Europa: la classifica

La Scandinavia resta il mercato principale, se si rapportano le vendite alla popolazione: nel 2025 nei tre Paesi chiave si contano oltre 30 pompe di calore vendute ogni 1.000 famiglie.

La Norvegia guida la corsa, con 662 pompe di calore ogni 1.000 famiglie, seguita da Finlandia (548), Svezia (509) e Danimarca (229).

Questi Paesi dal clima generalmente rigido hanno dimostrato che le pompe di calore restano molto efficaci anche con temperature basse, smentendo un diffuso errore di percezione che ha finora frenato molti europei dal passare a questa tecnologia.

Tra i 16 Paesi europei presi in esame, la Francia è quinta, con 216 pompe di calore ogni 1.000 famiglie. Seguono Belgio (196), Italia (184) e Svizzera (179).

In Germania le pompe di calore superano le caldaie a gas

In Germania le pompe di calore sono diventate la tecnologia di riscaldamento più venduta, e rappresentano quasi la metà (48 per cento) di tutti i nuovi impianti installati nel Paese lo scorso anno. Si tratta di un aumento del 21 per cento rispetto al 2024, con 299.000 unità vendute, mentre la quota delle caldaie a gas è scesa al 44 per cento.

«I nuovi dati mostrano come la Germania possa ridurre la sua dipendenza dalle fluttuazioni dei prezzi di petrolio e gas», afferma Corinna Enders dell’agenzia energetica tedesca dena.

Anche in Belgio le vendite di pompe di calore sono aumentate, del 7 per cento, fino a 11.000 unità. Secondo gli esperti, il balzo è dovuto alle nuove restrizioni sul riscaldamento a combustibili fossili e al taglio dell’IVA sulle pompe di calore.

Nel Regno Unito, che storicamente registra uno dei livelli di adozione di pompe di calore più bassi d’Europa, le vendite sono aumentate lo scorso anno del 27 per cento, arrivando a 125.000 unità. Il boom viene attribuito al programma governativo Boiler Upgrade Scheme, che offre alle famiglie idonee un contributo di 7.500 sterline (circa 8.658 euro) per l’installazione di una pompa di calore a sorgente d’aria o geotermica.

Al contrario, in Polonia le vendite di pompe di calore sono diminuite lo scorso anno. Il calo arriva mentre il ministero del Clima e dell’Ambiente denuncia che un’«ondata di disinformazione» sul funzionamento di questa tecnologia verde sta ostacolando la modernizzazione del sistema di riscaldamento del Paese.

La guerra contro l’Iran alimenta il boom delle pompe di calore

Gli shock sui combustibili fossili provocati dalla guerra contro l’Iran sono destinati ad aumentare ulteriormente l’adozione delle pompe di calore, mentre l’Europa accelera la transizione verso un’energia pulita prodotta sul proprio territorio.

Nel Regno Unito, secondo la società energetica Octopus Energy, le vendite di pompe di calore sono cresciute di oltre il 50 per cento nelle prime tre settimane di marzo rispetto allo stesso periodo del mese precedente, dopo la chiusura di fatto dello stretto di Hormuz.

Sempre nel primo trimestre del 2026, le vendite di pompe di calore residenziali sono aumentate in media del 25 per cento in Francia, Germania e Polonia, con 575.000 unità vendute in 11 Paesi europei tra gennaio e marzo di quest’anno.

Secondo l’EHPA, la media complessiva è stata abbassata dall’Austria, dove le vendite sono crollate del 30 per cento a causa della «mancanza di sussidi governativi».

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