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Via Crucis, 20mila fedeli al Colosseo, Papa Leone XIV: "Chi decide le guerre ne risponderà a Dio"

Papa Leone XIV partecipa alla celebrazione della Passione del Signore nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, venerdì 3 april 2026(AP Photo/Andrew Medichini)
Papa Leone XIV partecipa alla celebrazione della Passione del Signore nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, venerdì 3 april 2026(AP Photo/Andrew Medichini) Diritti d'autore  2026 Copyright The Associated Press
Diritti d'autore 2026 Copyright The Associated Press
Di Arnold Koka
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Leone XIV è stato il primo Pontefice a portare la croce per tutto il rito. Per il Venerdì Santo ha tenuto colloqui con il presidente israeliano Herzog e il leader ucraino Zelensky, rinnovando gli appelli per la pace

Papa Leone XIV ha portato venerdì sera la croce lungo tutte le 14 stazioni della Via Crucis del Venerdì Santo a Roma. Si tratta del primo Pontefice a portare la croce per tutto il rito. Sono stati 20 mila i fedeli presenti al Colosseo per assistere alla celebrazione, presieduta da Papa Leone XIV. Lo riferiscono le autorità competenti sottolineando che le presenze sono in aumento.

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Prevost aveva spiegato lo scorso 31 marzo che il gesto vuole rappresentare "un segno importante per quello che rappresenta il Papa, un leader spirituale oggi nel mondo, questa voce che tutti vogliono sentire per dire Cristo ancora soffre".

Già in quell'occasione Leone XIV aveva rinnovato l'appello per la pace nei diversi teatri di conflitto e auspicato una tregua per la Pasqua.

L'appello si è rinnovato anche venerdì sera, quando la Via Crucis è partita davanti al Colosseo per le diverse stazioni. La cerimonia è stata accompagnata dalle meditazioni di padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa dal 2016 al 2025 e attualmente in Giordania.

"C'è chi crede di avere ricevuto un'autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento", si legge nel testo.

"Ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare l'economia per opprimere i popoli o per liberarli".

Al centro della cerimonia c'è la crisi in Medio Oriente e riferimenti a San Francesco, del quale nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte.

"Donaci lacrime, Signore, per piangere sui disastri delle guerre, per piangere sui massacri e i genocidi, per piangere con le madri e con le mogli, per piangere sul cinismo dei prepotenti", si legge ancora tra le meditazioni.

La Via Crucis ripercorre simbolicamente la salita di Gesù verso la crocifissione sul Golgota. Quest'anno il rito vedrà di nuovo la partecipazione di un Pontefice dopo quattro anni di assenza, in quanto dal 2023 le condizioni di salute di Papa Francesco ne avevano impedito la presenza.

Intanto, le autorità hanno mobilitato artificieri, unità cinofile e tiratori scelti nel percorso della Via Crucis per garantirne lo svolgimento in sicurezza.

Papa Leone XIV sente Herzog e Zelensky

In occasione del Venerdì Santo, Papa Leone XIV ha avuto un colloquio con il presidente israeliano, Isaac Herzog, a cui ha rivolto un appello per terminare il conflitto in Medio Oriente.

"È stata ribadita la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente", si legge in un comunicato del Vaticano.

Diversa la versione del presidente israeliano, che sottolinea di aver ricordato a Prevost la "continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime iraniano e dei suoi proxy terroristici contro persone di tutte le fedi. Ho ricordato i recenti attacchi missilistici iraniani su Gerusalemme che sono caduti nell'area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei".

Papa Leone XIV ha anche avuto una telefonata con il leader ucraino, Volodymyr Zelensky. Il Pontefice ha ribadito "la sua vicinanza al popolo ucraino" e i due leader hanno parlato degli "sforzi volti a favorire iniziative di carattere umanitario, specialmente per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri".

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