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Ius soli, Trump partecipa all'udienza alla Corte Suprema: è la prima volta per un presidente degli Stati Uniti

Manifestanti si radunano davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile 2026
Manifestanti si radunano davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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L'anno scorso, dopo il ritorno alla Casa Bianca, il presidente ha firmato un ordine esecutivo che stabilisce che i bambini nati da genitori, presenti negli Stati Uniti illegalmente o con visti temporanei, non diventeranno automaticamente cittadini statunitensi

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha esaminato mercoledì l'ordine esecutivo di Donald Trump di porre fine alla cittadinanza sulla base della nascita negli Stati Uniti, con il presidente presente in aula per parte dell'udienza, per la prima volta nella storia nazionale.

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Il caso rientra nella politica dell'amministrazione Trump di limitare l'immigrazione. Il presidente ha lasciato l'udienza dopo le argomentazioni dell'avvocato del governo, John Sauer, senza seguire quelle del legale dell'American Civil Liberties Union (Aclu) Cecillia Wang, che difende l'attuale ius soli.

L'anno scorso, al suo ritorno alla Casa Bianca, Trump aveva firmato un provvedimento che stabiliva che i bambini nati da genitori negli Stati Uniti illegalmente o con visti temporanei non sarebbero diventati automaticamente cittadini statunitensi.

Tribunali di grado inferiore hanno bloccato la misura in quanto incostituzionale stabilendo che, in base alla clausola di cittadinanza del 14° emendamento, quasi tutti i nati sul suolo statunitense sono cittadini americani.

Il Presidente Donald Trump lascia la Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile 2026
Il Presidente Donald Trump lascia la Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile 2026 AP Photo

Sauer ha dichiarato alla corte che "la cittadinanza di nascita senza restrizioni contraddice la prassi della stragrande maggioranza delle nazioni moderne" e "sminuisce il dono inestimabile e profondo della cittadinanza americana".

"Funziona come un potente fattore di attrazione per l'immigrazione clandestina e premia gli stranieri illegali che non solo violano le leggi sull'immigrazione, ma anche che si buttano davanti a coloro che seguono le regole", ha detto ancora l'avvocato a cui ha fatto ecco lo stesso Trump in alcune dichiarazioni.

Secondo Sauer, inoltre il sistema attuale incentiverebbe il "turismo delle nascite", in cui gli stranieri vengono negli Stati Uniti solo per partorire.

Diversi giudici della Corte Suprema, dominata da conservatori di cui diversi nominati dallo stesso presidente nel suo primo mandato, sono apparsi scettici sul tentativo di porre fine alla cittadinanza per nascita.

Il presidente della Corte, John Roberts, un conservatore, ha chiesto a Sauer quanto sia comune il "turismo delle nascite" prima di sottolineare che, a prescindere dai numeri, non avrebbe avuto "alcun impatto sull'analisi legale" del caso.

"Siamo in un nuovo mondo", ha risposto Sauer, "in cui otto miliardi di persone sono a un solo viaggio in aereo dall'avere un figlio cittadino statunitense". "Beh, è un mondo nuovo ma è la stessa Costituzione", ha risposto Roberts.

La direttrice degli affari legali dell'ACLU Cecillia Wang parla davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, il 1° aprile 2026.
La direttrice degli affari legali dell'ACLU Cecillia Wang parla davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, il 1° aprile 2026. AP Photo

Una classe di stranieri illegali vs 14esimo emendamento

Il 14° Emendamento afferma che: "Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti".

Non si applica alle persone che non sono soggette alla giurisdizione degli Stati Uniti, ad esempio i figli di diplomatici stranieri, e Roberts ha detto che l'amministrazione sembra volere espandere le eccezioni "a un'intera classe di stranieri illegali", una mossa che ha definito "bizzarra".

Il giudice Brett Kavanaugh, un altro conservatore, ha chiesto a Sauer perché stesse citando le politiche di nascita di altre nazioni. "Cerchiamo di interpretare la legge americana con precedenti americani basati sulla storia americana", ha esortato Kavanaugh. "Perché dovremmo pensare... ad altri Paesi del mondo? Non ne vedo la rilevanza dal punto di vista dell'interpretazione giuridica e costituzionale".

Manifestanti davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile 2026
Manifestanti davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile 2026 AP Photo

Wang, l'avvocata dell'ACLU, ha detto ai giudici che un rifiuto della cittadinanza di nascita metterebbe in discussione "la cittadinanza di milioni di americani passati, presenti e futuri".

"Chiedete a qualsiasi americano qual è la nostra regola di cittadinanza e vi dirà che chiunque nasca qui è allo stesso modo un cittadino", ha detto Wang. "Questa regola è stata sancita dal 14° Emendamento per metterla al di fuori della portata di qualsiasi funzionario governativo per distruggerla".

Trump ha trascorso il primo anno del suo secondo mandato esercitando poteri esecutivi straordinari, cercando di mettere in disparte il Congresso e facendo regolarmente pressione sui tribunali, chiamando i giudici "mascalzoni" e "criminali".

L'amministrazione Trump sostiene che il 14° emendamento, approvato a seguito della guerra civile del 1861-1865, riguarda i diritti di cittadinanza degli ex schiavi e non i figli di immigrati o visitatori privi di documenti.

L'ordine esecutivo di Trump si basa sull'idea che chiunque si trovi negli Stati Uniti illegalmente, o con un visto, non sia "soggetto alla giurisdizione" del Paese e quindi escluso dalla cittadinanza automatica.

Manifestanti pro e anti-Trump si radunano davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile, 2026
Manifestanti pro e anti-Trump si radunano davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, 1 aprile 2026 AP Photo

La Corte Suprema ha respinto una definizione così ristretta in un caso storico del 1898 che riguardava un uomo nato a San Francisco da genitori cinesi.

I conservatori hanno una maggioranza di 6-3 nell'Alta Corte e tre dei giudici sono stati nominati da Trump. Se la Corte Suprema rifiutasse di porre fine alla cittadinanza di nascita, sarebbe la seconda grande sconfitta per Trump in questo mandato, dopo che a febbraio i giudici hanno bocciato la maggior parte dei suoi dazi globali.

La decisione sul caso è attesa per fine giugno o inizio luglio.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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