Dopo la risposta dell’Iran all’Ue, cresce la preoccupazione in Germania per possibili attività di spionaggio contro la Bundeswehr, dissidenti e istituzioni ebraiche. Il controspionaggio intensifica le misure preventive
La recente dichiarazione dell’Iran, che ha inserito le forze europee tra i “gruppi terroristici” in risposta all’inserimento delle Guardie rivoluzionarie iraniane nella lista nera dell’Ue, ha acceso i riflettori su un rischio concreto per soldati e istituzioni europee.
In Germania, le autorità di sicurezza evidenziano come i servizi segreti iraniani siano già “attivi e molto influenti”, con un’attenzione particolare verso il personale militare, gli oppositori politici e le comunità ebraiche.
Secondo il Servizio di controspionaggio militare tedesco (Mad), i rischi non riguardano solo minacce fisiche, ma anche il crescente pericolo dello spionaggio informatico. Le attività preventive includono formazione mirata, materiali informativi e consulenze per sensibilizzare i soldati ai metodi di spionaggio straniero, con l’obiettivo di individuare e neutralizzare possibili attacchi in anticipo.
L’intelligence iraniana è sospettata di aver preso di mira esuli politici, giornalisti e attivisti dell’opposizione, con intimidazioni, sorveglianza e tentativi di screditarli, a volte sfociati in rapimenti.
Il caso più noto riguarda Jamshid Sharmahd, rapito in Iran nel 2020 e condannato a morte, sebbene la famiglia e le organizzazioni per i diritti umani ritengano la condanna motivata politicamente.
Oltre agli attivisti, le autorità tedesche sottolineano che le istituzioni israeliane ed ebraiche nel Paese possono essere bersaglio delle stesse reti di spionaggio.
Negli ultimi mesi, attività sospette, compreso il monitoraggio di persone e strutture ebraiche, sono state attribuite a unità dell’IRGC, in particolare all’unità Al-Quds, con potenziali rischi di pianificazione di attacchi.
Il deputato verde Konstantin von Notz invita il governo tedesco a rafforzare le misure di sicurezza per proteggere sia i soldati sia i cittadini, sottolineando la necessità di una vigilanza costante in risposta alle crescenti attività di intelligence iraniana.