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Crans-Montana, Jessica Moretti rompe il silenzio: "Non sono mai scappata con la cassa, troppe bugie"

Jessica Moretti, titolare de Le Constellation a Crans-Montana, rompe il silenzio
Jessica Moretti, titolare de Le Constellation a Crans-Montana, rompe il silenzio Diritti d'autore  © KEYSTONE / JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Diritti d'autore © KEYSTONE / JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Di Chiara Zampiva
Pubblicato il
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La titolare del Constellation, locale teatro della tragedia di Capodanno dove hanno perso la vita 41 persone, ha deciso di parlare. "Non scappo nemmeno ora, voglio la verità". I Moretti hanno poi espresso solidarietà ai loro dipendenti in una lettera

A più di un mese dalla tragedia di Capodanno, al Constellation di Crans-Montana, dove sono morte 41 persone tra cui sei giovani ragazzi italiani, la titolare del locale Jessica Moretti scioglie il silenzio.

"Sono state dette tante bugie, troppe. Tra queste, che io sarei scappata con la cassa. Falso. Non sono mai scappata. E non scappo nemmeno ora, perché voglio la verità", ha dichiarato in un'intervista al Corriere.

Jessica e il marito Jacques, titolari del bar Le Constellation, sono indagati per la strage avvenuta la notte del 31 dicembre in Svizzera. Disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche sono le ipotesi di reato formulate nell’inchiesta aperta dalla procura di Roma. Al momento la coppia è in libertà dopo che è stata versata la cauzione di 400 mila franchi da un anonimo.

Jessica si è presentata alle audizioni al commissariato di Sion dove è stato ascoltato Jean-Marc Gabrielli, il figlioccio dei Moretti e collaboratore della coppia in quanto gestore di un altro loro locale, il Vieux Chalet.

"Mai stato formato per affrontare le emergenze"

Interrogato nell'ambito dell'inchiesta, Gabrielli ha dichiarato di "non essere mai stato formato o addestrato per affrontare le situazioni di emergenza". Ha inoltre affermato di essere arrivato a Le Constellation prima dell'incendio, nel quale ha perso la vita anche la fidanzata Cyane, la cameriera con il casco che avrebbe appiccato il rogo involontariamente con le candele scintillanti.

"Mi chiamava 'tata Jessica'", ricorda Jessica parlando di lei.

"Siamo del tutti isolati per via dell'inchiesta e credo che questo abbia creato molti malintesi e molte bugie", ha ribadito la titolare, aggiungendo che non avrebbe "mai immaginato, nemmeno nel nostro peggior incubo, che potesse succedere una cosa del genere".

Una lettera a tutti i dipendenti

Nella giornata di mercoledì, i Moretti si sono rivolti per la prima volta a tutti i dipendenti con una lettera, diffusa da France Info.

"Era importante per noi mettere le cose in chiaro. La lettera era l'unico modo per esprimerci. Usarla ci protegge. Ed è stato un modo per dire loro che non li abbiamo dimenticati e che tutto ciò che viene detto è completamente falso", ha dichiarato Jessica Moretti.

"Abbiamo deciso di rompere il silenzio che ci è stato imposto, almeno per la durata di questa lettera. Un silenzio infinitamente pesante e doloroso. Nessuno di voi avrebbe dovuto sopportare un simile calvario. Eravate i nostri protetti e lo siete ancora. Ci assumiamo questa responsabilità senza in alcun modo cercare di scaricarvi la colpa. Nemmeno per un attimo avremmo potuto immaginare una tragedia simile. Dal 1° gennaio, abbiamo incarnato la sventura che ha colpito il Constellation. Portiamo anche il peso di coloro che non sono più con noi, in un dolore immenso", hanno scritto i titolari del locale, ricordando i dipendenti che hanno perso la vita nell'incendio.

Si sono poi scagliati contro i media "che si scatenano e a volte diffondono gravi menzogne senza alcun ritegno". "Una delle più spregevoli è stata la fuga immediata dal locale con la cassa sottobraccio mentre eravamo lì, di fronte al caos, terrorizzati da queste scene di guerra durante quella notte di orrore, cercando di fornire assistenza, soprattutto ad alcuni di voi".

"Continueremo a collaborare pienamentee a rispondere a tutte le domande al meglio delle nostre capacità". La coppia ha poi precisato che gli stipendi sono stati pagati il 6 gennaio 2026, "tuttavia, tutti i nostri conti aziendali e personali sono stati congelati e speriamo che la Procura della Repubblica acconsenta a uno svincolo parziale dei fondi per il pagamento urgente di questi importi. Per alcuni di voi, non siamo riusciti a ottenere i dati bancari. Se necessario, potete contattare i nostri avvocati che inoltreranno la vostra richiesta a noi. Non vi abbandoneremo", concludono.

Nel frattempo la procura continua ad indagare. Il prossimo passaggio sarà ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti, non appena le condizioni cliniche lo consentiranno e acquisendo anche le cartelle cliniche.

Non si esclude poi la possibilità di affiancare agli inquirenti svizzeri un team investigativo italiano, che potrebbe preludere alla creazione di un team investigativo europeo.

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