Mentre si è chiusa la prima giornata di colloqui ad Abu Dhabi tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, Volodymyr Zelensky ha invitato ilpPresidente degli Stati Uniti a rispondere ai massicci attacchi aerei sferrati da Mosca e alla violazione della "tregua energetica" promessa dal Cremlino
È terminata ad Abu Dhabi la prima giornata di colloqui tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, nel tentativo di trovare un accordo per un cessate il fuoco. I negoziati dovrebbero riprendere domani, giovedì 5 febbraio, nella tarda mattinata.
Lavrov: se gli ucraini si basano sulle proposte di Rutte non vogliono davvero la pace
Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov, ha usato parole dure nei confronti della controparte ucraina, dichiarando che se la delegazione di Kiev è arrivata nella capitale degli Emirati Arabi Uniti basandosi su quanto proposto dal segretario generale della Nato Mark Rutte, in termini di garanzie di sicurezza, ciò equivarrebbe a "non volere realmente la pace”.
Al di là delle parole di Lavrov, però, trapela ottimismo: secondo quanto indicato sul social network X dal giornalista di "Axios" Barak Ravid, che cita fonti governative ucraine, la discussione sarebbe stata "molto produttiva".
Zelensky ha chiesto a Washington di rispondere agli attacchi russi
Nella serata di martedì 3 febbraio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato l'amministrazione statunitense a rispondere ai recenti attacchi della Russia contro l'Ucraina e le infrastrutture energetiche civili, affermando che il Cremlino non ha rispettato la "tregua energetica" chiesta dal presidente americano Donald Trump.
"Attendiamo la reazione dell'America ai raid russi. La proposta degli Stati Uniti è stata quella di interrompere i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche durante i colloqui diplomatici, visto anche il periodo di maltempo invernale", ha dichiarato Zelensky in un discorso pronunciato martedì sera. "È il presidente degli Stati Uniti ad aver fatto personalmente questa richiesta. La Russia ha risposto con un numero record di missili balistici".
Sull'Ucraina 450 droni e 71 missili
Martedì Mosca ha attaccato in effetti l'Ucraina con 450 droni e 71 missili, tra cui 32 missili balistici Iskander: un numero record lanciato in un singolo attacco aereo. L'esercito russo ha preso di mira proprio centrali elettriche e altri impianti a Kiev e in diverse località dell'Ucraina, secondo quanto riportato dalla più grande società energetica privata del Paese, la Dtek.
L'attacco ha lasciato senza riscaldamento più di mille edifici residenziali a Kiev, mentre le temperature in tutta l'Ucraina sono scese al di sotto dei -20°C, con milioni di persone che hanno dovuto affrontare il freddo estremo nelle loro case, spesso anche senza acqua.
"Questo la dice lunga sulle promesse della Russia. Se la loro parola non regge nemmeno ora, cosa ci si può aspettare dopo?", ha detto Zelensky. "A Mosca sono incorreggibili: cercano di approfittare del freddo, perché non possono sottomettere l'Ucraina con i loro assalti".
Trump: Putin "ha mantenuto la parola"
Giovedì scorso, Trump ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin aveva promesso che non avrebbe bombardato le infrastrutture energetiche dell'Ucraina per una settimana. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca martedì, poche ore dopo uno dei più grandi attacchi di Mosca, il presidente degli Stati Uniti ha detto che Putin avrebbe "mantenuto la parola".
"La pausa era da domenica a domenica", ha detto Trump. "La situazione si è aperta e Putin ha colpito... Ma ha mantenuto la parola. Una settimana è molto". La Russia sembra abbia invece attaccato l'Ucraina durante tale "pausa", con centinaia di droni e un missile balistico contro l'Ucraina in soli quattro giorni, dal 29 gennaio al 1 febbraio. Il 27 gennaio, un attacco di un drone russo contro un treno passeggeri nel nord-est dell'Ucraina ha ucciso cinque persone, secondo i procuratori ucraini.
Mosca ha preso di mira ferrovie e altre infrastrutture, anche se si è astenuta dalle infrastrutture energetiche, ha dichiarato Zelensky. Secondo il quale la pausa doveva durare però fino al prossimo round di colloqui ad Abu Dhabi, previsto per domenica: "L'incontro è stato rinviato per motivi non legati all'Ucraina. Dal nostro punto di vista, la de-escalation sarebbe dovuta continuare. Ma così non è stato".