Una gigantesca statua dorata di Donald Trump, commissionata da investitori crypto per promuovere il memecoin $PATRIOT e destinata al Doral in Florida, resta bloccata in Ohio per un contenzioso su oltre 90mila dollari non pagati
Una gigantesca statua dorata di Donald Trump destinata al suo club di golf Trump National Doral in Florida resta bloccata in fonderia in Ohio a causa di una disputa sui pagamenti tra lo scultore e i committenti.
L’opera, soprannominata “Don Colossus”, è stata commissionata da un gruppo di investitori in criptovalute per promuovere un memecoin speculativo chiamato $PATRIOT.
Realizzata dall’artista dell’Ohio Alan Cottrill, la statua - alta circa 4,5 metri e che raggiungerà quasi 7 metri compreso il piedistallo - raffigura Trump con il pugno alzato ed è ricoperta di foglia d’oro a 23,75 carati.
Doveva essere installata al G20 che si terrà a Miami a dicembre, dove il Trump National Doral fungerà da sede per l’incontro dei leader mondiali.
Tuttavia, Cottrill ha dichiarato di trattenere l’opera nella sua officina fino a quando non riceverà il pagamento completo dei lavori: secondo l’artista gli investitori gli devono ancora circa 90.000 dollari su una somma complessiva concordata di circa 150.000 dollari.
Lo scultore ha anche sostenuto che l’immagine della statua è stata utilizzata per promuovere il memecoin $PATRIOT senza il suo consenso per i diritti di riproduzione, alimentando il contenzioso. I sostenitori del progetto, secondo alcune fonti, sostengono invece di aver saldato integralmente l’accordo prima della presentazione pubblica della scultura.
Il progetto è stato finanziato da un gruppo di 16 magnati delle criptovalute e aveva lo scopo di generare visibilità per il token $PATRIOT, che ha visto un forte calo di valore nella sua fase di mercato dopo essere stato lanciato in concomitanza con l’esplosione di interesse per le criptovalute politiche.
Intanto, al Doral è già stato installato il piedistallo dove l’opera dovrebbe essere collocata, anche grazie all’intervento del pastore della Florida Mark Burns, amico di Trump, che ha suggerito di organizzare una cerimonia con la presenza del presidente.
Nonostante la vicenda abbia attirato grande attenzione mediatica, né la Casa Bianca né la Trump Organization risultano formalmente collegati al progetto memecoin o alla statua, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche.
La disputa in corso evidenzia come iniziative di marketing politico‑finanziario legate alle criptovalute possano intrecciarsi con arte, promozione e controversie contrattuali, generando tensioni anche prima dell’effettiva realizzazione pubblica dell’opera.