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Bahrein: Meloni al Consiglio di cooperazione del Golfo, l'Italia firma due memorandum commerciali

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni Diritti d'autore  Alessandra Tarantino/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Alessandra Tarantino/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Di Ilaria Cicinelli
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La premier Giorgia Meloni ha preso parte al 46esimo Consiglio di cooperazione del Golfo. Invitata personalmente dal re Al Khalifa, è l'unica leader europea ad accedere al summit di quest'anno. Durante la visita, Meloni ha presieduto la firma di due accordi commerciali tra Italia e Bahrein

Nella seconda giornata della sua visita in Bahrein, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il re Hamad bin Isa Al-Khalifa e ha presieduto la firma di nuovi accordi industriali Italia-Bahrein, prima di partecipare al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo, incentrato su questioni di sicurezza regionale, difesa congiunta ed economia.

La presenza di Meloni a Manama, invitata personalmente dal sovrano al vertice annuale, rappresenta un'eccezione e assume un particolare peso diplomatico. Di norma, non è prevista la partecipazione di leader esterni e la premier è la sesta a ricevere un invito nella storia del summit.

Palazzo Chigi ha riferito che il colloquio con Al-Khalifa ha confermato la volontà, da entrambe le parti, di approfondire il percorso di collaborazione economica avviato nell’ultimo anno, in particolare dopo la firma del Partenariato strategico sugli Investimenti lo scorso settembre, e già rafforzato da numerosi contatti tra i vertici dei due Paesi.

Nel corso dell’incontro i due leader hanno anche discusso delle principali questioni internazionali, tra cui la guerra in Ucraina e la situazione in Medio Oriente.

Gli accordi commerciali firmati dall'Italia in Bahrein

Concluso il colloquio con il sovrano, Meloni ha raggiunto il Sakhir Palace. Ad accoglierla, il ministro bahreinita per lo Sviluppo sostenibile Noor Al Khulaif e il principe ereditario e primo ministro, Salman bin Hamad Al-Khalifa.

Nel palazzo reale si è svolta la cerimonia di scambio degli accordi economici bilaterali, durante la quale sono stati firmati due memorandum di intesa con il cantiere navale governativo del Bahrein Asry.

Il primo protocollo con Fincantieri apre la strada a una collaborazione sulla progettazione e produzione di unità militari destinate sia al mercato interno che all'esportazione, in quest'ultimo caso in collaborazione con la Joint venture Maestral con gli Emirati Arabi Uniti.

Il secondo memorandum con Roboze, azienda pugliese specializzata nella manifattura additiva, avvia il percorso verso la creazione in Bahrein di una smart factory, che consentirebbe ad Asry di produrre internamente componenti tecnologici oggi acquistati all’estero, contribuendo alla modernizzazione industriale del Paese.

Meloni al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo a Manama: focus sulla sicurezza

La premier ha poi raggiunto la sede del 46esimo vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo, dove è stata accolta dal re e dal principe ereditario prima della seduta congiunta dei leader.

Tra i temi centrali del summit, il segretario generale Jassem Mohammed al Budaiwi ha anticipato la proposta di creare un sistema di difesa missilistico unificato ispirato all’Iron Dome israeliano, per proteggere infrastrutture critiche e impianti energetici dei sei Paesi (Qatar, Kuwait, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman e Bahrein), alla luce anche dei recenti attacchi che hanno coinvolto il Qatar. Se concretizzata, la proposta potrebbe espandere il mercato per l’industria della difesa.

L'intervento della premier al summit in Bahrein

Intervenendo al vertice, la premier ha ringraziato i Paesi del Golfo per l'opportunità storica che il Consiglio sta offrendo all'Italia e si è detta pronta a ospitare un vertice tra gli stati del Golfo e quelli del Mediterraneo, "un formato che non intende competere con altre iniziative o forum internazionali né porsi come alternativa a essi, ma che sappia invece lavorare su complementarità, sinergie e punti di forza reciproci".

Sul Medio Oriente, invece, Meloni resta convinta del fatto che per garantire alla regione "la sicurezza e la stabilità che merita, dobbiamo lavorare per raggiungere la soluzione strutturale dei due Stati". "Sappiamo tutti che questo richiede il riconoscimento, da parte di Israele, del diritto dei palestinesi ad avere il proprio Stato, e il riconoscimento definitivo del diritto dello Stato di Israele all'esistenza e alla sicurezza. Sono pienamente consapevole che non si tratta di un percorso facile", ha aggiunto la premier.

Meloni ha anche lodato il piano per il cessate il fuoco a Gaza promosso da Trump come un'opportunità che potrebbe non ripetersi, e che "offre una reale possibilità di costruire un quadro stabile e duraturo di pace e sicurezza".

Parlando poi dell'Iran, la premier ha affermato che Teheran "ha ripetutamente dichiarato di non voler ottenere l'arma nucleare e, se ciò è vero, e voglio credere che lo sia, raggiungere al più presto un accordo esigente e credibile è essenziale, con il pieno coinvolgimento dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), per rassicurare la comunità internazionale sulla natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano".

L'Italia è pronta a offrire "ogni contributo utile per riavviare un processo diplomatico e lavorare con tutti, Iran, Stati Uniti, le nazioni qui presenti, per raggiungere questo obiettivo condiviso", ha aggiunto Meloni.

Sull'energia, invece, per la premier è necessario porre le basi per "una nuova diplomazia energetica per moltiplicare le opportunità di cooperazione tra Europa, Africa, Italia e Golfo, e offrire opportunità decisive per il successo della transizione".

L'Italia può rappresentare una porta d'accesso all'Europa per il Golfo, "dando un impulso ancora più forte a una cooperazione economica che oggi vale 35 miliardi di dollari l'anno, ma che non esprime ancora il vero potenziale della nostra relazione", ha sottolineato la premier.

Lavorare insieme, ha dichiarato Meloni, è essenziale anche "per costruire percorsi condivisi volti a scongiurare il proselitismo fondamentalista in Europa, favorire forme fruttuose di dialogo e confronto tra identità diverse e sostenere concretamente percorsi di integrazione. Ma un presupposto di partenza deve essere uguale per tutti: quando si sceglie di vivere in una nazione straniera, occorre accettarne la legge, la cultura e la tradizione affinché la convivenza sia possibile.

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