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Gaza, Hamas e Jihad islamica disponibili ad un accordo. Accettano risoluzione Onu

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Diritti d'autore Eskinder Debebe/Eskinder Debebe / United Nations Photo
Diritti d'autore Eskinder Debebe/Eskinder Debebe / United Nations Photo
Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Hamas e Jihad islamica hanno fornito a mediatori una risposta all'offerta di cessate il fuoco. E' la loro prima risposta ufficiale da quando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha presentato quella che ha definito l'ultima offerta di Israele per un accordo sulla tregua

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Si apre qualche spiraglio di speranza a Gaza: Hamas ha accettato la risoluzione per il cessate il fuoco votata ieri dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed è pronta a negoziare i dettagli, ha annunciato alla Reuters Sami Abu Zuhri, alto funzionario del movimento, aggiungendo che ora spetta a Washington garantire che Israele la rispetti.

Nel frattempo.Antony Blinken ha esortato lunedì i leader israeliani ad accettare e attuare un piano per il periodo post-bellico nella Striscia di Gaza. Lo Stato ebraico ha spiegato che "non metterà fine alla guerra prima di aver raggiunto tutti i suoi obiettivi: distruggere le capacità militari e di governo di Hamas, liberare tutti gli ostaggi e garantire che Gaza non rappresenti una minaccia per Israele in futuro".

Blinken aveva chiesto una risposta ufficiale a Hamas sulla proposta di Biden

Dopo l'approvazione della risoluzione 2735 lunedì sera a New York, Hamas aveva dichiarato in un comunicato di accoglierla "positivamente". I mediatori tuttavia non hanno ancora ricevuto alcuna risposta formale né da Hamas né da Israele rispetto alla proposta di cessate il fuoco, secondo quanto riferisce la Reuters.

Si tratta dell'ottava missione dall'inizio dell'offensiva militare di Israele a Gaza da parte del responsabile degli Affari esteri statunitensi, che stavolta ha incontrato anche le famiglie degli ostaggi di nazionalità Usa.

Blinken ha avuto colloqui con il primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha definito impegnato sull'obiettivo del cessate il fuoco, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il leader dell'opposizione israeliena Yair Lapid. In precedenza, si era recato al Cairo, dove ha parlato con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. La prossima tappa è la conferenza dei Paesi arabi sulla crisi di Gaza che si è aperto in Giordania martedì.

Sinwar dice che vittime di Gaza sono un vantaggio per Hamas, scrive il Wsj

A pesare sulla possibilità di un cessate il fuoco è però la cronaca del conflitto. L'aeronautica ha colpito circa "35 obiettivi in tutta la Striscia di Gaza, tra cui strutture militari, depositi di armi, siti di lancio, posti di osservazione, cellule terroristiche e altre infrastrutture militari", ha reso noto l'esercito di Israele in un comunicato.

Quaranta palestinesi sono stati uccisi e 120 feriti nelle ultime 24 ore, secondo le autorità sanitarie locali. Il bilancio delle vittime a Gaza è stato aggiornato a 37.164 morti e 84.832 feriti dall'inizio della guerra. L'ultima strage è avvenuta nella maxi operazione condotta dall'esercito israeliano per llberare quattro degli ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre scorso, al prezzo di 274 palestinesi uccisi.

Il leader di Hamas nella Striscia, Yahya Sinwar, resiste a un accordo di tregua per un calcolo cinico, secondo il Wall Street Journal che cita messaggi di Sinwar con i mediatori. Più combattimenti e più morti civili palestinesi si traducono in un vantaggio per Hamas mentre "gli israeliani sono dove li volevamo" sostiene Sinwar stando al quotidiano statunitense.

In Cisgiordania ucciso un comandante di Hamas e altre tre persone

La volontà è di sfruttare anche l'apertura di Hamas, i cui responsabili hanno fatto sapere di essere pronti a lavorare con i mediatori per rendere la proposta operativa (pur sottolineando che il movimento continuerà "la lotta" contro l'occupazione israeliana e per la creazione di uno Stato palestinese).

Intanto uno dei comandanti del movimento palestinese in Cisgiordania è stato ucciso in uno scontro con le forze israeliane. Si tratta di Mohammed Jaber Abdo, morto insieme ad altri tre miliziani in un villaggio vicino a Ramallah. Complessivamente, dall'inizio dell'offensiva a Gaza, in Cisgiordania si contano almeno 530 vittime palestinesi.

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