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Guerra Gaza, Usa vogliono il sì di Israele e Hamas sul cessate il fuoco: morti nella Striscia

A Gaza si cercano sopravvissuti tra le macerie dopo ogni bombardamento
A Gaza si cercano sopravvissuti tra le macerie dopo ogni bombardamento Diritti d'autore Majdi Mohammed/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
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Di Gabriele Barbati
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Gli Stati Uniti fanno pressione per la fine della guerra sulle parti che però chiedono modifiche al piano Biden. Possibili sviluppi tra i mediatori al Cairo. Gli Usa vogliono che l'Onu adotti il piano in tre fasi

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Israele sembra essere a un bivio dopo che gli Stati Uniti hanno reso noto che "è pronto ad andare avanti" con il piano di pace su Gaza, come detto dallo stesso presidente Joe Biden a Tamim bin Hamad Al Thani, l'emiro del Qatar, altro mediatore nel conflitto.

I negoziatori non hanno ancora ricevuto “approvazioni concrete” alla proposta, ha detto a Doha un portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari.

Il gabinetto di guerra israeliano riunito lunedì a Tel Aviv ha deciso per ora di non inviare una delegazione al Cairo finché non saranno ottenuti segnali positivi dai mediatori. Una delegazione di Hamas sarebbe dovuta partire invece per la capitale egiziana, ma non ci sono conferme. Sembra evidente che le parti abbiano chiesto cambiamenti dopo avere aderito in principio alla proposta.

Israele chiede una tregua a tempo, per riprendere poi la guerra, mentre Hamas così come la maggior parte della comunità mondiale vuole un impegno di tutti per la conclusione delle ostilità.

La pressione internazionale sul primo ministro Benjamin Netanyahu, che rischia di isolare ulteriormente Israele in caso di rifiuto al piano, trova in senso opposto l'opposizione dell'ala radicale del governo.

"Marceremo verso la Porta di Damasco e andremo al Monte del Tempio (la Spianata delle Moschee per i mussulmani)" per dire che Gerusalemme "è nostra", ha dichiarato il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar ben Gvir, che ha già minacciato il premier di fare cadere la maggioranza se non andrà fino in fondo nella guerra contro Hamas.

"Ci sono tutte le ragioni" per credere ache che il premier israeliano stia prolungando la guerra a Gaza "per proprie ragioni politiche", ha ipotizzato il presidente degli Stati Unti in un'intervista al magazine Time.

Cosa prevede il piano Biden per la fine della guerra e il futuro di Gaza

La bozza indica un cessate il fuoco di sei settimane in tre fasi, l'ingresso massiccio di aiuti umanitari e la liberazione degli ostaggi tenuti nella Striscia: il governo israeliano ritiene ve ne siano 120, ma che un terzo circa sia ormai morto.

Nella prima fase Israele si ritirerebbe dai principali centri abitati di Gaza e un certo numero di ostaggi israeliani verrebbero rilasciato - tra cui donne, anziani e feriti - a fronte del rilascio di centinaia di detenuti palestinesi e dell’ingresso nella Striscia di 600 camion di aiuti al giorno.

La seconda fase vedrebbe un cessate il fuoco permanente con la liberazione dei restanti ostaggi compresi i soldati e il ritiro totale dell'esercito israeliano. Nella terza fase, Hamas restituirebbe i corpi degli ostaggi morti per cominciare la ricostruzione con il sostegno degli Usa, dell’Ue e delle istituzioni internazionali.

Gli Stati Uniti hanno sollecitato le Nazioni Unite a fare proprio il piano, inviando una bozza di risoluzione agli altri 14 membri del Consiglio di Sicurezza. La risoluzione prevede una tregua che diventi progressivamente definitiva e l'impegno a unificare la Striscia di Gaza e la Cisgiordania sotto l'Autorità Nazionale Palestinese.

La proposta lascia aperta tuttavia una questione esistenziale per Hamas, visto che il futuro immaginato per Gaza non prevede un ruolo per il movimento nè offre indicazioni sul destino dei suoi capi nella Striscia, Yahya Sinwar e Mohammed Deif.

Altri raid aerei e morti a Gaza, incendi al confine tra Israele e Libano

Le manovre diplomatiche si accompagnano alle operazioni sul campo, come spesso accaduto dall'inizio della guerra lo scorso 7 ottobre.

Tre persone sono morte e diverse altre sono rimaste
ferite in un bombardamento aereo israeliano nella città di Gaza, secondo l'agenzia palestinese Wafa. Altrettante vittime sono state registrate in un bombardamento ad Al-Burej, sette invece tanto a Deir al-Balah quanto a Rafah.

Cinque palestinesi sono stati uccisi inoltre in Cisgiordania, a Nablus e Tulkarem. Il bilancio delle vittime in quasi otto mesi di guerra con Hamas, parallelo a quello nella Striscia (oltre 36mila palestinesi morti e 82mila feriti secondo le autorità locali) è di oltre 500 vittime: "inconcepibile" secondo l'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Turk.

Anche il Libano continua a preoccupare in questa guerra, dopo che colpi di artiglieria sono stati scambiati tra il sud del Paese e il nord di Israele lunedì causando gravi incendi dai due lati del confine.

Il movimento filo-iraniano Hezbollah continua infatti a tenere impegnato l'esercito israeliano sul fronte nord, mentre il suo segretario generale Hassan Nasrallah ha incontrato a Beirut Ali Bagheri Kani, il ministro degli Esteri ad interim dell'Iran, per discutere degli ultimi sviluppi politici e di sicurezza nella regione.

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