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Gaza, si apre il caso di genocidio a carico di Israele davanti alla Corte di Giustizia Onu

Palestinesi piangono i parenti uccisi dai bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza davanti a un obitorio di Khan Younis, domenica 24 dicembre 2023.
Palestinesi piangono i parenti uccisi dai bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza davanti a un obitorio di Khan Younis, domenica 24 dicembre 2023. Diritti d'autore AP Photo/Mohammed Dahman
Diritti d'autore AP Photo/Mohammed Dahman
Di Giulia CarbonaroGabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Prima giornata di udienze nella causa presentata alla Corte di giustizia internazionale dal Sudafrica contro Israele per genocidio. Cosa potrebbe accadere in tribunale?

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Alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia si è tenuta la prima delle due giornate di udienze sullacausa per genocidio intentata contro Israele dal Sudafrica, che chiede al governo israeliano di fermare le operazioni in corso a Gaza.

La Cig è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. Il dibattimento è cruciale per Israele: per la prima volta dopo anni di boicottaggio infatti ha accettato di difendersi di fronte ai 15 giudici della Corte, che sono eletti dall'Assemblea generale e dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

“Ogni giorno a più di dieci bambini palestinesi vengono amputate una o entrambe le gambe, in molti casi senza anestesia"
Blinne ni Ghralaigh
Avvocato dell'accusa

Quali sono le accuse contro Israele?

Il Sudafrica ha presentato il caso alla Corte internazionale di giustizia a fine dicembre, sostenendo che Israele ha commesso "atti di genocidio" a Gaza durante la guerra dichiarata contro Hamas.

La prima richiesta alla Corte (secondo l'articolo 41 del suo statuto) è di approvare misure provvisorie per impedire all'esercito israeliano di continuare le loro operazioni militari nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a danno dei palestinesi.

Secondo il Paese africano, Israele avrebbe violato gli obblighi previsti dalla Convenzione sul genocidio. Il ricorso di 84 pagine lo accusa di avere commesso atti di"carattere genocida perché mirano alla distruzione di una parte sostanziale del gruppo nazionale, razziale ed etnico palestinese".

La Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, approvata nel 1948 e di cui Sud Africa e Israele sono firmatari, qualifica come atti di questo tipo: uccisione di membri del gruppo;lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo;il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale; misure miranti a impedire nascite all'interno del gruppo;trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.

Più di 23mila palestinesi, la maggior parte dei quali donne e bambini, sono stati uccisi a Gaza dall'inizio del conflitto, secondo il ministero della Sanità palestinese e le condizioni umanitarie nella striscia sono catastrofiche.

“Ogni giorno a più di dieci bambini palestinesi vengono amputate una o entrambe le gambe, in molti casi senza anestesia. Ogni giorno, ai ritmi attuali, verranno danneggiate o distrutte in media 3.900 case", ha detto una degli avvocati dell'accusa, Blinne ni Ghralaigh, durante l'udienza.

Come si difenderà Israele?

Israele ha respinto "con disgusto" le accuse del Sudafrica, definendole "prive di fondamento" e annunciando che si difenderà in tribunale.

“Oggi abbiamo assistito a uno Stato che difende un’organizzazione terroristica. Il Sudafrica dovrebbe vergognarsi. Israele sta esercitando il proprio diritto all’autodifesa dopo il massacro del 7 ottobre e ci sono ancora 136 ostaggi israeliani prigionieri di Hamas”, ha detto a Euronews Lior Haiat, portavoce della delegazione israeliana.

Il Sudafrica sostiene che la "l'intento genocida", un elemento necessario a configurare il crimine di genocidio, in questo caso specifico "può essere dimostrato dal modello di condotta dell'esercito israeliano, ma anche da diverse dichiarazioni pubbliche rilasciate da vari rappresentanti e funzionari israeliani" ha dichiarato a Euronews Maria Varaki, docente di diritto internazionale presso il Dipartimento di studi sulla guerra del King's College di Londra.

Proprio questo il punto su cui Israele potrebbe scegliere di difendersi, secondo Alonso Gurmendi Dunkelberg, docente di Relazioni internazionali al King's College.

"Per parlare di genocidio, è necessario che il crimine sia stato commesso con l'intenzione specifica di distruggere un gruppo in quanto tale" ha spiegato l'esperto a Euronews.

"È questa la parte difficile e mi aspetto che la difesa di Israele si concentri su questo punto. O sosterrà di non aver commesso l'atto in sé, o sosterrà di non aver creato le condizioni per rendere Gaza inabitabile, ricordando magari di aver lasciato passare i camion che trasportavano gli aiuti".

Israeli soldiers stand outside Shifa Hospital in Gaza City, Nov. 22, 2023.
Israeli soldiers stand outside Shifa Hospital in Gaza City, Nov. 22, 2023.AP Photo/Victor R. Caivano, File

Quanto tempo ci vorrà prima di una decisione della Corte?

Le udienza di questa settimana tratteranno solamente le argomentazioni iniziali del caso e le misure provvisorie e urgenti richieste dal Sudafrica. 

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Secondo gli esperti quest'ultima decisione, per cui è non è richiesto un giudizio definitivo sui fatti ma solo che la violazione della Convenzione contro il genocidio sia "plausibile",  potrebbe arrivare tra un paio di settimane e uno o due mesi dopo l'udienza.

"Se la Corte seguirà quanto fatto nei precedenti casi, come Gambia contro Myanmar o Ucraina contro Russia, tra un paio di settimane la Corte potrebbe ordinare le misure provvisorie [richieste dal Sudafrica]" ha detto Varaki.

Per quanto riguarda il caso di genocidio, Gurmendi ha spiegato che potrebbero "passare diversi anni" prima che il tribunale arrivi a un verdetto.

Cosa significherebbe una condanna per Israele?

La Corte internazionale di giustizia non ha il potere di avviare procedimenti giudiziari o di rendere esecutive le sue sentenze, anche se le sue pronunce hanno un certo peso nella comunità internazionale. 

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Una condanna per genocidio ha un impatto enorme sulla posizione di un Paese sulla scena internazionale.

"La Convenzione sul genocidio riguarda il crimine più grave di tutti. È per questo che molte persone vogliono questa condanna" ha sottolineato Varaki. "E non sto parlando solo del caso attuale. In generale, sono molti i casi in cui si vuole ottenere una condanna per genocidio, perché è la peggiore".

Sebbene Israele abbia l'obbligo legale di dare seguito all'eventuale approvazione da parte della Cig della misura provvisoria richiesta dal Sudafrica, Gurmendi Dunkelberg ha affermato che ci sono stati precedenti di casi di non conformità, anche da parte degli Stati Uniti.

"Il problema è che non esiste una polizia internazionale che verifichi l'applicazione della sentenza della Corte. Quindi, in realtà, l'applicazione dipende soprattutto dalla reazione degli altri Stati" ha spiegato l'esperto. "Supponendo che Israele non ottemperi all'ordine, allora gli altri Stati potrebbero scegliere di esercitare pressioni perché lo faccia".

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