A Gaza un porto Usa per consegnare gli aiuti umanitari via mare, in 20 morti per malnutrizione

Il presidente Usa Joe Biden
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Di Ilaria Cicinelli
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Gli Usa annunciano che costruiranno un molo provvisorio per consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza via mare, senza mettere piede nella Striscia. L'Onu lancia l'allarme 576mila persone sono a rischio di carestia e nel nord in venti sono già morti per malnutrizione, per lo più bambini

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Gli Stati Uniti disporranno di una "postazione temporanea" sulla costa di Gaza per garantire l'afflusso di aiuti umanitari nella Striscia.Lo ha annunciato Joe Biden, pronunciando il discorso sullo Stato dell'Unione. L'inquilino della Casa Bianca ha sottolineato che non ci sarà "alcuno stivale statunitense sul terreno", mentre il porto temporaneo fornirà cibo, acqua, medicinali e rifugi temporanei.

"Stasera darò ordine alle forze armate statunitensi di condurre una missione di emergenza per creare una banchina temporanea nel Mediterraneo, sulla costa di Gaza, che possa ricevere grandi navi che trasportano cibo, acqua, medicine e rifugi temporanei ma non ci saranno truppe americane sul campo".

Usa: "Assistenza umanitaria non è merce di scambio", una nave ospedale a Gaza

Parlando al senato il generale Erik Kurilla, a capo del Comando centrale degli Usa, non ha escluso il dispiegamento di una nave ospedale.

Biden ha chiesto a Israele di "fare la sua parte" per garantire la sicurezza sufficiente. Ha ribadito ancora una volta che Israele ha il pieno diritto di difendersi e di fare tutto il possibile per liberare gli ostaggi, ma le vite civili degli abitanti di Gaza sono altrettanto importanti. "L'assistenza umanitaria non può essere una considerazione secondaria o una merce di scambio".

Al momento, le limitatissime rotte per gli aiuti via terra sono integrate da lanci aerei condotti da diversi Paesi della regione, dell'Europa e degli Stati Uniti. Ma non sono sufficienti a sfamare buona parte degli oltre due milioni di abitanti della Striscia. 

L'Onu ha lanciato l'allarme per cui almeno 576 mila persone, un quarto della popolazione, è sull'orlo della carestia. Nel nord di Gaza, del tutto senza rifornimenti, già ci sono le prime vittime. Almeno 20 persone sono morte per malnutrizione e disidratazione negli ospedali Kamal Adwan e al Shifa. La maggior parte sono bambini.

Gli aiuti umanitari per via aerea "una goccia nell'oceano"

La coordinatrice senior delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari e la ricostruzione a Gaza, Sigrid Kaag, parlando giovedì ha definito i lanci aerei "una testimonianza della nostra comune umanità, ma è una goccia nell'oceano", ribadendo che le consegne via terra "rimangono la soluzione ottimale".

In molti fanno pressione a Israele per consentire l'ingresso di un maggior numero di camion con gli aiuti. Tel Aviv sostiene che il problema non è il trasporto transfrontaliero degli aiuti, ma la loro distribuzione a Gaza.

Avi Hyman, portavoce del governo israeliano, giovedì ha accusato i combattenti di Hamas di rubare di fatto gli aiuti internazionali ai cittadini di Gaza.

La Spagna finanzia l'Unrwa

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha incontrato a Madrid il responsabile dell'Agenzia Philippe Lazzarini. La Spagna finanzierà con altri 20 milioni di euro l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa).

L'Unwra è in una situazione difficile dopo le accuse secondo cui dodici membri dello staff a Gaza avrebbero avuto un ruolo negli attacchi di Hamas il 7 ottobre scorso. Anche se le persone accusate sono state licenziate e l'Agenzia ha annunciato un'indagine interna molti Paesi hanno sospeso i finanziamenti. L'Unrwa aveva dunque annunciato la possibilità di interrompere le operazioni a causa della mancanza di fondi.

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