Gaza: 15 morti nel cuore della Striscia, Israele approva migliaia di nuove case in Cisgiordania

Palestinesi trasportano le loro cose dopo aver visitato le loro case distrutte dall'offensiva israeliana su Khan Younis, nella Striscia di Gaza, mercoledì 6 marzo 2024
Palestinesi trasportano le loro cose dopo aver visitato le loro case distrutte dall'offensiva israeliana su Khan Younis, nella Striscia di Gaza, mercoledì 6 marzo 2024 Diritti d'autore Mohammed Dahman/AP
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Di Ilaria Cicinelli
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Gli attacchi di Israele nella fascia centrale della Striscia di Gaza hanno causato 15 morti e diversi dispersi. Tel Aviv ha approvato la costruzione di 3.500 nuove case negli insediamenti illegali in Cisgiordania. Borrell: "Obiettivi di Israele vanno oltre la distruzione di Hamas"

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Almeno 15 persone sono state uccise nella zona centrale di Gaza mercoledì sera. Due attacchi aerei hanno colpito edifici a Deir al Balah, mentre uno ha colpito il campo profughi di Nuseirat. Secondo le prime notizie, diverse persone risultano ancora disperse sotto le macerie.

Secondo le Nazioni Unite, l'isolamento imposto da Israele agli abitanti di Gaza ha fatto sì che al momento un quarto della popolazione si trovi a un passo dalla carestia.

Israele costruirà nuove abitazioni per i coloni in Cisgiordania: critiche dalla Giordania

Il governo israeliano ha approvato mercoledì la costruzione di 3.500 unità abitative in tre diversi insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata: Maale Adumim, Kedar ed Efrat, non lontano da Gerusalemme.

I nuovi insediamenti vanno ad aggiungersi al numero record di unità abitative già approvato nel corso di questo e dello scorso anno. Prima della guerra un totale di 18.515 unità hanno ricevuto l'approvazione. 

Immediata la reazione della Giordania che ha condannato i piani di Israele definendoli misure "unilaterali e illegali", in violazione del diritto internazionale. 

Più di cento bambini palestinesi uccisi da Israele nella Cisgiordania occupata

Secondo quanto riportano Al Jazeera e Defense for Children Palestine, l’esercito israeliano ha preso il corpo di un ragazzo di 16 anni ucciso martedì a colpi di arma da fuoco vicino all'insediamento israeliano di Yitzhar, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.

L’adolescente avrebbe tentato di effettuare un attacco a coltellate quando le forze israeliane gli hanno sparato più volte, poi hanno impedito a un’ambulanza della Mezzaluna Rossa Palestinese di raggiungerlo. Il suo corpo è stato caricato su un'ambulanza israeliana e portato in un luogo sconosciuto.

È uno dei tanti adolescenti e bambini uccisi dalle forze israeliane nella Cisgiordania occupata questa settimana. Lunedì le forze israeliane hanno sparato alla testa a un ragazzo di 11 anni durante un raid nel villaggio di Burin, mentre nello stesso raid è stato colpito anche un ragazzo di 19 anni che è morto mercoledì a causa delle ferite.

Defence for Children Palestine riferisce inoltre che un diciassettenne è morto martedì a causa delle ferite riportate dopo che le forze israeliane gli avevano sparato alla testa il 29 febbraio. L'organizzazione afferma che 108 bambini palestinesi sono stati uccisi nella Cisgiordania occupata dai massacri del 7 ottobre in Israele.

Borrell: "Obiettivi di Israele vanno oltre la distruzione di Hamas"

L'alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione europea Josep Borrell, ha annunciato che l'Ue indagherà sul rispetto dei diritti umani da parte di Israele nella Striscia di Gaza. 

"La comunità internazionale deve compiere passi decisivi per salvare i civili di Gaza sia dalla fame che dalla violenza”. Usando un linguaggio forte nella sua dichiarazione Borrell ha fatto notare come dopo cinque mesi di guerra “le azioni del governo israeliano a Gaza danno l’impressione che i suoi obiettivi vadano oltre la distruzione di Hamas”. 

L'alto rappresentante ha citato un alto militare israeliano che aveva promesso di rendere Gaza un luogo inabitabile, temporaneamente o permanentemente. "E infatti quasi tutto ciò che consente a una società umana di funzionare è stato distrutto: registro civile, registro immobiliare, infrastrutture culturali e sanitarie, la maggior parte delle scuole costruite dall’Unrwa". 

Borrell ha fatto poi appello alla comunità internazionale, sostenendo che oltre a porre fine ai combattimenti è necessario garantire uno Stato al popolo palestinese. 

Il portavoce di Borrell Peter Stano ha in seguito dichiarato che "la posizione dell'Ue rimane invariata: non riconoscerà alcuna modifica ai confini pre-1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, oltre a quelle concordate dalle parti".

La relatrice speciale dell'Onu: "Israele non rispetterà i diritti umani nella Striscia"

La relatrice speciale dell'Onu per i diritti degli sfollati sulla situazione a Gaza Paula Gaviria Betancur ha osservato che uno “sconcertante” 5 per cento della popolazione di Gaza è stata uccisa e ferita negli attacchi israeliani, mentre più del 75 per cento è stato sfollato.

Ha esortato la comunità internazionale a ricordare l’umanità di queste vittime e ha affermato che il mondo “deve abbandonare la finzione secondo cui Israele rispetterà i principi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani nelle sue operazioni militari”.

Anche il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che la situazione a Gaza è "una tragedia per l'umanità e una vergogna per la civiltà che oggi, nel XXI secolo, questo disastro umanitario non possa essere fermato. Nessuna ragione giustifica la continuazione del conflitto. Per questo, la comunità internazionale deve fare del cessate il fuoco la priorità assoluta. Garantire gli aiuti umanitari è responsabilità morale urgente".

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