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Medio Oriente: gli Stati Uniti attaccheranno gli obiettivi iraniani in Iraq e Siria

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militari Diritti d'autore Mahmoud Illean/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Mahmoud Illean/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Gli Usa hanno deciso di rispondere con la forza all'uccisione dei tre soldati statunitensi in Giordania e di colpire siti e gruppi ribelli legati all'Iran in Iraq e in Siria. Il presidente Biden ha imposto sanzioni contro le violenze dei coloni israeliani. Intanto a Gaza l'Unrwa rischia la chiusura

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La crisi in Medio Oriente rischia di aggravarsi ulteriormente. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha approvato i piani per attaccare gli obiettivi iraniani in Iraq e in Siria, in risposta all'uccisione di tre soldati statunitensi nella base Usa in Giordania.

Gli Stati Uniti contro la Resistenza islamica in Iraq

I dettagli delle operazioni non sono stati resi noti, ma le forze statunitensi hanno fatto sapere che sfrutteranno il "bel tempo", per evitare danni collaterali a civili e infrastrutture. L'annuncio è arrivato sulla scia di decine di attacchi contro basi e installazioni statunitensi nella regione, culminati domenica scorsa con la morte dei tre militari americani.

Washington accusa la Resistenza islamica in Iraq, un gruppo di milizie sostenute dall'Iran che include il gruppo militante Kataib Hezbollah. Mercoledì il gruppo ha annunciato la sospensione delle operazioni militari contro le forze statunitensi.

Sanzioni di Washington contro coloni israeliani

Pur continuando a sostenere Israele nella sua guerra contro Hamas, giovedì Washington ha annunciato le sanzioni contro quattro coloniisraeliani, accusati di aver aggredito e intimidito i palestinesi. Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni dei quattro negli Stati Uniti e il divieto di visto. La Casa Bianca ha anche annunciato un nuovo decreto per sanzionare chi tra i coloni compie atti estremisti e violenti in Cisgiordania.

L'Unrwa rischia la chiusura: a Gaza rischia di precipitare la situazione umanitaria

La situazione umanitaria è destinata a peggiorare ulteriormente, poiché l'Agenzia delle nazioni unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha annunciato che potrebbe essere costretta a interrompere completamente le operazioni dopo la fine del mese. 

In seguito alla scoperta di una possibile collaborazione tra alcuni operatori dell'Agenzia a Gaza e Hamas diversi Paesi sponsor hanno sospeso i loro finanziamenti, rendendo la situazione disperata per l'Unrwa. Si sospetta che il personale coinvolto potrebbe aver aiutato Hamas a preparare l'attacco del 7 ottobre scorso contro Israele. 

Alcuni cittadini israeliani chiedono che gli aiuti umanitari alla Striscia vengano interrotti completamente. Giovedì, decine di persone si sono riunite ad Ashdod, vicino al principale porto commerciale di Israele, con slogan come "Smettete di nutrire i terroristi!". Non è chiaro, però, se da Ashdod partano effettivamente gli aiuti umanitari per Gaza, nonostante le agenzie umanitarie abbiano chiesto a Israele di consentirne il passaggio attraverso il porto.

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