Kosovo, dal primo febbraio la minoranza serba nel nord dovrà usare l'euro: abolito il dinaro serbo

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Di Michela Morsa
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La Banca centrale del Kosovo ha deciso di imporre l'utilizzo della valuta del Paese anche ai comuni del nord abitati a maggioranza da persone di etnia serba, che ancora utilizzano la moneta della vicina Serbia. Preoccupazione di Unione europea e Stati Uniti per un aumento delle tensioni

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Mercoledì le autorità del Kosovo hanno dichiarato che imporranno l'uso della valuta del Paese, l'euro, nelle aree del nord abitate in maggioranza dalla minoranza etnica serba  dove ancora si utilizza il dinaro, la moneta della vicina Serbia, che verrà abolito.

Il decreto della Banca centrale del Kosovo entrerà in vigore oggi, primo febbraio. Il governatore Ahmet Ismaili ha dichiarato che le nuove regole sui pagamenti in contanti saranno applicate nei comuni del nord e che tutte le istituzioni finanziarie dovranno registrarsi entro il mese prossimo. Quattro banche e 15 istituzioni finanziarie utilizzano il dinaro serbo. 

La decisione preoccupa la comunità serba: la maggior parte dei serbi che vivono nel Kosovo settentrionale sono dipendenti pubblici della Serbia e finora ricevevano stipendi e pensioni in dinaro

Il vice primo ministro del Kosovo ha annunciato che nelle prossime settimane sarà condotta una campagna nelle comunità serbe, affinché i residenti adottino l'euro come moneta unica. 

Preoccupazione occidentale

Ismaili ha sottolineato che le nuove regole non hanno come obiettivo prendere di mira il dinaro serbo. La decisione ha comunque suscitato la preoccupazione delle potenze occidentali che temono un aumento delle tensioni nelle relazioni con la Serbia, che non riconosce l'indipendenza della sua ex provincia, autoproclamatasi nel 2008. 

Da parte sua il Kosovo, la cui popolazione di 1,8 milioni di persone è per oltre il 90 per cento di origine albanese, non ha mai concesso alla minoranza serba l'autonomia concordata nel 2013. Unione europea e Stati Uniti hanno esortato Pristina a rimandare la mossa, mentre a Belgrado sostengono che questo è un altro modo del regime di Aljbin Kurti per mantenere il Kosovo senza serbi.

Nessun progresso nei colloqui di normalizzazione dei rapporti

I colloqui di normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi, mediati da Bruxelles fin dal 2013, negli ultimi mesi non hanno fatto progressi, soprattutto a causa dell'agguato dello scorso settembre in cui sono morti un agente kosovaro e tre dei circa trenta paramilitari serbi che avevano aperto il fuoco contro una pattuglia della polizia locale. 

Sia la Serbia che il Kosovo ambiscono a far parte dell'Unione europea, ma l'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Ue Josep Borrell ha detto che il loro rifiuto di scendere a compromessi sta mettendo a rischio le loro possibilità di adesione.

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