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Il governo tedesco ha un piano per risolvere l'emergenza case

Il piano del governo tedesco per risolvere la crisi delle abitazioni in Germania
Il piano del governo tedesco per risolvere la crisi delle abitazioni in Germania Diritti d'autore Michael Probst/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Michael Probst/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Gianluca Martucci
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Presentato un piano di 14 punti che introduce agevolazioni per imprese e consumatori. Per gli operatori del settore può essere una svolta, gli ambientalisti dissentono

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In Germania trovare un alloggio è sempre più complicato. E l'impennata dei tassi di interesse che rende dififcile accedere al credito è solo uno dei tanti problemi. Il settore è nella morsa di un circolo vizioso dei prezzi dei materiali da costruzione alle stelle e della mancanza di manodopera.

"Il settore è in cattive condizioni, la gente cerca urgentemente un alloggio, servono nuovi alloggi per i lavoratori qualificati che raggiungono il nostro Paese dall'estero", spiega l'amministratore delegato dell'Associazione tedesca dell'industria delle costruzioni.

Attualmente in Germania mancano circa 700 mila case. Da anni in Germania si registra una carenza di alloggi. L'offerta scarsa ha fatto salire i prezzi sia sul mercato degli affitti e sia su quello degli acquisti. Il governo del cancelliere Olaf Scholz si è quindi posto l'obiettivo di costruire 400 mila nuovi appartamenti all'anno. Ma sono anni che non raggiunge questo obiettivo.

Nel frattempo, anche i progetti già programmati vengono cancellati. Le famiglie rinunciano al sogno di possedere una casa di proprietà a causa dei costi elevati e le imprese falliscono. Il problema principale è il forte aumento dei tassi di interesse schizzati verso l'alto con la guerra in Ucraina. Se due anni fa si applicava un tasso inferiore all'1%, oggi si arriva al 4%. A ciò si aggiungono l'alta inflazione e l'elevato costo dei materiali. Sempre meno privati possono permettersi di acquistare un immobile di proprietà, nonostante i prezzi d'acquisto siano nel frattempo scesi ai livelli dei primi anni 2000.

Il governo all'azione

Berlino ha presentato un piano in 14 punti che prevede più sussidi per i consumatori che vogliono acquistare casa e un sostegno di 480 milioni di euro per la conversione di locali commerciali sfitti in appartamenti. Il governo vuole dare un'accelerata al settore.

Per farlo sta agendo in varie direzioni: standard ecologici più bassi, agevolazioni fiscali, meno burocrazia e un bonus climatico più alto per la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento più inquinanti. 

L'industria edilizia e immobiliare è positivamente sorpresa per un pacchetto che secondo molti potrebbe davvero fare la differenza. Le organizzazioni ambientaliste e sociali hanno espresso il loro disappunto.

Quanto agli incentivi per le famiglie, il limite di reddito dimostrato dalle famiglie a basso reddito per accedere alle agevolazioni all'acquisto viene portato da 60 mila a 90 mila euro. Anche l'importo del prestito sarà aumentato.

Il nodo delle ristrutturazioni

Il governo è pronto a lanciare un programma per l'acquisto e la ristrutturazione di case più vecchie per riammodernare gli impianti che funzionano con combustibili fossili e migliorare l'isolamento termico. Ma gli alti costi di queste operazioni stanno inducendo Berlino a fare un passo indietro sugli standard energetici minimi che voleva inasprire. Ma secondo il ministro dell'Economia, Robert Habeck, guardiano delle politiche ambientali del governo Scholz, in molti luoghi saranno presto installati sistemi di riscaldamento più rispettosi del clima.

Per le associazioni del settore le nuove misure consentono "di fermare il declino". Criticano tuttavia la mancanza di un programma concreto di sussidi agli interessi e l'impegno dei Länder (le regioni federali) a contribuire.

Per i sindacati, invece mancano le tutele per i consumatori e i beneficiari del sostegno nell'edilizia sociale. "La situazione catastrofica di molti inquilini non migliorerà in questo modo", affermano. E le organizzazioni ambientaliste temono che la rinuncia a standard ecologici più severi possa penalizzare la protezione del clima.

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