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Putin presenta le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime

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Image Diritti d'autore VLADIMIR NIKOLAYEV/AFP or licensors
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Di Alberto De Filippis
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Putin finalmente dichiara circa l'incidente, ma mesi fa in un'intervista aveva affermato: "Posso perdonare tutto, tranne il tradimento"

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Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso le sue condoglianze a tutti coloro che sono morti nello schianto del jet della Wagner. Lo riferisce la Tass. Yevgeny Prigozhin "era un uomo dal destino difficile ma di talento". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dall'agenzia Ria Novosti. 

Finora c'è un personaggio che le autorità russe stanno passando sotto torchio, si tratta di Artem Stepanov, fondatore della società di aerei privati MNT-Aero di cui si serviva Prighozin. L'uomo, sula lista nera di mlti paesi occidentali, avrebbe avuto accesso all'aereo caduto. In realtà però pochi credono all'indagine russa, senza contare che testimoni oculari hanno raccontato di avere visto, e udito, come il velivolo venisse sottoposto a fuoco da terra. L'agenzia russa per il trasporto aereo Rossaviatsia ha solo confermato che Yevgeny Prigozhin era a bordo dell'aereo. 

Fino a quando non ci saranno, se ci saranno, esami sui corpi rinvenuti però, non ci sarà la certezza che fra i morti ci fosse il capo della Wagner. Diverse le chiavi di lettura degli analisti. Così Dmitry Oreshkin, professore alla Libera Università di Riga: “Si tratta di un’azione dimostrativa. Dopotutto, (Evgenij) Prigozhin avrebbe potuto essere tranquillamente avvelenato e sarebbe morto di infarto, come molti precedenti oppositori di Putin o dei suoi generali. Ma qui ci sono diversi fattori in gioco. In primo luogo, è chiaro che rimuovere solo una persona non è sufficiente, è necessario rimuovere anche i suoi collaboratori -chiave, perché probabilmente essi avevano un piano B, su come comportarsi in caso il capo fosse stato eliminato. E (l'esistenza di) questo piano B probabilmente non andava giù a Vladimir Putin. Quindi l’ideale era eliminarli tutti insieme, cosa che, di fatto, è avvenuta”. 

Tra i presunti morti infatti figura anche il braccio destro di Prigozhin, Dmitri Outkin, un misterioso ex ufficiale dell'intelligence militare russa e comandante operativo di Wagner. Un altro nome è quello di Valéri Tchekalov, che i media russi presentano come responsabile della logistica del gruppo.

Nessuno dei sette passeggeri e dei tre membri dell'equipaggio è sopravvissuto, ma le autorità non hanno ancora annunciato formalmente la morte del leader di Wagner, poiché i corpi non sono stati identificati.

Sui social network, conti vicini alla Wagner suggerivano che fosse stato lanciato un missile terra-aria per spiegare l'incidente. Una vendetta per l''azione di due mesi fa che aveva dimostrato la debolezza delle forze armate regolari russe. Altri suggeriscono che il capo dei mercenari abbia inscenato la sua scomparsa. 

Posso perdonare tutto, ma non il tradimento
Vladimir Putin

Quello che è certo è che al Cremlino le bocche restano cucite e s'ignora se Vladimir Putin dirà qualcosa anche se, settimane fa il presidente russo aveva detto in un'intervista. "Posso perdonare tutto, tranne il tradimento". 

Il 23 e 24 giugno infatti, Yevgeny Prigozhin aveva guidato un ammutinamento contro lo stato maggiore russo e il ministro della difesa Sergei Shoigu, marciando su Mosca, sequestrando un quartier generale militare e abbattendo aerei dell'esercito russo.

Ha interrotto l'azione dopo la mediazione del presidente bielorusso Alexander Lukashenko. L'accordo prevedeva che Prigozhin andasse in esilio in Bielorussia, insieme agli uomini che desideravano seguirlo, e che tutte le accuse sarebbero state ritirate. Ma il capo di Wagner continuava a venire in Russia, anche al Cremlino.

Lunedì sera, è apparso in un video in cui affermava di essere in Africa per “rendere la Russia ancora più grande”. Wagner avrebbe dovuto continuare le sue attività lì, anche se il gruppo aveva lasciato l'Ucraina.

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