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Mea culpa dell'Uruguay sulla dittatura: "Abbiamo ucciso e torturato"

Lo Stato uruguayano si è assunto la responsabilità per l'esecuzione delle cosiddette "ragazze di aprile" e per altri crimini commessi durante la dittatura degli anni '70 e '80
Lo Stato uruguayano si è assunto la responsabilità per l'esecuzione delle cosiddette "ragazze di aprile" e per altri crimini commessi durante la dittatura degli anni '70 e '80 Diritti d'autore  Gastón Mousist / Pexels
Diritti d'autore  Gastón Mousist / Pexels
Di Euronews
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Lo Stato uruguayano si assume ufficialmente la responsabilità l'esecuzione delle 'ragazze di aprile' e altri crimini della sua dittatura. Le tre giovani erano state uccise arbitrariamente dai militari, che volevano reprimere il movimento dei Tupamaros

Lo Stato Uruguayano sulle "ragazze di aprile": "Le abbiamo uccise noi"

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Una cerimonia solenne, per sanare la ferita di una delle pagine più nere della dittatura che ha insanguinato l'Uruguay dal 1973 al 1985. Lo Stato ha ufficialmente riconosciuto la propria responsabilità nell'esecuzione extragiudiziale delle cosiddette "ragazze d'aprile", tre giovani di sinistra tra i 19 e i 21 anni, crivellate di colpi nel 1974 durante un'operazione dei militari per la repressione movimento contestatario di ispirazione marxista dei Tupamaros. 

Assunzione di responsabilità anche per altre due "sparizioni"

La mossa interviene in risposta a un verdetto della Corte interamericana dei diritti umani, che ha condannato l'Uruguay per gli omicidi di Diana Maidanik e Laura Raggio, entrambe studentesse di psicologia, e di Silvia Reyes, incinta al momento della sua esecuzione. La condanna, e l'assunzione di responsabilità ufficializzata da Montevideo, riguardava anche le sparizioni di Luis Eduardo González e Oscar Tassino. Il primo, arrestato e fatto sparire nel dicembre del 1974, aveva 22 anni quando è stato torturato a morte. Il secondo, dipendente di una compagnia elettrica e aderente del partito comunista, ne aveva invece 40 quando, tre anni dopo, è stato ucciso di botte.

Dai Tupamaros ai sindacati: la repressione della giunta uruguayana

Terminata nel 1985, la dittatura militare uruguayana iniziò il 27 giugno 1973, quando l'allora presidente Juan María Bordaberry sciolse il parlamento e affidò i pieni poteri a una giunta militare. Obiettivo iniziale era la repressione del movimento Tupamaros, ma la repressione di scioperi e occupazioni con cui lavoratori e studenti reagirono alle prime mosse della giunta condussero all'imprigionamento e l'uccisione di diversi contestatori e leader sindacali e la messa al bando di partiti e sindacati. Torture, rapimenti ed esecuzioni sommariefurono da allora strumenti ordinari al servizio della repressione. Dati parziali e molto contestati ascrivono ai militari oltre 110 e più di 170 morti forzate, ma è opinione condivisa che cifre reali possano essere molto più consistenti.

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