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Diga di Kakhovka, gravi conseguenze sociali, ambientali ed economiche: 42mila persone a rischio

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Di Michela Morsa
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Secondo il portavoce degli Stati Uniti, John Kirby, potrebbero esserci "molti morti" ancora da individuare. Dalle immagini satellitari, i villaggi e le città sommerse si estendono per almeno 2500 chilometri quadrati

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Sono disastrose le conseguenze dell'attacco di martedì alla diga di Nova Kakhovka, sul fiume Dnipro. Il crollo della struttura, per il quale Mosca e Kiev si incolpano a vicenda, ha provocato l'inondazione di una vasta area della zona di guerra, costringendo all'evacuazione di massa di numerosi villaggi. Ha inoltre messo in pericolo i raccolti e gli animali da allevamento, minacciando le forniture di acqua potabile e le comunicazioni.

I villaggi a rischio inondazioni, il cui picco è previsto per mercoledì, sarebbero almeno un centinaio e 42mila le persone coinvolte. Per il momento non sono state segnalate vittime, ma secondo il portavoce degli Stati Uniti, John Kirby, ci sono probabilmente "molti morti" ancora da individuare

L'inviato delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari, Martin Griffiths, ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza che la rottura della diga "avrà conseguenze gravi e di vasta portata per migliaia di persone nell'Ucraina meridionale, su entrambi i lati della linea del fronte, a causa della perdita di case, cibo, acqua sicura e mezzi di sussistenza". "L'entità della catastrofe sarà pienamente percepita solo nei prossimi giorni", ha dichiarato.

Secondo gli esperti, il problema principale per il futuro della regione sarà la necessità di una massiccia operazione di bonifica per decontaminare i terreni agricoli e i corsi d'acqua.

Danni ed evacuazioni

La diga e la centrale idroelettrica a essa collegata si trovano in un'area controllata da Mosca da oltre un anno ma vicina alla linea del fronte. Per questo entrambe le parti si sono date da fare per salvare i residenti. Autobus, treni e veicoli privati sono stati mobilitati per portare in salvo le persone.

Le immagini satellitari scattate martedì pomeriggio da Maxar Technologies mostrano case e altri edifici sommersi, molti dei quali con il solo tetto in vista. Maxar ha dichiarato che negli oltre 2.500 km quadrati immortalati tra Nova Kakhovka e il Golfo di Dniprovska, a sud-ovest della città di Kherson sul Mar Nero, sono numerose le città e i villaggi sommersi.

Lo zoo di Kazkova Dibrova, sulla riva del fiume in mano ai russi, è stato completamente allagato e tutti i 300 animali ospitati sono morti. A Kherson, a 60 chilometri dalla diga, le persone in fuga hanno dovuto proteggersi anche dai colpi d'artiglieria. Mentre a Nova Kakhovka, alcuni hanno deciso di rimanere, nonostante l'ordine di evacuazione. 

La diga rifornisce d'acqua una vasta area di terreni agricoli del sud dell'Ucraina, compresa la penisola di Crimea occupata dai russi, oltre a raffreddare la centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dai russi.

L'osservatorio nucleare delle Nazioni Unite, in seguito ai controlli dei suoi funzionari, ha dichiarato che l'impianto di Zaporizhzhia non corre per il momento rischi immediati, in quanto dovrebbe avere acqua sufficiente ad alimentare i sistemi di raffreddamento dei reattori per "alcuni mesi" grazie a un bacino separato.

Le accuse

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di "una bomba ambientale di distruzione di massa", continuando ad accusare fermamente Mosca, che avrebbe fatto esplodere la centrale elettrica dall'interno

"Tutto il mondo saprà di questo crimine di guerra russo, il crimine di ecocidio. La distruzione deliberata della diga e di altri impianti di produzione di energia elettrica da parte degli occupanti russi è una bomba ambientale di distruzione di massa", ha detto Zelensky.

"Per il bene della propria sicurezza, il mondo dovrebbe ora dimostrare che la Russia non la passerà liscia con questo terrore", ha aggiunto, dichiarando che i procuratori ucraini si sono già rivolti alla Corte penale internazionale. La Convenzione di Ginevra vieta di colpire le dighe in guerra, a causa del pericolo per i civili. 

Gli Stati Uniti si sono detti incerti sui responsabili, ma il vice ambasciatore americano presso le Nazioni Unite, Robert Wood, ha dichiarato ai giornalisti che non avrebbe senso per l'Ucraina distruggere la diga e danneggiare la propria popolazione.

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