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Fake news, intelligenza artificiale e altro ancora. Le nuove minacce alla libertà di stampa

"Dove la stampa è libera e ogni uomo è in grado di leggere, tutto è al sicuro", Thomas Jefferson
"Dove la stampa è libera e ogni uomo è in grado di leggere, tutto è al sicuro", Thomas Jefferson Diritti d'autore Mark Lennihan/Copyright 2021 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Mark Lennihan/Copyright 2021 The AP. All rights reserved
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il rapporto di Reporters sans frontières per la Giornata mondiale sulla stampa: Norvegia paese più virtuoso, Corea del Nord chiude la classifica, Italia 41esima

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La libertà dei media è in uno stato disastroso in un numero record di paesi, secondo l’ultimo World press freedom index di Reporters sans frontières, diffuso in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa di cui questo mercoledì 3 maggio ricorre il 30esimo anniversario.

Disinformazione, propaganda e intelligenza artificiale minacce crescenti

Secondo l’indice sulla libertà di stampa, la situazione è “molto grave” in 31 Paesi, “difficile” in 42, “problematica” in 55 e “buona” o “soddisfacente” in 52. In altre parole, l'ambiente per il giornalismo è “cattivo” in sette paesi su 10 e soddisfacente solo in tre su 10.

L’aggressività crescente dei governi autocratici – e di altri considerati democratici – unita a “massicce campagne di disinformazione o propaganda” hanno fatto peggiorare la situazione globale. Secondo il rapporto, i rapidi progressi tecnologici stanno consentendo ai governi e agli attori politici di distorcere la realtà. Inoltre, il notevole sviluppo dell'intelligenza artificiale sta provocando ulteriori scompigli nel mondo dei media, che era già stato minato dal Web 2.0

Norvegia al primo posto, Corea del Nord all'ultimo

La Norvegia è al primo posto della classifica per il settimo anno consecutivo. Ma – insolitamente – al secondo posto non vi è un paese nordico, ma l**'Irlanda**, davanti alla Danimarca (in calo di una posizione, al terzo). I Paesi Bassi (sesto) sono saliti di 22 scalini, recuperando la posizione che avevano nel 2021, prima che il reporter di cronaca nera Peter R. de Vries fosse assassinato.

Ci sono cambiamenti anche nella parte bassa della classifica. Gli ultimi tre posti sono occupati esclusivamente da paesi asiatici: il Vietnam (178esimo), che ha quasi completato la sua caccia a giornalisti e commentatori indipendenti; la Cina (179esimo), il più grande carceriere di giornalisti al mondo e megafono di contenuti di propaganda; e, senza grande sorpresa, la Corea del Nord (180esimo).

Italia al 41esimo posto

Secondo il rapporto, la libertà di stampa in Italia continua a essere minacciata dalla criminalità organizzata, in particolare nel sud del Paese, oltre che da vari gruppi estremisti violenti. Fattori notevolmente aumentati durante la pandemia e che continuano a ostacolare il lavoro dei professionisti dell'informazione, soprattutto durante le manifestazioni.

La 30esima Giornata per la libertà di stampa

La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata istituita per ricordare ai governi il loro dovere di difendere la libertà di espressione. L'indagine valuta lo stato dei media in 180 paesi e territori, esaminando la capacità dei giornalisti di pubblicare notizie di interesse pubblico senza interferenze e minacce alla propria incolumità.

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