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Proteste durante l'ultima assemblea degli azionisti di Credit Suisse: i dirigenti si scusano

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Image Diritti d'autore Michael Buholzer/' KEYSTONE / MICHAEL BUHOLZER
Diritti d'autore Michael Buholzer/' KEYSTONE / MICHAEL BUHOLZER
Di Michela Morsa
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Il presidente della banca, Alex Lehmann, si è scusato con gli azionisti, ribadendo che l'unica possibilità per evitare il fallimento era un'operazione di salvataggio

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Indignazione e lacrime durante l'ultima assemblea degli azionisti del Credit Suisse come entità indipendente. Decine di azionisti hanno protestato animatamente contro i dirigenti della banca svizzera per gli anni di malagestione, scandali e occultamenti che hanno lasciato la società sull'orlo del fallimento e portato all'acquisizione della banca da parte della rivale Ubs. Un accordo imposto senza il voto degli stessi azionisti

Di tutta risposta, i dirigenti si sono scusati e hanno insistito sul fatto che l'unica strada percorribile per la banca è un'operazione di salvataggio. Alex Lehmann, che è diventato presidente di Credit Suisse solo l'anno scorso, dopo essere passato alla banca da Ubs nel 2021, ha denunciato i "massicci deflussi" di fondi dei clienti in ottobre e la "spirale negativa" che è culminata il mese scorso, quando la crisi bancaria statunitense ha innescato turbolenze finanziarie a livello globale. 

"La banca non poteva essere salvata e si prospettavano solo due opzioni: un accordo o il fallimento", ha detto Lehmann. "Abbiamo impiegato tutte le nostre energie e capacità per risollevare la banca. Il fatto che i tempi non fossero maturi e che quelle settimane fatali di marzo abbiano vanificato i nostri piani mi addolora e per questo sono davvero dispiaciuto".

"L'amarezza, la rabbia e lo shock di coloro che sono delusi, sopraffatti e colpiti dagli sviluppi delle ultime settimane sono palpabili", ha continuato Lehmann. "Mi scuso per non essere più in grado di arginare la perdita di fiducia accumulata negli anni e per avervi deluso".

Una magraconsolazione per chi ha visto evaporare il valore delle proprie azioni. Scandali, decisioni sbagliate e una dubbia gestione del rischio non hanno solo rovinato la reputazione della banca, lunga 167 anni: le sue azioni hanno perso più del 90% del loro valore negli ultimi 5 anni.

Nonostante le preoccupazioni esposte, dal ruolo della Svizzera nella finanza globale all'impatto ambientale, fino ai risparmi pensionistici azzerati, gli azionisti hanno approvato con una maggioranza risicata un piano di remunerazione per l'anno scorso che pagherà milioni ai dirigenti e ai membri del Consiglio di amministrazione. Gli investitori hanno anche rieletto i membri del Cda che guideranno la banca nelle braccia di UBS.

Le proteste degli azionisti

In un'atmosfera perlopiù educata, anche se a tratti chiassosa, emotiva, arrabbiata e persino umoristica, azionisti e dipendenti hanno espresso le loro rimostranze nei confronti dei dirigenti. 

Il fallimento della banca è stato un processo lungo anni e i "contestatori" hanno attribuito la colpa a una miscela di manager avidi, autorità di regolamentazione ignare o impotenti, funzionari governativi addormentati e pressioni internazionali per ottenere profitti e stabilità dei mercati finanziari. Nel mirino degli azionisti anche la finanza statunitense e il suo bullismo. 

Salendo su un podio, un azionista ha criticato la "mania dei bonus", un altro ancora ha tenuto in mano delle noci come oggetti di scena, dicendo: "Un sacchetto di queste vale circa un'azione". Un giovane investitore si è tolto la camicia per rivelare una maglietta con le parole "Stop the Swindle" scritte in rosso. L'azionista Guido Röthlisberger ha detto di aver indossato una cravatta rossa "per rappresentare il fatto che io e molti altri oggi vediamo rosso".

Intanto, all'esterno dell'arena di hockey di Zurigo che ospitava l'assembleasi sono radunati una ventina di manifestanti per protestare. Tra loro, alcuni issavano una barca mozzata con la scritta "Crisi Suisse". 

La frettolosa acquisizione

I funzionari del governo svizzero hanno orchestrato in fretta e furia l'acquisizione da 3,25 miliardi di dollari di Credit Suisse da parte dell'UBS due settimane fa, dopo che le azioni di Credit Suisse erano crollate e i clienti avevano rapidamente ritirato i loro soldi. 

I leader politici, le autorità di regolamentazione finanziaria e la banca centrale temevano che una Credit Suisse traballante avrebbe potuto causare un ulteriore crisi dei mercati finanziari globali. 

Gli azionisti non hanno potuto votare sull'accordo dopo che il governo ha approvato un'ordinanza d'emergenza per aggirare il passaggio obbligato. Alcuni sono venuti all'assemblea annuale proprio per ascoltare i manager spiegare cosa è andato storto, stupiti dalla scarsa trasparenza dell'operazione. 

L'ufficio del procuratore generale svizzero ha aperto un'indagine sugli eventi che hanno coinvolto Credit Suisse prima dell'acquisizione da parte di Ubs. I dirigenti sperano che l'operazione si concluda nei prossimi mesi, ma hanno riconosciuto che si tratta di una transazione complessa.

Per gli investitori di Credit Suisse, l'operazione comporterà delle perdite. Gli azionisti riceveranno collettivamente 3 miliardi di franchi (3,3 miliardi di dollari) dalla società combinata, mentre gli investitori che detenevano circa 16 miliardi di franchi (17,3 miliardi di dollari) in obbligazioni a più alto rischio non saranno rimborsati

I regolatori svizzeri, che terranno una conferenza stampa mercoledì, sostengono che i contratti dimostrino che le obbligazioni possono essere svalutate in alcuni casi. Lo studio legale Quinn Emanuel ha dichiarato di essere stato incaricato dagli obbligazionisti di "rappresentarli nelle discussioni con le autorità svizzere e in un eventuale contenzioso per recuperare le perdite".

I risultati dell'assemblea

Axel Lehmann è stato rieletto con il 55,6% come ultimo presidente di Credit Suisse quale gruppo indipendente prima della fusione con Ubs, mentre gli azionisti non hanno approvato la delibera con il compenso per il Consiglio di amministrazione. 

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Rieletti anche tutti i componenti del board che avevano dato laloro disponibilità a rimanere nel Cda e approvata per pochi voti la relazione sulla remunerazione. Bocciata invece una mozione per un'indagine speciale sull'operazione con Ubs. 

Approvato anche il bilancio della banca e la relazione sulla gestione, come pure il compenso aggregato per il board, che verrà pagato pro-rata sulla base del periodo di tempo necessario a chiudere la fusione con Ubs. 

Respinto invece il compenso da destinare nel nuovo mandato al comitato esecutivo mentre la relazione sulla remunerazione del 2022 è passata per un soffio, con il 50,06% dei voti.

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