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La Commissione europea vuole eliminare la povertà nel blocco entro il 2050

Un senzatetto dorme durante una nevicata a Issy les Moulineaux, a ovest di Parigi
Un senzatetto dorme durante una nevicata a Issy les Moulineaux, a ovest di Parigi Diritti d'autore  Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Gregoire Lory & Vincenzo Genovese
Pubblicato il
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Secondo diverse Ong la strategia contro la povertà manca di un budget dedicato e si basa principalmente su raccomandazioni piuttosto che su una legislazione vincolante

La vicepresidente della Commissione europea Roxana Mînzatu ha dichiarato in un’intervista a Euronews mercoledì di voler eliminare la povertà nell’Unione europea entro i prossimi 25 anni.

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Le sue dichiarazioni hanno fatto seguito alla presentazione della prima strategia europea contro la povertà da parte della Commissione, che punta a eliminare la povertà estrema e l’esclusione sociale entro il 2050 attraverso raccomandazioni non vincolanti e linee guida di buone pratiche rivolte agli Stati membri.

Le statistiche nel blocco sono allarmanti: circa 92,7 milioni di persone sono oggi a rischio di povertà o esclusione sociale nei 27 Paesi dell'Ue. Quasi un europeo su cinque.

Mînzatu ha riconosciuto che l'obiettivo della strategia è molto ambizioso, osservando che l'Ue è ancora lontana dal raggiungere l'obiettivo del 2030 di far uscire dalla povertà almeno 15 milioni di persone. "Siamo riusciti ad aiutare solo circa 3,7 milioni di europei", ha dichiarato.

Anche la crisi energetica dovuta al conflitto in Medio Oriente è destinata a gravare economicamente sulle famiglie, con un impatto significativo sulle bollette e sul costo della vita. "Il numero [di persone a rischio di povertà] potrebbe diventare più alto in pochi mesi", ha detto Mînzatu.

La strategia dell'Ue contro la povertà si concentra su diversi aspetti. Dall'aiuto ai bambini delle famiglie svantaggiate all'espansione degli alloggi sociali e a prezzi accessibili.

Tuttavia, il piano non prevede un budget dedicato per la sua attuazione. La Commissione ritiene che l'Ue disponga già di fondi significativi per contrastare la povertà, come i 50,2 miliardi di euro del Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+) destinati all’inclusione sociale e alla lotta contro la deprivazione materiale, oltre ai 100 miliardi di euro previsti per le politiche sociali nel prossimo bilancio pluriennale europeo.

Tra gli obiettivi principali della strategia figurano il rafforzamento del programma dell'Ue destinato ad aiutare le famiglie, il sostegno ai disoccupati per trovare un lavoro e il miglioramento del sostegno ai cittadini più anziani attraverso pensioni adeguate.

Ad esempio, la Commissione sperimenterà in alcuni Paesi la "carta di garanzia per l'infanzia", uno strumento digitale che consentirà ai governi di rintracciare i bambini in difficoltà e di offrire loro servizi gratuiti.

"Se un bambino in una situazione precaria ha bisogno di cure mediche, di assistenza odontoiatrica, ad esempio, dobbiamo saperlo e fare tutto il necessario affinché riceva questo sostegno", ha detto Mînzatu.

Affrontare la questione delle persone senza fissa dimora è un'altra delle priorità chiave indicate nella strategia. "Raccomandiamo agli Stati membri [...] di prevenire l'esclusione abitativa, ad esempio attraverso sistemi di allerta precoce, consulenza sul debito, in modo da evitare situazioni in cui le persone vengono sfrattate", ha detto Mînzatu.

La vicepresidente della Commissione ha sottolineato anche la necessità di rendere gli affitti a lungo termine più attraenti di quelli a breve termine per i proprietari.

Tuttavia, secondo Ong come Caritas Europa, l'assenza di proposte legislative concrete nella strategia rischia di lasciare gli obiettivi più ambiziosi senza gli strumenti necessari per raggiungerli.

La rete di organizzazioni che promuovono la giustizia sociale ha accolto con favore il piano antipovertà dell'Ue. Lo ha però criticato per la mancata inclusione di misure come la proposta di proteggere i cittadini "mobili", ossia che si spostano all'interno del blocco, che sono esclusi dalla protezione sociale sia nel Paese di origine che in quello di residenza.

Mercoledì la Commissione ha anche presentato una revisione della sua strategia per promuovere l'inclusione delle persone con disabilità, che rappresentano circa 90 milioni di individui in tutta l'Ue.

La strategia prevede l'introduzione completa e la digitalizzazione di alcune iniziative come la tessera europea per i disabili e la tessera europea per il parcheggio, per consentire alle persone di godere degli stessi diritti in tutti i 27 Paesi.

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