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Al cospetto del risentimento dei francesi, quale via d'uscita dalla crisi per il presidente Macron?

French President Emmanuel Macron attends a ceremony in tribute to French GIGN gendarme Marechal des Logis-Chef Arnaud Blanc -
French President Emmanuel Macron attends a ceremony in tribute to French GIGN gendarme Marechal des Logis-Chef Arnaud Blanc - Diritti d'autore Ludovic Marin/AP
Diritti d'autore Ludovic Marin/AP
Di Redazione italiana
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Manifestazioni e scioperi continuano e si fanno sempre più radicati in tutto il Paese

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Dopo oltre due mesi di protesta sociale, l'inflessibilità di Emmanuel Macron sulla riforma delle pensioni si sta scontrando con una crescente protesta.

Mentre i sindacati stanno organizzando un'undicesima giornata di azione giovedì prossimo, il governo li ha invitati a Matignon all'inizio di questa settimana. 

Un "cambio di strategia" del governo secondo Bruno Palier, direttore della ricerca del CNRS: "La sfida di questo incontro è molto importante - dice - spetta al governo dimostrare che sta aprendo ancora una volta la porta al confronto con le parti sociali". 

Il desiderio di rinnovare il dialogo può davvero riuscire e placare la rabbia sociale? Niente è certo. 

Sinora il potere è stato inflessibile: non si tratta di tornare indietro sul provvedimento faro della riforma, l'innalzamento dell'età pensionabile da 62 a 64 anni.

Un dialogo tra sordi?

"C'è un malinteso in vista di questo incontro, visto che Emmanuel Macron e il governo fanno sapere che la decisione sulle pensioni è stata presa e non sarà discussa, mentre i sindacati è su questo che vogliono discutere", sottolinea il politologo.

Il presidente francese scommette su un rallentamento del movimento sociale che entra ormai nel suo terzo mese, ma secondo Bruno Palier, mentre il governo persiste, l'opposizione dei francesi continua a crescere. 

Il Consiglio costituzionale come arbitro

Occhi puntati anche sul Consiglio costituzionale, che deciderà il 14 aprile sulla conformità alla Costituzione di un testo adottato in Parlamento, senza votazione attraverso l'articolo 49.3. 

Nessuno può presumere la decisione dei giudici, ma il rischio di censura totale è molto basso, secondo gli specialisti.

E questo episodio potrebbe aumentare ulteriormente le tensioni: "Ogni volta che le cose sono andate contro l'opinione pubblica, che è contraria al 70% a questa riforma, c'è stata una reazione ancora più forte di prima -  considera Bruno Palier - quindi possiamo immaginare che una censura parziale o addirittura nessuna censura da parte del Consiglio costituzionale, possa riattivare l'opposizione alla riforma, invece di eliminarla".

Quest'ultimo mette in guardia sullo sbocco politico per la Francia: "Se tutto va come vuole il governo, vale a dire che la riforma passerà, è chiaro che alle prossime elezioni Rassemblement National si accaparrerà molti voti: questi sono meccanismi politici che conosciamo bene a livello europeo, sono i sondaggi a dimostrarlo”.

L'estrema destra in aumento nei sondaggi

Proprio secondo un sondaggio condotto una settimana dopo il passaggio del 49.3, in caso di elezioni legislative il Rassemblement National guadagnerebbe cinque punti nelle intenzioni di voto, mentre il partito presidenziale registrerebbe un calo equivalente (sondaggio Ifop-Fiducial del 27 marzo 2023).

Per quanto riguarda l'indice di gradimento di Emmanuel Macron, è al minimo dalla sua rielezione: in un mese è sceso di 4 punti, al 26% (sondaggio Kantar Public - Epoka per la rivista Le Figaro).

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