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Referendum sulla neutralità climatica, a Berlino non raggiunto il quorum

La campagna green con i manifesti a Berlino
La campagna green con i manifesti a Berlino Diritti d'autore JOHN MACDOUGALL/AFP or licensors
Diritti d'autore JOHN MACDOUGALL/AFP or licensors
Di Euronews
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Slitta l'obiettivo di ridurre le emissioni entro il 2030, meno del 25% degli elettori si è presentato ai seggi. Ma gli ambientalisti non mollano

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Resta grigio il cielo sopra Berlino. La mobilitazione non basta, l'obiettivo verde si allontana per 150mila voti mancanti nell'urna. Nella capitale tedesca non è stato raggiunto il quorum al referendum sulla neutralità climatica: quasi il 51 per cento degli elettori ha sostenuto la proposta, ma meno del 25 per cento degli aventi diritto (2,4 milioni di residenti, in totale) è andato ai seggi, complice la pioggia nel fine settimana.

Salta dunque il piano per anticipare al 2030, di 15 anni sul cronoprogramma, la riduzione delle emissioni di carbonio in città, prevedendo l'installazione di più pompe di calore nelle case, l'isolamento degli edifici, la diminuzione di viaggi in auto e del numero di auto a benzina e diesel in circolazione. Azioni caldeggiate soprattutto dai giovani, ma sostenute anche dalla Commissione europea che ha annunciato finanziamenti specifici per favorire almeno una parziale svolta green, in anticipo. Capitali come Parigi, Stoccolma, Roma e Helsinki hanno aderito. Copenaghen ha promesso di riuscirci persino prima, nel 2025.

Incassata la sconfitta, gli ambientalisti non mollano e promettono di continuare a portare avanti una campagna "porta a porta", di partecipazione dal basso, come ha già spiegato nel corso delle ultime manifestazioni Jessamine Davis, portavoce di Climate New Start Berlin. Resta in campo la rete di Fridays for future con Greta Thunberg, cui si aggiunge l'endorsement convinto e pesante della Linke. ConKatja Kipping, senatrice con funzione di ministro del Sociale nel governo del municipio, nonché ex segretaria nazionale del partito. Ma il partito conservatore, l'Unione Cristiano Democratica,   dovrebbe presto guidare il Comune e si è già detto contrario alla proposta, sostenendo che i tempi sono troppo stretti e il prezzo troppo alto, anche se il problema va affrontato con maxi-interventi economici.

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