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Francia, il giorno delle mozioni di sfiducia. Governo Macron in crisi per la riforma delle pensioni

Proteste in Francia
Proteste in Francia Diritti d'autore Lewis Joly/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Lewis Joly/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Debora Gandini
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Le due mozioni di sfiducia al governo presentate all'Assemblea Nazionale francese dovrebbero essere esaminate in giornata a partire dalle 16. Nel caso in cui anche una sola delle due fosse approvata, l'esecutivo dovrà dimettersi e la contestata riforma non sarà più legge

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La Francia è in rivolta per la riforma delle pensioni e il Presidente Emmanuel Macron rischia grosso. Le due mozioni di sfiducia al governo presentate all'Assemblea Nazionale francese dovrebbero essere esaminate in giornata a partire dalle 16. Nel caso in cui anche una sola delle due fosse approvata, l'esecutivo dovrà dimettersi e la contestata riforma non sarà più legge. 

La rabbia di piazza in tutta la Francia è per l'adozione della riforma che innalza l'età pensionabile da 62 a 64 anni.

La premier Elisabeth Borne e i suoi ministri sono in bilico. L’ago della bilancia in queste votazioni saranno i deputati Repubblicani. Alcuni hanno già annunciato che voteranno a favore della sfiducia, in quanto contrari alla riforma o non contenti del ricorso all'articolo 49 comma 3 della Costituzione per approvarla, che ha privato l'Assemblea Nazionale della possibilità di esprimersi sul testo.

La sfacciata mossa di Macron di forzare l'approvazione di un disegno di legge ha fatto infuriare, non solo i francesi, ma anche l'opposizione. Da quando è diventato presidente nel 2017, è stato spesso accusato di arroganza. Percepito come "il presidente dei ricchi", ha suscitato polemiche e risentimenti per aver detto a un disoccupato che aveva solo bisogno di "attraversare la strada" per trovare lavoro e suggerendo che alcuni lavoratori francesi erano "pigri". Al momento gli unici vincitori sono la leader di estrema destra Marine Le Pen e il suo partito e i sindacati francesi. Le Pen è arrivata secondo dietro a Macron nelle ultime due elezioni presidenziali.

Cosa cambia per i francesi

La riforma renderà il sistema pensionistico più rigido di quello italiano specialmente dal punto di vista dell'entità dell'assegno mensile. I francesi potranno andare in pensione a 64 anni, ma con una forte penalizzazione economica, mentre solo arrivando a 65 anni e 40 anni di contributi sarà possibile ottenere la contribuzione piena.

Senza contare che punta anche a incentivare economicamente, chi deciderà di restare nel mercato del lavoro oltre i 64-65 anni. Un altro punto che ha fatto infuriare tutta la popolazione e la sinistra in Parlamento. Secondo l’opposizione di sinistra (particolarmente dura la posizione di Jean-Luc Mélenchon di "La France Insoumise") e i sindacati questo meccanismo favorisce i colletti bianchi, i top manager e chi svolge mestieri poco faticosi, non alienanti e usuranti.

Il leader del partito socialista, Olivier Faure, denuncia i "capricci" del presidente Macron: “Quando un presidente non ha una maggioranza nel Paese, non ha una maggioranza all'Assemblea Nazionale, deve ritirare il suo progetto. L'Eliseo non è un parco per accogliere i capricci del presidente".

Le Maire: non "ci sarà una maggioranza per far cadere l'esecutivo"

Per il ministro dell'Economia Bruno Le Maire, il governo non è destinato a cadere. Dopo la presentazione delle mozioni di sfiducia, parlando a Le Parisien, il ministro ha detto di non credere che "ci sarà una maggioranza per far cadere l'esecutivo". "La riforma delle pensioni vale, sì o no, la caduta del governo e il caos politico? La risposta è nettamente no", ha spiegato invitando "tutti" ad "assumersi le proprie responsabilità" durante il voto delle due mozioni, che avverrà lunedì.

"Speriamo che i Repubblicani ritrovino il senno", ha affermato, salutando il "coraggio" e la "coerenza" di alcuni parlamentari 'Republicains' mentre "altri hanno perso l'orientamento".

Tensione e scontri a Parigi, Bordeaux, Lione

Intanto è stato un week end di scontri e proteste in tutta la Francia. Centinaia di migliaia di persone hanno continuato a manifestare, con scontri e fermi.

Cariche della polizia a Parigi, nel 13 arrondissement con un bilancio, che sembra ancora parziale. Almeno 120 le persone arrestate, come hanno dichiarato fonti di polizia. Un piccolo gruppo di manifestanti avrebbe dovuto riunirsi alla manifestazione del sindacato regionale CGT Ile-de-France a Place d'Italie. Poi il numero è cresciuto fino a circa 4.000 persone, dato che i manifestanti che avrebbero dovuto partecipare alla manifestazione di Place de la Concorde, infine vietata dalla prefettura di polizia, si sono recati lì.

Più tardi gli scontri sono degenerati con cassonetti della spazzatura incendiati e vetrine dei cartelloni pubblicitari e delle pensiline degli autobus distrutti.

A Bordeaux, cassonetti della spazzatura sono stati bruciati in una via del centro cittadino, mentre a Lione la presenza di “gruppi ostili” ha costretto la polizia a disperdere una manifestazione e sette persone sono state arrestate. Disordini e scontri anche a Nantes dove dove circa 6.000 persone sono scese in piazza e in alcuni punti hanno eretto barricate dando alle fiamme cassonetti ed altri oggetti. A Rennes un migliaio di persone sono rimaste bloccate in un centro commerciale dopo che una manifestazione studentesca ha tentato di fare irruzione nel complesso.

Più tardi gli scontri sono degenerati con cassonetti della spazzatura incendiati e vetrine dei cartelloni pubblicitari e delle pensiline degli autobus distrutti.

Diritti d'autore AP Photo/Lewis Joly
Proteste in FranciaDiritti d'autore AP Photo/Lewis Joly

Un nuovo movimento in stile "Gilet Gialli"?

Forse si sta ricreando un ambiente simile a quello del movimento dei "Gilet Gialli" del 2018, che si concluse con una rivolta nazionale a causa del malcontento sociale degli abitanti soprattutto delle zone rurali e delle periferie delle grandi città. Sabato sera si sono verificati numerosi scontri tra manifestanti e polizia, intervenuta intorno alle 20, con le brigate motorizzate BRAV-M per la repressione delle azioni violente, utilizzando gas lacrimogeni.

Blocchi alle attività

Alle proteste di piazza si sono aggiunti i i blocchi parziali organizzati dai sindacati, che hanno "pilotato" già decine di manifestazioni prima della discussa approvazione della riforma delle pensioni. Il sindacato CGT, il più potente di Francia, ha avvertito che almeno due raffinerie di petrolio potrebbero essere chiuse già a partire da lunedì 20 marzo.

I treni, le raffinerie, il settore del gas e la raccolta dei rifiuti, tra gli altri, ne sono stati colpiti e uno degli esempi più rilevanti è lo sciopero dei servizi di nettezza urbana a Parigi, che dura da quasi due settimane, e che ha provocato migliaia di tonnellate di rifiuti sparsi sui marciapiedi della "Ville Lumiére".

Risorse addizionali per questo articolo • Agenzie Internazionali, ANSA

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