Nel mondo ci sono meno armi, ma in Europa non è così

Chi sono i Paesi che esportano più armi nel mondo?
Chi sono i Paesi che esportano più armi nel mondo? Diritti d'autore Vadim Ghirda/The AP
Di Gianluca Martucci
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La pacifica #Europa ha importato il 47% di armi in più negli ultimi cinque anni rispetto al quinquennio precedente. Come la guerra in Ucraina ha ribaltato gli equilibri

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In Europa è ufficialmente corsa al riarmo. Negli ultimi anni ilcalo del mercato internazionale delle armi era diventato la nuova normalità, ma non è stato il caso dell'Europa dove l'aumento delle importazioni di armamenti è stato dovuto in gran parte "a causa delle tensioni tra la maggior parte dei Paesi del vecchio continente e la Russia". Lo rileva un nuovo rapporto dell'Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI).

Lo studio mostra un aumento del 47% delle importazioni di armi in Europa nel periodo 2018-2022 rispetto al quinquennio 2013-17. Una tendenza contrapposta al calo del 5,1% osservato nel mercato internazionale.

Con l'invasione russa dell'Ucraina il fenomeno si è accentuato ulteriormente.

Quali Paesi esportano più armi?

La Russia è stata negli ultimi quarant'anni di gran lunga il secondo esportatore di armi dopo gli Stati Uniti, ma ha visto la sua quota del mercato globale scendere al 16%. La segue la Francia con una percentuale l'11% in crescita negli anni.

Siemon T. Wezeman, ricercatore senior presso l'Arms Transfer Programme del SIPRI, ha detto che "l'invasione dell'Ucraina probabilmente limiterà ulteriormente le esportazioni di armi della Russia", che "darà priorità al rifornimento delle proprie forze armate". Le consegne verso la Russia da parte di altri Stati "rimarranno ridotte a causa delle sanzioni", ha aggiunto Wezeman.

Per Parigi, invece, il mercato va di bene in meglio: rispetto al periodo 2013-17, negli ultimi cinque anni la Francia ha registrato un aumento delle esportazioni del 44%. La maggior parte delle armi va in Asia. Citandone uno dei Paesi più forniti dalla Francia, l'India rappresenta il 30% delle esportazioni delle armi prodotte nell'esagono. Anche altri Stati dell'Oceania e del Medio Oriente attingono all'arsenale francese.

La sete di armi in Ucraina e la schizofrenia transatlantica

Non è una sorpresa che l'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022 abbia completamente ribaltato lo scenario: dal 1991 alla fine del 2021 Kiev non aveva praticamente importato armi pesanti, ma dall'inizio della guerra è diventata il terzo importatore mondiale (dopo Qatar e India). Un risultato, in particolare, degli aiuti militari forniti dagli Stati Uniti e da molti Paesi europei.

Da parte loro i membri europei della Nato hanno offerto assistenza a Kiev, ma hanno anche rafforzato i propri arsenali per rispondere alla minaccia proveniente dalla Russia. Le importazioni di armi da parte dei Paesi europei che fanno parte della Nato hanno registrato un aumento del 65% (nel periodo 2018-22 rispetto al lustro precedente). La maggior parte delle armi usate contro la Russia però proveniva dagli Stati Uniti.

"Armi all'avanguardia" per il Medio Oriente

Nel Medio Oriente invece gli arsenali hanno subito un forte rinnovamento. Tra il 2018 e il 2022, Arabia Saudita e Qatar sono stati rispettivamente il secondo e il terzo importatore di armi al mondo (nel caso del Qatar, le importazioni sono aumentate del 311% rispetto ai cinque anni precedenti).

Chi ha armato la regione? Stati Uniti in primis (54%), seguiti da Francia (12%), Russia (8,6%) e Italia (8,4%). Le voci nella lista della spesa dicono che in questa parte del globo sono stati consegnati 260 moderni jet da combattimento, 516 nuovi carri armati e 13 fregate di ultima generazione.

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