Sabotaggio del gasdotto Nord Stream: spunta la pista ucraina

Le esplosioni nel gasdotto Nord Strem
Le esplosioni nel gasdotto Nord Strem Diritti d'autore AP/AP
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Di Euronews
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Secondo l'intelligence e gli investigatori tedeschi le esplosioni al Nord Stream sarebbero opera di un commando ucraino. Kiev: "Teoria del complotto"

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Secondo fonti di intelligence, il sabotaggio del gasdotto Nord Stream, avvenuto lo scorso settembre, sarebbe opera di un gruppo pro Ucraina.
L'attentato è avvenuto in acque internazionali nel Mar Baltico, vicino all'isola danese di Bornholm. 

Anche gli investigatori tedeschi sono arrivati alla stessa conclusione.
Il sabotaggio sarebbe stato compiuto con l’aiuto di uno yacht noleggiato da una società con sede in Polonia, appartemente a due cittadini ucraini. 

Il gruppo dei sabotatori, verosimilmente composto da 6 persone, avrebbe utilizzato passaporti falsi, che sarebbero serviti per noleggiare la barca.
In un tweet il consigliere del presidente ucraino Zelensky Mykhailo Podolyak ha liquidato la notizia, bollandola come teoria del complotto.

La causa esatta delle esplosioni di settembre che hanno danneggiato il gasdotto non è accertata, ma è opinione diffusa che sia stato attaccato. 

La Nato e i partner occidentali dell'Ucraina hanno espresso il sospetto che la Russia sia da ritenersi responsabile nonostante già in autunno un servizio d'intelligence abbia avanzato l'ipotesi del commando ucraino. 

Mosca accusa a sua volta l'Occidente e chiede un'indagine internazionale al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

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