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Sabotaggio di Nord Stream: tracce di esplosivo trovate su uno yacht

In questa immagine fornita dalla Guardia Costiera svedese si vede una perdita dal Nord Stream 2, il 28 settembre 2022.
In questa immagine fornita dalla Guardia Costiera svedese si vede una perdita dal Nord Stream 2, il 28 settembre 2022. Diritti d'autore AP/AP
Diritti d'autore AP/AP
Di Euronews - Edizione italiana: Cristiano Tassinari Agenzie:  AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il mistero circonda ancora i responsabili dell'esplosione che, a settembre 2022, ha messo fuori uso il gasdotto Nord Stream, nel Mar Baltico. Mosca accusa Washington e Kiev, che a loro volta puntano il dito contro la Russia. Ma le ultime indagini e scoperte alimentano ulteriori dubbi

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Tracce di esplosivo sono state trovate in campioni prelevati da uno yacht nell'ambito di un'indagine sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream dello scorso anno.

Gli investigatori tedeschi che indagano sull'attacco del 26 settembre 2022 hanno dichiarato che, martedì scorso, sono state trovate "tracce di esplosivo sottomarino nei campioni prelevati dall'imbarcazione".

In seguito alle esplosioni, ingenti quantità di gas si riversarono nel Mar Baltico a causa di tre perdite distinte nei gasdotti Nord Stream 1 e 2, in acque terroriali danesi, svedesi e tedesche: Danimarca, Svezia e Germania sono i tre Paesi maggiormente coinvolti da questa vicenda di "sabotaggio internazionale" ancora avvolta dal mistero.

Il Ministero degli Esteri danese ha twittato una lettera, inviata dagli ambasciatori di Germania, Svezia e Danimarca al Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con le informazioni sulle attività investigative svolte finora.

In una sezione della lettera, che illustra le scoperte del team di investigatori tedeschi, si legge che la rotta precisa della barca a vela non è ancora stata stabilita in modo definitivo.

Inoltre, l'indagine non ha ancora stabilito chi siano i responsabili e se sia direttamente coinvolto uno Stato.

Un documentario parla di "navi fantasma" russe

Nell'ultimo episodio di una serie-documentario dal titolo ''Putin's Shadow War'' si affermava, già qualche mese fa, che ci sono stati movimenti sospetti di navi russe, che potrebbero aver eseguito operazioni subacquee vicino al luogo dell'esplosione.

Il documentario televisivo - prodotto da quattro emittenti nordiche (di Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia) - non sostiene che Mosca sia dietro l'esplosione, ma pone domande sull'insolita attività della Marina russa, proprio in quelle zone, proprio in quei giorni.

Nel documentario si nota che le cosiddette "navi fantasma" russe, tra cui una nave da ricerca, un rimorchiatore e una terza nave militare, sono rimaste nella zona dell'esplosione per diverse ore, in un caso quasi un giorno intero.

**Uno yacht partito da Rostock?

**

A marzo, gli inquirenti della Procura tedesca che indagano sull'accaduto hanno espresso cautela riguardo alle notizie riportate dai media, secondo cui - viceversa < sarebbe un gruppo filo-ucraino ad essere coinvolto nel sabotaggio.

I media tedeschi hanno riferito che cinque uomini e una donna hanno utilizzato - per compiere l'attacco - uno yacht noleggiato da una società ucraina in Polonia. La "missione" sarebbe partita dal porto tedesco di Rostock.

I procuratori federali tedeschi hanno rifiutato di commentare direttamente questa accusa. Hanno, però, confermato che un'imbarcazione è stata perquisita già a gennaio, sospettando che potesse essere stata usata per trasportare proprio gli ordigni esplosivi utilizzati per far saltare gli oleodotti Nord Stream, avvalorando la tesi del sabotaggio.

"A questo punto delle indagini, non è possibile stabilire in modo affidabile l'identità degli autori e le loro motivazioni, in particolare per quanto riguarda la questione se l'incidente sia stato pilotato da uno Stato o da un gruppo legato ad un apparato statale", si legge nella lettera del Ministero degli Esteri danese.

Le esplosioni sottomarine hanno distrutto parte del gasdotto Nord Stream 1, che - fino a quando la Russia non ha interrotto le forniture alla fine di agosto - era la principale via di approvvigionamento di gas per la Germania.

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Il sospetto sabotaggio ha danneggiato anche il gasdotto Nord Stream 2, che non è mai entrato in servizio, poiché la Germania ha sospeso il processo di certificazione poco prima che la Russia invadesse l'Ucraina, il 24 febbraio 2022.

Euronews racconta

Le prime ipotesi a "caldo" dopo le esplosioni al gasdotto Nord Stream
27.9.2022

L'Unione europea accusò subito Mosca di sabotaggio

L'Unione europea, inizialmente, definì l'atto "deliberato", accusando Mosca di manipolare il gas fornito come ritorsione per le sanzioni occidentali subite in seguito alla guerra.

"Qualsiasi interruzione deliberata di un'infrastruttura energetica europea attiva è inaccettabile e porterà alla risposta più forte possibile", dichiarò la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all'indomani dell'esplosione.

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I gasdotti sono stati a lungo oggetto di critiche da parte degli Stati Uniti e di alcuni loro alleati, che hanno sempre avvertito come essi rappresentassero un rischio per la sicurezza energetica dell'Europa, aumentando la dipendenza dal gas russo.
Come si è puntualmente verificato.

**Scambio di accuse

**

Il presidente Vladimir Putin e i funzionari russi hanno accusato gli Stati Uniti di aver organizzato l'esplosione dei gasdotti, che hanno definito come "un attacco terroristico".

L'Ucraina, da parte sua, ha respinto l'ipotesi che possa aver ordinato e organizzato l'attacco.

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I Paesi che stanno indagando sulle esplosioni ai gasdotti Nord Stream - in particolare Germania e Danimarca - non hanno commentato gli ultimi avvenimenti, nè indicano possibili responsabili.

"Tutte le informazioni per chiarire la questione saranno perseguite durante le indagini in corso", si legge nella lettera del Ministero degli Esteri danese.

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