Turchia, macerie e disperazione a un mese dal terremoto

Tendopoli in Turchia
Tendopoli in Turchia Diritti d'autore Hussein Malla/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Debora Gandini
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Milioni gli sfollati che vivono in container in Turchia e Siria. Il terremoto ha colpito 14 milioni di persone, un sesto della popolazione turca. Di questi, oltre tre milioni hanno dovuto lasciare le zone colpite

PUBBLICITÀ

Ancora macerie e disperazione nelle zone della Turchia colpite un mese fa dal devastante terremoto descritto dall'OMS come "il peggior disastro naturale in Europa nell’ultimo secolo".

Il cuore storico di Antakya è completamente distrutto. Rimangono solo rovine. Rafet Yavrum è il muhtar, il capo villaggio. Tanti residenti sono fuggiti ma lui non vuole andarsene. Dorme in una tenda in un parco da tre settimane: “Nedim Kavlak è morto, anche il dottore, sua moglie e i suoi figli sono morti. Tutti loro, tutti loro sono morti. non sono in grado di parlare. Resto qui, non me ne vado".

Il terremoto ha colpito 14 milioni di persone, un sesto della popolazione della Turchia. Di questi, oltre tre milioni hanno dovuto lasciare le zone colpite, secondo il presidente Recep Tayyip Erdogan. Quasi due milioni di persone vivono attualmente in tende o container.

Nurbagi, in provincia di Ganziantep, è diventata una specie di città container per accogliere i sopravvissuti. "Non c'è molto spazio ma dovremo accontentarci dice una donna.

Il terremoto di magnitudo 7,8, seguito nove ore dopo da un altro terremoto di magnitudo 7,6, ha fatto oltre 46.000 morti. Più di 100 mila i feriti solo in Turchia. Senza contare le 6.000 vittime n Siria e i 200 mila edifici crollati.

Oltre 600 gli indagati

Più di 600 persone sono indagate in Turchia per il crollo degli edifici durante i terremoti di questo mese. Secondo il Ministro della Giustizia turco, sono già 184 gli appaltatori e i proprietari di edifici già in carcere e in attesa di giudizio.

Circa due milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case, distrutte o danneggiate dalle scosse di quasi tre settimane fa. Le squadre lavorano tuttora per demolire e rimuovere le macerie. Shukran Iyisoylu risiede a Diyarbakir. La donna ci dice di non essere più riuscita a entrare all'interno della sua abitazione: "Tutte le cose importanti e di valore sono rimaste all'interno delle case. Tutti hanno oggetti di valore rimasti dentro. Loro [il governo] non ci hanno permesso di tirare fuori un solo ago".

Anche Abdullah Karim vive a Diyarbakir: "Beni e oggetti del valore di 500-600.000 lire (25.000- 30.000 euro) sono rimasti all'interno della nostra casa".

Il governo ha dichiarato che 1milione e 300mila edifici sono già stati ispezionati.

Il dato, approssimato per difetto, parla di 173.000 proprietà già crollate o così gravemente danneggiate da dover essere demolite immediatamente.

Sfollati, scarsa igiene e siriani che tornano a casa

Oltre un milione e mezzo di sfollati nel sud-est della Turchia sono temporaneamente ospitati nelle circa 300.000 tende allestite per dare riparo a chi ha perso la casa o non ci può più entrare perché è irreparabilmente danneggiata.

Ma le condizioni igieniche non sono certo le migliori.

Molte delle persone sfollate dai terremoti non hanno fatto la doccia nelle ultime due settimane, uno sviluppo pericoloso che ha portato alla diffusione di infezioni, in particolare tra i bambini. Quasi 300.000 i turchi evacuati in aerei offerti gratuitamente dalla compagnia di bandiera Turkish Airlines, che prevede di continuare a stampare biglietti gratis per le evacuazioni fino alla fine del mese di febbraio.

Oltre 20.000 cittadini siriani che erano arrivati negli scorsi anni in Turchia come profughi per la guerra nel loro Paese, e che oggi si trovano ad essere sfollati a causa del terremoto che ha colpito la zona dove vivevano come rifugiati, sono invece tornati in Siria: lo ha reso noto il ministro della Difesa turco Hulusi Akar.

Erdoğan vuole ricostruire tutto

Il trauma del terremoto resta comunque ancora vivo tra la popolazione turca e il panico aumenta con ogni nuova scossa di assestamento. Sono 116 quelle registrate solo nelle ultime 24 ore, mentre dal 6 febbraio sono state in totale 7.242, di cui 41 con magnitudo tra 5 e 6 e 450 con magnitudo tra 4 e 5.

La terra continua a tremare, ma il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan (69 anni) - dopo aver ricevuto la visita e il sostegno del Segretario di Stato americano, Antony Blinken - ha già annunciato la ricostruzione "da zero" delle città cancellate dal terremoto.

L'inizio dei lavori è in programma a partire da marzo e saranno circa 200.000 le nuove abitazioni da costruire.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Turchia: l'opposizione sceglie un candidato unico contro Erdogan

Turchia, incidente in funivia: un morto e sette feriti, passeggeri bloccati per circa un giorno

Turchia: incendio in un edificio nel centro di Istanbul, almeno 29 morti e otto feriti