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Turchia e Siria: ritrovato il corpo del calciatore Christian Atsu. Arrestati imprenditori edili

Christian Atsu (1992-2013).
Christian Atsu (1992-2013). Diritti d'autore Adam Davy/PA Wire
Diritti d'autore Adam Davy/PA Wire
Di Cristiano TassinariEuronews World - AP - Ansa
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Situazione tragica anche in Siria: migliaia di persone nelle città curde di Jindris e Afrin, nel nord del Paese, vive tuttora per strada o in aree deserte, dopo il crollo delle loro case. Una grande tendopoli è stata allestita allo stadio di Idlib, città controllata dai ribelli

Situazione in Turchia

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Sotto la macerie di un palazzo di 12 piani, ad Antiochia. in Turchia, è stato ritrovato il corpo senza vita del calciatore ghanese Christian Atsu.
Aveva da poco compiuto 31 anni.

I media turchi citano l'agente del calciatore, Murat Uzun Mehmet: è stato lui a confermarlo, in una nota all’agenzia di stampa locale Demiroren: “Il corpo senza vita di Atsu è stato trovato sotto le macerie. Al momento stanno estraendo anche i suoi effetti personali. È stato trovato anche il suo telefono”

Dopo aver giocato anche nella Premier League inglese (con Chelsea e Mewcastle) e in Portogallo (con il Porto), Christian Atsu ora militava nella squadra turca dell'Hataysport, nella città di Hatay, che si trova in una delle zone più colpite dal terremoto del 6 febbraio. 

Un gol fatale

Il gol realizzato poche ore prima del sisma, alla domenica sera, potrebbe aver segnato il destino di Atsu: il calciatore ghanese  aveva deciso di partire per raggiungere la famiglia in Ghana, ma la rete della vittoria nella partita con il Kasimpasa, su calcio di punizione al 97° minuto, in pieno recupero e festeggiatissima dai compagni, lo aveva indotto ad annullare il volo e a rinviare il viaggio. 

Euronews
La mappa dei terremoti del 6 febbraio 2023.Euronews

Case costruita non in maniera antisismica: imprenditori arrestati

A Kahramanmaraş, altra città epicentro del sisma in Turchia (una scossa di magnitudo 5.1 è stata registrata nel tardo pomeriggio di sabato 17 febbraio), sono stati arrestati alcuni degli imprenditori edili che hanno costruito, con materiali scadenti e non antisismici, gli edifici crollati. 

Rischiano pesanti condanne, se verrà riconosciuta la loro responsabilità. 

Screenshot
In questo fermo-immagine, alcuni imprenditori edili sottoposti a custodia cautelare.Screenshot

Rimpatriata la salma di Angelo Zen

È rientrata in Italia, con un volo di Stato atterrato nel tardo pomeriggio di sabato 17 febbraio a Venezia, la salma di Angelo Zen, 50 anni, l'imprenditore italiano vittima del terremoto in Turchia, morto nel crollo dell'albergo dove alloggiava per motivi di lavoro a Kahramanmaraş.

Il feretro di Zen, che risiedeva a Martellago (Venezia), è stato trasportato a Romano D'Ezzelino (Vicenza), dove era nato e dove vive la madre e dove è stato disposto che possano visitarlo solo i parenti stretti.

La cerimonia funebre, secondo quanto ha riferito il sindaco della cittadina vicentina, verrà celebrata a Romano in forma strettamente privata, per volontà della famiglia, probabilmente la prossima settimana.

Non ce l'ha fatta

Non ce l'ha fatta il bambino di 12 anni che era stato salvato 296 ore dopo il sisma. 
Secondo quanto riportano i media turchi, sarebbe morto in ambulanza mentre veniva portato in ospedale.

Il 12enne era stato estratto dalle macerie di un edificio del distretto di Antiochia, nella provincia di Hatay, insieme ad altre due persone. Secondo alcune ricostruzioni, si tratterebbe dei genitori del ragazzo. 

Situazione in Siria

I filmati dei droni mostrano la totale distruzione provocata a Jindris, in Siria, dal devastante terremoto del 6 febbraio scorso, che ha colpito il sud della Turchia e il nord-ovest della Siria.

Le vittime, in totale, in entrambi i Paesi, sono oltre **46.000,**con decine di migliaia di feriti e oltre un milione di sfollati, su entrambi i lati dei confini.

Più di 4.400 persone hanno perso la vita e altre 8.100 sono rimaste ferite nel nord-ovest della Siria.

Un gran numero di persone nelle città curde di Jindris e Afrin, nel nord del Paese, vive tuttora per strada o in aree deserte, dopo che le loro case sono crollate a causa del terremoto.

Bernat Armangue/Bernat Armangue
Famiglie siriane che vogliono tornare a casa. (Confine di Cilvegozu, Turchia). 18 febbraio 2023.Bernat Armangue/Bernat Armangue

Idlib: una tendopoli allo stadio

Circa 5.000 persone a Jindris e Afrin non hanno un posto dove vivere. 

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Nelle due città, i terremoti hanno fatto crollare 1.250 edifici.

Nei pressi dello stadio municipale di Idlib, città siriana controllata dai ribelli, è stata allestita un'enorme tendopoli per accogliere una parte delle migliaia di persone che sono rimaste senza un tetto.

"Non ci sentivamo più al sicuro a casa", dice Abu Abdou, uno sfollato siriano sopravvissuto al terremoto, ora ospitato in un campo improvvisato allestito nello stadio di Idlib.

I primi soccorritori che hanno raggiunto il nord-ovest della Siria per salvare le persone da sotto le macerie hanno ripetutamente avvertito che l'assistenza internazionale che hanno ricevuto non si avvicina neanche lontanamente a soddisfare l'enorme bisogno del territorio, dilaniato dalla guerra e controllato dai ribelli.

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