Cina, governo blocca la pubblicazione dei dati relativi a positivi e decessi

Ospedali Covid in Cina
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Di Debora Gandini
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Dopo aver abbandonato la politica zero-Covid, la Cina è nel pieno di una nuova ondata di contagi e tracciare la diffusione del virus sta diventando ormai sempre più complicato

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Dopo aver abbandonato la politica zero-Covid, la Cina è nel pieno di una nuova ondata di contagi e tracciare la diffusione del virus sta diventando ormai sempre più complicato. Con le misure restrittive in vigore, i test Pcr quasi obbligatori consentivano di seguire in modo affidabile l'andamento dell'epidemia. Ora, invece, le persone infettate effettuano i test a casa e raramente segnalano i risultati alle autorità.

La commissione sanitaria nazionale, che funge da ministero, ha annunciato la sospensione della pubblicazione dei dati giornalieri sui casi e sui decessi di Covid, senza fornire alcuna spiegazione. Da settimane le statistiche non riflettono più in modo affidabile l'ondata di contagi, senza precedenti, che ha colpito il Paese dall'abbandono il 7 dicembre delle rigide misure sanitarie.

Quasi 250 milioni di persone in Cina potrebbero aver contratto il virus nei primi 20 giorni del mesi di dicembre, secondo una stima interna dei funzionari sanitari della nazione. Cifre non ufficiali ma se , così fosse, rappresenterebbe circa il 18% di 1,4 miliardi di cinesi. Il più grande focolaio di Covid-19 fino ad oggi a livello globale

A Shanghai e dintorni sono stati aperti quasi 3.000 centri di monitoraggio dove effettuare tamponi e ricevere medicinali antipiretici e analgesici. Gli ospedali sono ormai sovraffollati e sotto stress in tutta la Cina con file di bare davanti ai forni crematori.

Da Shanghai a Pechino come nelle altre città della Cina. La diffusione del virus dilaga. A Qingdao fonti locali riferiscono che stando alle cifre della sanità municipale ci sono mezzo milione di nuovi casi ogni giorno. La commissione ha fatto sapere che il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) pubblicherà informazioni relative all'epidemia ma non ha specificato il tipo o la frequenza dei dati che saranno resi noti.

Intanto dopo la fine delle restrizioni, il governatore di Hong Kong ha annunciato la riapertura del confine con la Cina a gennaio. Fino ad ora la prassi implicava passare attraverso l'immigrazione e rispettare tre settimane di quarantena, poi ridotta a cinque giorni. 

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