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I bosniaci impegnati nelle difficili elezioni generali. I nazionalismi dilagano

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Di Gianluca Martucci
I bosniaci alle urne per le elezioni generali del 2022
I bosniaci alle urne per le elezioni generali del 2022   -   Diritti d'autore  Darko Vojinovic/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved   -  

I bosniaci sono chiamati alle urne per eleggere dopo quattro anni i tre membri della presidenza bosniaca condivisa, i deputati del Parlamento nazionali, delle camere cantonali e dei consigli regionali e il presidente della parte del Paese gestita dai serbi. 

Impegnati in un esercizio del voto messo alla prova dal complicato assetto politico-istituzionale che tiene in vita la Federazione dal 1995, molti elettori sono delusi per la mancanza di programmi politici pragmatici e basati spesso sui nazionalismi miopi dei leader delle principali tre etnie (i bosniaci musulmani, serbi ortodossi e croati cattolici

Tra nazionalismo e rassegnazione

Mirhunisa Zukić, aiuta i rifugiati di guerra bosniaci a tornare nei loro villaggi d'origine, e ci spiega cosa ha significato dividere il Paese in due entità governative indipendenti una gestita dai serbi e l'altra condivisa da bosniaci e croati. Le due entità hanno un'ampia autonomia, ma sono collegate da istituzioni nazionali condivise. Tutte le azioni a livello nazionale richiedono il consenso di tutti e tre i gruppi etnici. Questo rende la macchina politica poco versatile quando ci sono decisioni da prendere.

"Molti volevano tornare nella loro vecchia patria. Ma sono stati discriminati e non hanno trovato lavoro, i più giovani poi emigrano", ci dice. 

Con una riconciliazione sempre a rischio e gli elettori inclini a preferire i candidati del proprio gruppo etnico, il bene di tutti è sempre il grande assente nelle campagne elettorali. A questo si aggiunge un'economia che non è mai decollata. La bassa affluenza rischia nuovamente di favorire leader divisivi.