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I nuovi scenari dopo le elezioni. Crolla la Lega, Letta non si ricandida alla guida del Pd

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Di Gianluca Martucci
Le elezioni politiche del 25 settembre in Italia
Le elezioni politiche del 25 settembre in Italia   -   Diritti d'autore  TIZIANA FABI/AFP or licensors   -  

Con l'esito del voto ormai chiaro, la divisione tra vincitori e perdenti alle ultime elezioni sembra meno netta di quanto ci si aspettava.

Nuovi rapporti di forza nel centrodestra

La vittoria schiacciante della coalizione di centrodestra, annunciata da tempo nei sondaggi, non fa passare inosservato il crollo elettorale della Lega di Matteo Salvini, che alle elezioni europee del 2019 era il primo partito con il 34% dei voti. Dopo poco più di tre anni da quel risultato il Carroccio fatica a raggiungere il 9% dei voti a causa dell'emorraggia di voti che ha spostato i suoi elettori verso il partito Giorgia Meloni. Il giorno dopo le urne, la destra potrebbe intescare il 60% dei seggi in Parlamento (fonte YouTrend), ma con rapporti di forza modificati rispetto ai sondaggi. Un nuovo governo a guida Meloni si ritroverebbe con un alleato più debole e da trattare inaspettatamente alla pari di Silvio Berlusconi e alla sua Forza Italia, che ha solo qualche decimo percentuale di scarto dalla Lega.

Il costante crollo dei consensi potrebbe gettare Salvini nella bufera e non si esclude che i vertici delle diverse correnti del partito possano pretendere un cambio alla guardia. Lo ha detto anche il leader del Carroccio in conferenza stampa: "Una fase di riorganizzazione del movimento, puntando su sindaci e amministratori, è fondamentale".

Chi consolida la sua base elettorale è Silvio Berlusconi. La nuova base di Forza italia stabile all'8% potrebbe rafforzare il peso della destra moderata all'interno di un possibile governo trainato da Giorgia Meloni. Soprattutto al Sud Forza Italia è stato il secondo partito di destra più votato. 

Conte festeggia, crisi PD

Esulta il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, il terzo partito più votato a livello nazionale con il 15% a solo 4% di distanza dal Partito democratico. L'ex primo ministro ha fatto incetta di consensi al Sud, grazie anche alla popolarità di alcune misure approvate quando l'avvocato del popolo era al governo, reddito di cittadinanza in primis. Al Sud molte regioni hanno premiato il Movimento 5 Stelle come lista più votata. 

In molti si chiedono cosa ne sarà dell'anima anti-establishment creata dal fondatore del movimento Beppe Grillo, ora che il Conte ha dato un volto più moderato ai pentastellati.

Si apre un momento di discussione interna al Partito democratico, che non ha superato il 20% delle intenzioni di voto come invece ci si aspettava. I vertici del partito parlano di "un giorno triste per il paese" a causa della vittoria della destra, ma la situazione all'interno del partito non è meno drammatica. In conferenza stampa il leader Enrico Letta ha annunciato che non si candiderà alla direzione del partito al prossimo congresso. "Nei prossimi giorni riuniremo gli organi del partito per accelerare il percorso che dovrà portarci al congresso", ha detto Letta.