This content is not available in your region

Ucraina, squadre di ricerca per identificare corpi delle fosse comuni

Access to the comments Commenti
Di Debora Gandini
euronews_icons_loading
Camere di tortura nella regione di Kharkiv
Camere di tortura nella regione di Kharkiv   -   Diritti d'autore  Leo Correa/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Le truppe russe hanno lasciato la regione di Kharkiv messe in fuga controffensiva di Kiev. Sul terreno accanto alla bandiera ucraina restano i segni di scontri e violenze. Come quelle fosse comuni scoperte a Izyum dove ora guardia nazionale ucraina ha deciso di inviare squadre di ricerca per raccogliere i corpi di civili e militari che giacciono senza una degna sepoltura. Corpi di ucraini e russi. Fino ad ora sono stati ritrovati 445 corpi nelle fosse.

Il Comandante dell’Unità di ricerca di Kiev spiega che "Prima di tutto sono state fatte delle ricerche. Abbiamo mandato un drone per individuare la posizione delle vittime. Dopo il gruppo di ricerca si è spostato a piedi nel luogo in cui si trovano i cadaveri. Questo il sito è stato documentato con diverse foto al fine di includere maggiori informazioni in un unico registro delle indagini preliminari sugli omicidi. Perché questi sono i crimini militari".

Una posizione condivisa anche dall’Onu. “I nostri colleghi della Missione di monitoraggio dei diritti umani in Ucraina intendono condurre una visita di monitoraggio sul posto per determinare le circostanze della morte di queste persone”, ha detto la portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Elizabeth Throssell.

Mentre ora si devono riesumare centinaia di corpi nella città di Izyum, militari e giornalisti ucraini hanno fatto un'altra macabra scoperta che riguarda le camere di tortura.

Un lento ritorno alla normalità

Intanto i bombardamenti russi stanno diminuendo, in molte zone dell’area di Kharkiv i residenti iniziano a tornare nelle loro cittadine. Le case distrutte dai raid ricordano un passato di guerra ancora non terminato, le finestre sbarrate sono il segno che il conflitto non è cessato.

“Kharkiv è un po’ cambiata, ma la gente ora è più calma, fa notare un uomo. “Il treno che ho preso alle 6 del mattino per tornare era pieno di giovani. Tutti vogliono tornare a casa.” “La città è diventata più tranquilla, anche se i russi bombardano ogni notte. Non si sono fermati del tutto. Ormai io riesco anche dormire nonostante i bombardamenti”, racconta una donna.

C’è chi cerca un posto nuovo dove ricostruirsi una vita e chi invece, tra ricordi e la voglia di un futuro diverso, rientra nelle proprie abitazioni. Sperando che tutto possa finire il prima possibile.