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Kherson, le telecamere entrano per la prima volta nelle stanze della turtura

Nei sotterranei dell'orrore
Nei sotterranei dell'orrore Diritti d'autore Evgeniy Maloletka/Copyright 2020 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Evgeniy Maloletka/Copyright 2020 The AP. All rights reserved
Di Euronews
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Le telecamere sono entrate per la prima volta nelle stanze degli orrori. I sotterranei di kherson sono stati teatro di ogni genere di torture da parte dei militari russi nei confronti di oltre 300 prigionieri ucraini.

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Le prove dell'orrore, immagini che rimangono scolpite nella memoria. Kiev, oggi,  sostiene di avere in mano prove concrete delle torture inflitte dai militari russi agli ucraini.

Da quando i russi sono fuggiti dalla città  di Kherson, le loro bombe hanno sfigurato il volto della città, l'unico capoluogo di provincia  occupato all'inizio della guerra. Per otto mesi gli abitanti hanno convissuto con gli invasori che ora , non è piú un segreto, hanno installato un'intera rete di camere di tortura nelle viscere della città. Le autorità ucraine stanno  indagando in questa direzione e stanno portando a galla centinaia di casi di tortura.                        Mentre proseguono le indagini , le telecamere della France Presse sono entrate accompagnate dal  capo delle pubbliche relazioni della Guardia Nazionale dell'Ucraina, Andriy Kovanniy: 

"Abbiamo più di 300 casi di persone che sono state detenute e torturate qui, le indagini sono ancora in corso e il numero cresce ogni giorno".
Andriy Kovanniy
relazioni pubbliche Guardia Nazionale Ucraina

Nelle camere di tortura ci sono in effetti ampie prove delle pratiche barbare utilizzate dell'esercito russo.

 "Ci sono abbastanza informazioni  - continua Kovanniy - che provano che le persone che erano trattenute qui erano torturate con  scosse elettriche , maschere a gas,  tecniche di soffocamento, strategie di privazione di cibo e di sonno e  le persone venivano picchiate duramente. Hanno usato molti mezzi diversi per torturarle". "

In queste camere dell'orrore sono stati ritrovati effetti personali dei prigionieri come avanzi di cibo e  documenti.  E l'inno russo scarabocchiato sul muro é la conferma  e la prova di una denuncia ricorrente:  durante la prigionia i detenuti erano costretti, sotto minaccia,  a impararlo a memoria.

"Quando i russi sono venuti qui, hanno iniziato a usare questo posto per incarcerare i nostri cittadini, e ci sono informazioni comprovate che hanno torturato persone di Kherson qui. Sono stati  più di 300 i prigionieri".

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