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La Russia e il cane a sei zampe

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Di Alberto De Filippis
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Images   -   Diritti d'autore  AFP

È uno dei temi del giorno a Bruxelles, ma tutti fanno finta che il problema non esista. Eni ha annunciato di aver avviato - in accordo con le istituzioni italiane - le procedure per aprire due "conti K" presso Gazprombank in doppia valuta, uno in euro e uno in rubli, per continuare a pagare le forniture di gas russo. I rifornimenti quindi, non verrebbero pagati in rubli, come richiesto dal Cremlino e come vietato dalle sanzioni. L’adempimento degli obblighi di pagamento si intenderà completato con il primo trasferimento in euro, come previsto dai contratti in corso. Solo in un secondo momento l’importo verrà convertito in rubli.

Il conto Eni in rubli, un elefante nella stanza

Costretto a rispondere per le molte domande il Commissario Gentiloni dice: "Primo, i contratti sono in euro e dollari. Secondo, le aziende stanno pagando in euro e dollari. Tutte le compagnie stanno pagando in euro e dollari. Punto. Se mi chiedeste: stanno pagando in rubli e questa è forse una violazione? La risposta sarebbe diversa. Ma non è questo che sta accadendo con le compagnie europee.

Eni assicura anche che rispetterà qualsiasi eventuale futuro provvedimento normativo che dovesse intervenire a sanzionare il trading del gas