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Conferenza sul futuro dell'Europa: prove generali di democrazia partecipativa

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Di Euronews
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Conferenza sul futuro dell'Europa
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Dopo un anno di consultazioni e migliaia di cittadini coinvolti nel processo di democrazia partecipativa si è conclusa a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell'Europa

I partecipanti dei 27 Stati membri e delle istituzioni dell'Unione si sono riuniti al Parlamento europeo per l'adozione delle raccomandazioni finali, riguardanti vari campi che potrebbero essere interessati da riforme.

Kacper Parol è un giovane partecipante che arriva dalla Polonia: "Ero in un gruppo di lavoro di economia, giustizia sociale e occupazione - spiega - Ho lavorato per dare una prospettiva giovane all'enorme problema degli alloggi e per gettare le basi per la ricerca della prima occupazione da parte degli studenti".

Secondo i delegati cittadini - selezionati tra i 450 milioni di europei - la Conferenza sul futuro dell'Europa apre un nuovo capitolo della democrazia europea.

Aoife O'Leary è una partecipante irlandese. Si focalizza soprattutto sull'istruzione: "Abbiamo fatto proposte importanti sull'istruzione e sul riconoscimento reciproco dei titoli di studio. Penso che il lavoro portato a termine possa avere un impatto enorme, ritengo che la democrazia in Europa cambierà dopo questo: non avremo più solo la democrazia rappresentativa, dovremo coinvolgere i cittadini".

Il deputato belga Guy Verhofstadt, co-presidente del Comitato direttivo della Conferenza, sottolinea la necessità di riformare il processo decisionale dell'Unione: "Una delle proposte principali è quella di porre fine al diritto di veto nell'Unione europea. Quindi, smettere con il voto all'unanimità nei processi decisionali perché con l'unanimità si agisce sempre troppo poco e troppo tardi in seno all'Unione europea".

Molte proposte richiederebbero delle modifiche nei trattati europei: un cambiamento di rotta a cui si oppongono alcuni Stati membri. La Commissione Ue ha però detto valuterà la piattaforma programmatica con estrema attenzione.

"Sono sicura che le istituzioni siano serie e che i cittadini ci chiederanno conto, se non facciamo nulla - commenta Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione europea - Quindi sono sicura che daremo un seguito a tutto questo. Cercheremo di fare del nostro meglio per accogliere le idee dei cittadini, le speranze e le loro le preoccupazioni".

Le raccomandazioni finali saranno consegnate ai leader dell'Unione europea il "Giorno dell'Europa", il 9 maggio, ma poi ci vorranno mesi per decidere se troveranno attuazione.